sabato, 15 Maggio, 2021

Next Generation, i sovranisti polacchi bloccano l’Europa

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Mentre nei vari Stati dell’Unione Europea il via libera dello scorso dicembre al Next Generation, ottenuto grazie a una lunga mediazione di Angela Merkel, è stato salutato con grande soddisfazione, nessuno avrebbe pensato che la norma che obbligava i Parlamenti nazionali a votarlo pena la non esecutività, avesse riservato dei problemi. L’esecutività è determinata dal fatto che, senza l’approvazione di tutte le Assemblee legislative, la Commissione Europea non può andare sul mercato a reperire i 750 miliardi di euro che rappresentano il contributo finanziario per il rilancio dei Paesi dell’Unione Europea. Ma in Polonia, dopo che il Premier Mateusz Morawiecki aveva dato il suo assenso a Bruxelles, Polonia Unita, secondo partito della sua coalizione sovranista, ha preannunciato il suo voto contrario in Parlamento. All’inizio sembrava una scaramuccia interna alla maggioranza che Morawiecki avrebbe potuto sanare con qualche concessione, magari un incarico di sottogoverno, a Polonia Unita finora solidale in tutte le iniziative recenti dell’Esecutivo di Varsavia comprese le ulteriori restrizioni in termini di accessibilità all’aborto e le nuove tassazioni per i media liberi.

 

Il no di Polonia Unita

Ma negli ultimi giorni la spaccatura si è accentuata. Polonia Unita non pare disposta ad accettare la correlazione imposta da Bruxelles tra rispetto dello Stato di diritto e Recovery fund e nuovo bilancio, decisa per garantire l’indipendenza della magistratura e per evitare sprechi e clientelismi. Il Governo polacco per calmare gli animi ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia europea ma intanto ha firmato gli accordi a dicembre e questo ha suscitato la reazione dei contrari. Sotto accusa vi è poi il meccanismo di finanziamento dei 750 miliardi di euro stanziati in titoli nei mercati finanziari che prevede il ripagamento nei decenni successivi. Una federalizzazione del debito che Polonia Unita non accetta. E il suo parlamentare europeo Patriyk Jaky ha aggiunto che se il Pis (Diritto e Giustizia) insisterà per farlo approvare lo farà da solo, aprendo di fatto la crisi di Governo. Ma come è noto non si tratterebbe solo di un fatto Interno perché manderebbe all’ aria tutto il provvedimento di Bruxelles e quindi i finanziamenti per tutti i Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa.

 

Il rischio che tutto salti

E così mentre incominciano a arrivare i primi piani di utilizzo dei Next Generation (il Portogallo è arrivato davanti a tutti) c’è ancora il rischio concreto che tutto salti. A questo punto sono possibili due scenari. Uno , francamente difficile, che Morawiecki riesca a convincere Polonia Unita a cambiare opinione. L’ altro che l’opposizione venga in soccorso votando a favore. Questo secondo scenario però non potrebbe ridursi a qualche concessione sul piano di utilizzo dei finanziamenti che arriverebbero alla Polonia ma dovrebbe tradursi anche in un cambiamento di maggioranza politica attraverso una crisi inevitabile di Governo. Sarebbe infatti impensabile che i partiti di opposizione, pur essendo europeisti, fungessero da stampella per poi ritrovarsi lo stesso Governo sovranista. I! Premier Morawiecki questa volta non pare avere una bacchetta magica per risolvere altrimenti la situazione che si è venuta a creare a Varsavia.

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