lunedì, 17 Maggio, 2021

NIENTE PACCHI

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Oggi niente pacchi. È il primo sciopero nazionale dei dipendenti di Amazon fermi per 24 ore. Gli addetti degli hub e di quelli alle consegne, i driver, circa 30-40mila in tutta Italia insieme incrociano le braccia per protestare contro i turni massacrati e i controlli rigidissimi con i cui, grazie ad un algoritmo, sono costantemente sorvegliati nello svolgimento del loro lavoro.

Si tratta di fatto del primo stop in Italia di tutta la filiera, e i dipendenti che dalle 7 incrociano le braccia davanti ai cancelli degli stabilimenti del colosso del commercio elettronico, chiedono la solidarietà dei consumatori invitandoli a evitare acquisti per l’intera giornata.

 

Maraio: il Psi al fianco dei lavoratori

Il segretario del Psi Enzo Maraio si schiera “al fianco agli addetti alle consegne, i driver e a tutti gli impiegati di Amazon. Pieno sostegno ai circa 30-40mila lavoratori di tutta Italia che scioperano per rivendicare diritti”. È quanto ha dichiarato il segretario del Psi, Enzo Maraio, che ha aggiunto: “I colossi come Amazon, che pure esercitano un ruolo importante, non possono pensare di godere di ‘zone franche dai diritti’. Hanno il dovere – ha proseguito Maraio  – di fare qualcosa in più a tutela dei diritti dei lavoratori. Noi socialisti ci auguriamo che si possa introdurre quanto prima una tassazione sui guadagni del colosso Amazon – ha concluso – e che diventi tassa di scopo per chi garantisce forza lavoro”

 

 

Tutto il personale in sciopero

Lo sciopero è indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, e Uiltrasporti riguarda tutto il personale dipendente di Amazon Logistica Italia cui è applicato il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, Amazon Transport Italia e di tutte le società di fornitura di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci che operano per Amazon Logistica ed Amazon Transport.
La mobilitazione è stata annunciata dieci giorni fa perché, hanno spiegato i sindacati, la trattativa tra Filt Cgl, Fit Cisl, Uiltrasporti e Assoespressi, sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon, “si è interrotta bruscamente a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale ad affrontare positivamente le tematiche poste dal sindacato”.
“L’adesione allo sciopero è variegata, ma siamo intorno al 70-75%”: lo ha detto a Rai News24 parlando dell’agitazione nazionale dei lavoratori di Amazon il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio.

“Fermarsi per mangiare un panino o fare pipì – dice uno dei tanti lavoratori – è diventato quasi impossibile tanto più se magari si perde tempo in una consegna perché il cliente non è a casa o se c’è traffico per strada”.

Parlando di viabilità, la necessità di ultimare in tempo tutte le consegne programmate obbliga spesso i corriere a guidare nel traffico con modalità tuttaltro che sicure. E quando questo non mette a rischio la loro salute e i loro punti della patente, può magari essere alla base di piccoli incidenti e di un aumento della franchigia sul mezzo. Tutte situazioni che ricadono direttamente sul lavoratore e sul loro portafoglio.
“Inoltre quello che le persone non sanno – racconta un corriere – è che i nostri supervisori guadagnano dei bonus se noi effettuiamo il numero corretto di consegne, ma noi no“.

 

Pierpaolo Bombardieri: Al fianco di chi chiede migliori condizioni di lavoro.

 

“Oggi – afferma Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della UIL – siamo al fianco delle migliaia di lavoratori e lavoratrici di Amazon che scioperano per la prima volta in Italia chiedendo migliori condizioni di lavoro. In tutta la filiera, dai magazzinieri ai corrieri, chiediamo ad Amazon di affrontare positivamente con il Sindacato questioni come i turni, i carichi di lavoro e la stabilità occupazionale dei lavoratori. Amazon e tutte le multinazionali rispettino il Sindacato e si assumano la responsabilità sociale!”.

 

Maurizio Landini: Dopo convinta adesione a sciopero multinazionale riapra confronto

“La convinta adesione al primo sciopero in Italia delle lavoratrici e dei lavoratori della filiera di Amazon, indetto dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, e la piena riuscita delle iniziative di mobilitazione, richiede risposte da parte della multinazionale e l’immediata riapertura delle trattative, per arrivare a un accordo sulle richieste avanzate relative ai salari, alle stabilizzazioni e alle condizioni di lavoro”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Le tante manifestazioni di solidarietà, che ci sono state in queste ore nei confronti degli addetti agli hub e alle consegne e dei driver (circa 40mila in tutta Italia), anche da parte di esponenti della politica e delle istituzioni – prosegue il segretario della Cgil – devono ora trasformarsi in atti concreti da parte del Governo e del Parlamento, per riaffermare il principio che fare impresa nel nostro Paese vuol dire riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva nazionale e aziendale, e a un corretto sistema di relazioni sindacali”.

“Condizioni necessarie – conclude Landini – per ridare dignità alle persone, sconfiggere la precarietà e garantire un lavoro di qualità”.

 

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