martedì, 15 Giugno, 2021

NIENTE PROCEDURA

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L’Italia scongiura in extremis la procedura di infrazione sul debito mettendo sul piatto una correzione della manovra gialloverde da oltre 10 miliardi. Il collegio dei commissari riunito a Bruxelles ha dato il suo via libera all’accordo raggiunto dalla Commissione con il governo italiano sulla legge di Bilancio per il prossimo anno.

La decisione di non avviare la procedura per debito eccessivo nei confronti dell’Italia è arrivata dopo l’accordo raggiunto ieri in serata con Bruxelles. “In sostanza – hanno comunicato fonti Ue –  la Commissione avrebbe deciso di soprassedere sull’avvio della procedura in attesa di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane per tornare poi a fare il punto della situazione a gennaio una volta che la legge di bilancio sarà stata approvata dal Parlamento”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha detto al Senato: “In queste settimane abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni senza mai arretrare rispetto agli obiettivi che ci hanno dato gli italiani con il voto del 4 marzo. Non abbiamo ceduto sui contenuti della manovra. Gli effetti della manovra sui conti pubblici saranno monitorati in maniera rigorosa. Desidero esprimere un sentito ringraziamento a tutti voi, di maggioranza e di opposizione, per la comprensione di questi giorni durante i quali l’iter della manovra ha proceduto con lentezza scontando ritardo con tempi previsti. Rinvii non causati da incertezze interne al governo: il rallentamento è stata l’inevitabile compressione a causa complessa interlocuzione con l’Ue alla quale abbiamo dedicato le nostre più risolute energie e impegno. Allo scopo di assicurare il conseguimento degli obiettivi programmatici di bilancio, il governo ha previsto una norma per l’accantonamento temporaneo di una parte di alcuni specifici stanziamenti per l’importo complessivo di due miliardi. Le somme accantonate saranno rese disponibili nel caso in cui il monitoraggio sui conti certificherà gli obiettivi di bilancio”.

Subito dopo l’intervento al Senato, in Commissione Bilancio, Conte ha detto: “E’ pronto l’emendamento alla manovra che recepisce l’esito della trattativa con l’Ue. Il governo presenterà le modifiche sui saldi, che prevedono la riduzione dei fondi per reddito di cittadinanza e pensioni”. Il presidente del Consiglio ha indicato, quindi, l’ammontare dei saldi ridefiniti pari a 10 miliardi e 254 milioni nel 2019, 12 miliardi e 242 milioni nel 2020, 15 miliardi e 997 milioni nel 2021.

Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha detto: “La soluzione sul tavolo non è ideale, non dà una soluzione a lungo termine per i problemi economici italiani, ma ci consente di evitare per ora di aprire una procedura per debito, posto che le misure negoziate siano attuate pienamente.  Le misure addizionali trovate dall’Italia ammontano a 10,25 miliardi”.

Il commissario agli Affari Economici, Pierre Moscovici, sostenendo la vittoria del dialogo, ha detto: “E’ una vittoria del dialogo politico che la Commissione ha preferito rispetto allo scontro. Alcuni avevano auspicato una crisi, noi invece abbiamo sempre puntato a una soluzione”.

I mercati hanno gradito l’accordo raggiunto in nottata sulla legge di bilancio.  La Borsa di Milano ha registrato un rialzo con il Ftse Mib che ha guadagnato l’1,1% raggiungendo 18.860 punti, dopo l’accordo tra il governo e l’Ue sulla manovra. Le banche, che guardano positivamente anche alla posizione dell’Europa sugli Npl, tornano stabilmente in positivo. Lo spread tra Btp e Bund, attestandosi a 257 punti base con il rendimento del decennale italiano al 2,82%, è finalmente in calo.

Tutte le più alte autorità economiche e monetarie esistenti (Fmi, Bce, Ocse, Bankitalia, Bri, etc.) avevano ripetutamente avvertito il governo dei pericoli a cui si stava andando incontro con la manovra. I due vicepremier, Salvini e Di Maio, con aria di supponenza, paragonabili ai due consoli dell’antica Roma, non hanno dato ascolto. Adesso, dopo otto mesi di interessi maggiorati, forse hanno capito ed hanno fatto marcia indietro. Le posizioni di irremovibilità assunte categoricamente dai leader di Lega e M5S, sono crollate. Ma non poteva essere diversamente. Adesso gli italiani dovrebbero comprendere che sono stati raggirati da una propaganda demagogica e populista lontana dalla realtà. Ciò non toglie che il disagio sociale è ancora molto diffuso e per superarlo è necessario un programma politico di lungo periodo.

Salvatore Rondello

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