mercoledì, 16 Giugno, 2021

NO PANIC

0

Non è il momento di creare inutili allarmismi e paranoie, ma di essere responsabili.

Ogni informazione utile è disponibile qui

“È indispensabile che ci sia un solo centro di coordinamento per la gestione dell’emergenza in cui siano pienamente coinvolte tutte le regioni e con la guida del nostro coordinamento scientifico. Così sta funzionando, come dimostrano le ordinanze firmate nella giornata di ieri. Non servono scelte unilaterali di singoli territori”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine della task-force nella sede della Protezione Civile.

Sono state disposte misure per contenere il contagio, dopo i casi di Codogno, tanto che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Il provvedimento è stato illustrato in una conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con il Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro. Il punto sulla situazione da parte del Capo della protezione civile: 79 persone colpite, di queste 76 positive al test, 2 deceduti, un dimesso (guarito). Dei 76 positivi al test: 54 sono in Lombardia, 17 in Veneto, 2 in Emilia Romagna, 1 in Piemonte, oltre i 2 turisti cinesi ancora ricoverati allo Spallanzani di Roma. Il ministro Speranza: “Misure per la tutela della salute delle comunità, contiamo sulla collaborazione di tutti i cittadini”.

Il decreto interviene in modo organico, nell’attuale situazione di emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità, allo scopo di prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del virus.

Il testo prevede, tra l’altro, che nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica.

Tra le misure sono inclusi, tra l’altro:

il divieto di allontanamento e quello di accesso al Comune o all’area interessata;
la sospensione di manifestazioni, eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato;
la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole e dei viaggi di istruzione;
la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei;
la sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus e la previsione dell’obbligo per chi fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente, per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
la sospensione dell’attività lavorativa per alcune tipologie di impresa e la chiusura di alcune tipologie di attività commerciale;
la possibilità che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale;
la limitazione all’accesso o la sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone, salvo specifiche deroghe.
Si introduce, inoltre, la facoltà, per le autorità competenti, di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche fuori dai casi già elencati.

L’attuazione delle misure di contenimento sarà disposta con specifici decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri e il Presidente della Regione competente ovvero il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni, nel caso in cui gli eventi riguardino più regioni. Nei casi di estrema necessità ed urgenza, le stesse misure potranno essere adottate dalle autorità regionali o locali, ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, fino all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ai fini sanzionatori, il decreto stabilisce che il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale.

Infine, il testo prevede che il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’Interno, assicuri l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

Misure di intervento anche da parte delle Ferrovie dello Stato.

Il Gruppo FS Italiane, in ottemperanza alle misure approvate (sabato 22 febbraio 2020) dal Consiglio dei Ministri con il Decreto legge in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, ha attivato procedure particolari per garantire la gestione di situazioni riconducibili a possibili casi di COVID-2019 a bordo sia dei treni a media e lunga percorrenza (Frecce, InterCity, InterCity Notte) sia dei treni regionali a favore della massima sicurezza delle persone in viaggio e del personale di prima linea delle Società operative. In particolare, Trenitalia ha diffuso un protocollo al personale a contatto con i viaggiatori e ha disposto: A) l’installazione a bordo treno di dispenser di disinfettante per mani; B) la consegna al personale di apposito equipaggiamento protettivo (mascherine con filtro, guanti monouso); C) il potenziamento delle attività di pulizia disinfettanti a bordo dei treni della flotta di Trenitalia (Frecce, InterCity, InterCity Notte e regionali);D) la diffusione del vademecum del Ministero della Salute attraverso pieghevoli illustrativi e sui monitor dei treni regionali e delle Frecce; laddove non sono presenti monitor la diffusione a bordo treno di annunci ai passeggeri; E) la comunicazione ai viaggiatori, attraverso i canali informativi e i sistemi di vendita di Trenitalia, della cancellazione a tutti i treni della fermata nelle stazioni di Codogno e Casalpusterlengo così come predisposto dalle Autorità competenti; F) la definizione, in corso, di termini e modalità del rimborso in bonus per chi rinuncia al viaggio per tutte le tipologie di biglietto acquistate. Il Gruppo FS Italiane, per ridurre al minimo la probabilità di esposizione al contagio, oltre a consigliare il proprio personale, come ottimale procedura comportamentale, di consultare un medico e rimanere a casa se affetti da sintomi influenzali ha diramato, in via precauzionale e fino al permanere dello stato di emergenza sanitaria, disposizioni particolari e di dettaglio al personale dipendente.

Dalla Lombardia alla Basilicata.
Ieri il presidente della Regione Lombardia, Fontana, insieme all‘assessore al welfare Giulio Gallera ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa a Palazzo Lombardia. I provvedimenti, spiega Fontana, servono ad identificare una zona rossa, «territorio blindato», quello dei Comuni del contagio attorno a Codogno, in cui «impedire l’accesso e l’allontanamento dei cittadini, perché gran parte dei contagiati hanno avuto rapporti con quella zona», e una zona gialla, la residua parte della Lombardia, in cui i divieti vanno «nella direzione di impedire situazioni dove il contagio potrebbe diffondersi più facilmente, come manifestazioni e assembramenti, oltre alla chiusura delle scuole di tutta la regione».
Siamo in quella che l’assessore Gallera definisce la «seconda fase», quella del «contenimento della diffusione del virus». Al di là dei focolai, ogni regione mette in atto misure «per ridurre l’assembramento delle persone, per un limitato periodo di tempo. Inizialmente 7 giorni, prorogabili a 14». Perché, spiega l’assessore alla salute, «non siamo in una situazione di pandemia, ma è bene evitare assembramenti che consentano la diffusione del virus». Come già annunciato, lo stop riguarderà, da domani lunedì 24 febbraio, le scuole e le manifestazioni pubbliche, per 7 giorni o 14, ma anche musei, viaggi di istruzione e concorsi pubblici. E ancora, è prevista la «chiusura dopo le 18 dei luoghi commerciali di intrattenimento e svago, come cinema, teatri, discoteche e pub». Nessuna restrizione invece per ristoranti e negozi (anche supermercati e centri commerciali già presi d’assalto). Rimarranno ovviamente «attivi e aperti» anche i servizi pubblici: in quelli sanitari il personale verrà dotato di mascherine. Nessuna limitazione nemmeno per il trasporto pubblico.
Lascia perplessi, sia la disposizione del neo-governatore lucano che la denuncia di poca ‘apertura’ da parte dei leghisti.
“Tutti i cittadini che rientrano in Basilicata provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni dovranno rimanere in quarantena presso il proprio domicilio per 14 giorni, comunicando la propria presenza ai competenti servizi di sanità pubblica”. Lo dispone un’ordinanza sul Coronavirus emessa dal Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
“Secondo me è sbagliato generalizzare”: il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha risposto in questo modo a Rtl a una domanda sulla decisione della Basilicata di quarantena per chi viene dalle regioni del Nord. “Per chi viene dalla zona Rossa ha senso, tanto è vero che anche noi abbiamo bloccato la mobilità dei cittadini” di quella zona, ha aggiunto, però per il resto della Lombardia “non ha molto senso. Significa bloccare il Paese”.
Mentre ha suscitato ilarità dopo anni di sfottò di cattivo gusto nei confronti dei campani, la chiusura di Ischia proprio contro i cittadini del Triveneto. Tuttavia oggi il prefetto di Napoli Marco Valentini ha annullato l’ordinanza Coronavirus di Ischia, con la quale i 6 comuni dell’Isola vietavano l’accesso ai residenti in Lombardia e Veneto e ai cinesi. L’annullamento è motivato da «mancanza di competenze in materia». Valentini sottolinea «i profili di illegittimità rilevati nell’ordinanza, ingiustificatamente restrittiva nei confronti di una vasta fascia della popolazione nazionale e non in linea con le misure sinora adottate dal Governo»

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply