domenica, 26 Settembre, 2021

NODO GIUSTIZIA… LISTA

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Cambiano di nuovo le carte in tavola, stavolta sul nodo più importante, quello della Riforma della Giustizia, tanto che Draghi per tentare di mediare chiama il suo predecessore, Giuseppe Conte che torna a Palazzo Chigi in veste di nuovo leader M5S.
“Quella che attualmente è all’esame del Parlamento è una riforma approvata dall’intero governo dopo mesi di dialoghi, di confronti a 360 gradi e di lunghe e pazienti trattative e mediazioni a cui hanno partecipato e dato il loro contributo tutti i protagonisti politici della maggioranza, nessuno escluso. E tutti lo hanno approvato nel Consiglio dei ministri, fatti salvi i necessari aggiustamenti tecnici”. Così il ministro della Giustizia Marta Cartabia, intervenendo a Firenze a una tavola rotonda organizzata dalla Corte d’appello e dall’Università sulla ‘riforma dell’Ufficio per il processo’.
E mentre Conte rassicura, anche se in parte, il sostegno del Movimento al Governo Draghi, inaspettatamente la giravolta arriva dal segretario del Pd. Enrico Letta sostiene la Riforma Cartabia, ma continua a rincorrere Conte e il Movimento sulla giustizia. “Non c’è alcun dubbio che la riforma sia giusta e necessaria: dopo molti anni si va finalmente nella direzione di superare lo scontro politico tra giustizialismo e finto garantismo che ha tenuto in ostaggio il Paese troppo a lungo – spiega il capo del Nazareno dalle pagine del Corriere della Sera – Ma proprio perché è di importanza strategica, penso che il Parlamento abbia il diritto, direi il dovere, di contribuire a migliorarla”.
L’ex premier Conte invece oggi ha ribadito la necessità di rilanciare il suo Movimento evidenziando che sulla riforma del processo penale i cinquestelle hanno manifestato perplessità. Si è parlato di eventuali interventi al ddl, ha riferito Conte: ok velocizzare i processi, ma le soglie di impunità vanno scongiurate, ha detto aggiungendo che il governo ha a cuore i tempi rapidi, ma c’è una dialettica parlamentare.
Se i dubbi del M5S erano plausibili, visto che il tentativo di cancellare la prescrizione è dell’ex Ministro pentastellato Bonafede, non si capisce invece l’argine posto da Enrico Letta alla nuova riforma del processo penale.
La base riformista del Pd trova sconcertante vedere anche con il nuovo segretario dem si allinei alla politica di Conte e dei 5stelle così come aveva sempre fatto il sgretario uscente Zingaretti e c’è anche chi maligna sul un probabile tornaconto personale di Letta per avere l’appoggio dell’ex premier per la sua candidatura di Siena.
Nel frattempo, mentre il Pd è di nuovo in crisi e una parte di esso cerca di portare avanti delle trattative per non scontentare nessuno, Cartabia mette i paletti facendo sapere che non c’è più tempo, si rischiano i soldi del Recovery Fund. Lo sa bene il Presidente del Consiglio, tanto che sta pensando di far passare la Riforma con la fiducia.

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Riguardo l'Autore

Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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