venerdì, 16 Aprile, 2021

NODO SCUOLA

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È in arrivo il primo Dpcm del governo a guida Draghi e già governo e Regioni si dividono sull’apertura della scuola. Il contendere, in un quadro in continua evoluzione soprattutto con il mutare delle varianti del virus, la richiesta di cambiare il sistema di mappatura del territorio in zone. Nel corso della riunione sul Dpcm che entrerà in vigore il 6 marzo, il confronto si è inasprito quando da alcune Regioni, tra cui Veneto, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Campania, è arrivata la richiesta di far valutare al Cts l’impatto che ha la scuola in presenza nell’attuale situazione epidemiologica, dove la circolazione delle varianti potrebbe far partire la terza ondata. E’ stato lo stesso governatore pugliese Michele Emiliano a proporre di tenere le scuole chiuse fino a che tutti gli insegnanti non saranno vaccinati, ponendo interrogativi sulla responsabilità giuridica dei presidenti in caso di mancata tutela della sicurezza sul lavoro degli insegnanti.

 

Dai socialisti arrivano gli auguri per un proficuo lavoro. “Al Governo Draghi, ora nel pieno della operatività – scrive in un post su Facebook il segretario del Psi, Enzo Maraio –  il più sincero in bocca al lupo. Le sorti dell’Esecutivo saranno quelle del Paese e noi tifiamo Italia. I socialisti non hanno rappresentanza ma ci saranno sui temi e sulle idee. Faremo sentire la nostra voce sulle cose da fare, ci caratterizzeremo sulle battaglie nell’esclusivo interesse della cosa pubblica. Ripartiamo da oggi e lo facciamo per tutelare i giovani, gli anziani e i disabili”. Così il segretario del Psi, Enzo Maraio, che sottolinea: “Per il potenziamento dei sevizi sociali si tiene conto del dato storico. La legge di bilancio del Parlamento va in questa direzione. Un errore. È l’ennesima penalizzazione per il Sud e un danno per le esperienze più competitive del Nord. Per gli interventi in favore di giovani, anziani e disabili non si guardano le reali necessità del Paese ma si fotografa l’esistente per distribuire le risorse. Così il Mezzogiorno – ha concluso Maraio – rimane sempre più dietro ed il Nord non ha stimoli a fare meglio. Il Governo intervenga per fermare questa beffa, lo faccia il premier Draghi”.

I ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari regionali Mariastella Gelmini hanno sottolineato che “è difficile parlare di chiusure delle scuole da una parte e di riaperture di attività commerciali dall’altra”. La ministra ha quindi fatto notare “una contraddizione” nelle due richieste dei governatori. “Sulle chiusure si valuterà giorno per giorno la situazione epidemiologica”, avrebbe detto il ministro della Salute Speranza. Per il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini “a fronte del documento presentato dalle Regioni la scorsa settimana, stamattina sono arrivate alcune prime risposte positive, ma su altri temi occorrono ulteriori riscontri. In particolare, occorre una decisa accelerazione sul piano vaccini, una revisione dei criteri per l’assegnazione delle fasce e una valutazione preventiva sull’impatto delle varianti”.

Riccardo Nencini, presidente della Commissione cultura del Senato, insieme ai vice presidenti della commissione ha inviato un documento al ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi per sottolineare i problemi che affliggono la scuola in questi mesi di pandemia. Un documento a prima firma del presidente Riccardo Nencini e dei due vice presidenti Mario Pittoni e Francesco Verducci per chiedere la stabilizzazione dei docenti precari con almeno tre anni di insegnamento. Il documento, incentrato sul tema del precariato nella scuola e sulla ridefinizione delle modalità di svolgimento dei concorsi straordinari e ordinari, rileva come anche in piena pandemia si sia dovuto intervenire con due decreti per ridefinire le modalità di svolgimento delle procedure concorsuali e ampliare i posti messi a concorso per il reclutamento del personale docente.
Nel documento promosso da Nencini si sottolinea: “Nonostante l’avvio del processo di reclutamento, restano ancora scoperte moltissime cattedre. Ricorrere a supplenze per coprire le cattedre vacanti, oltre a mortificare il lavoro degli insegnanti e a penalizzare la continuità didattica, parrebbe in controtendenza rispetto alle misure di contenimento del contagio. Riconoscere il ruolo dei docenti e la formazione acquisita sul campo significa dare certezze alla scuola e rappresenta un investimento nel capitale umano: bisogna dunque partire stabilizzando quei docenti con almeno tre anni di insegnamento, accelerando le immissioni in ruolo.

Del resto – fanno notare Nencini, Pittoni e Verducci – i tempi tecnici di espletamento dei concorsi potrebbero non consentire la copertura delle cattedre in tempo utile per l’avvio del prossimo anno scolastico, reiterando le difficoltà riscontrate a settembre 2020, senza che l’emergenza sia cessata; né può continuare il ricorso ai contratti a tempo determinato. Un organico completo consentirebbe peraltro di assicurare il recupero degli apprendimenti che sono meno consolidati a causa delle numerose ore di didattica in presenza perse”

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