lunedì, 6 Dicembre, 2021

Nomine Rai, M5s di lottizzazione e di Governo

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Il Movimento Cinque stelle torna alle origini, ma senza volerlo veramente. Via dalla Rai, come decise Grillo ai tempi della fondazione. Ieri è partito l’editto bulgaro da parte del leader del M5S: divieto per tutti i rappresentati 5 Stelle di andare ospiti sui canali Rai. Via libera invece su Mediaset e La 7.
In realtà la decisione è stata presa dopo che l’ex presidente del Consiglio ha visto i suoi completamente estromessi dall’assegnazione ‘lottizzata’ della Tv di Stato. Nel gioco della sedia pare che in piedi siano rimasti solo loro: l’ex presidente Rai Monica Maggioni va a dirigere il Tg1, subentrando a Giuseppe Carboni; al Tg2 resta saldo al suo posto Gennaro Sangiuliano, così come Alessandro Casarin alla direzione della TgR; Simona Sala va al Tg3 al posto di Mario Orfeo.
“Non faremo più sentire la nostra voce nei canali del servizio pubblico, ma altrove”, dice solenne Giuseppe Conte che nello stesso tempo però non nasconde la sua amarezza per non essere entrato ‘nella torta’ delle frazioni: “Fuortes ha scelto di sottrarsi a qualsiasi confronto nelle sedi istituzionali, ha rinviato dapprima l’incontro richiesto nei giorni scorsi dal Cda e poi ha anche rinviato la convocazione già programmata davanti alla commissione di Vigilanza. Quanto al merito delle scelte – spiega – aveva varie possibilità: ha deciso di continuare ad applicare la vecchia logica che prevede di tenere conto delle istanze delle varie forze politiche. Nell’applicare questo criterio, però, ha deciso di escludere, tra tutte le forze dell’arco parlamentare, compresa maggioranza e minoranza, esclusivamente il M5S, che è il partito di maggioranza relativa e rappresenta 11 milioni di elettori”.
Eppure per tre anni, dal 2018, appena diventato Premier, Conte ha agito esattamente come gli esecutivi precedenti.
Più che a restare di stucco per l’editto di Conte, le ragioni che lo hanno mosso, ma adesso resta da chiedersi cosa ne penserà e come agirà il capo politico e uomo delle Istituzioni, Luigi Di Maio.
Mentre il capo della Farnesina sta facendo di tutto per rimettere in riga il Movimento e farne partito, il leader dei 5s prova a ritornare al movimento dei vecchi grillini barricadieri.

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Riguardo l'Autore

Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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