venerdì, 17 Settembre, 2021

NUOVE IDEE CERCASI

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“Dietro i numeri che si usano per raccontare il fenomeno migratorio ci sono le persone, con le loro storie”. Si è aperta con queste parole di David Sassoli la Conferenza di alto livello che riunisce parlamentari di tutta Europa per trovare nuove idee per un sistema europeo di asilo e migrazione sostenibile, organizzata dal Parlamento europeo e dal Bundestag tedesco, in collaborazione con i parlamenti portoghese e sloveno e la Commissione europea.
“La proposta della Commissione di un Patto sulle migrazioni e sull’asilo si basa su un’equa ripartizione di responsabilità e solidarietà” ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, “Il nuovo sistema si basa sulla cooperazione e su forme flessibili di sostegno perché in questo modo diamo possibilità di scelta agli Stati membri” ha detto Von der Leyen. “La nostra proposta è arrivata dopo intense discussioni sia con il Parlamento europeo che con tutti i Parlamenti nazionali, ma dobbiamo renderci conto che non esiste una soluzione che soddisfi tutti”. La chiave, secondo la presidente della Commissione, rimane sempre quella di “trovare compromessi tra di noi”. Von der Leyen ha concluso: “Dobbiamo riconoscere e prendere atto delle differenze, senza che queste però ci blocchino”. E aggiunge: “Una soluzione per la migrazione che soddisfi tutti non esiste. Dobbiamo metterci d’accordo, venire incontro gli uni agli altri, discutere compromessi: i parlamenti nazionali, il Parlamento europeo e i governi nazionali”.
Per Sassoli la proposta di Ursula von der Leyen rappresenta una prima base, un punto di partenza su cui occorre lavorare. Da qui l’idea di aprire un confronto con gli Stati e i loro parlamenti per migliorarla. “Credo che ora spetti al Parlamento e al Consiglio decidere se intendono avere il coraggio di una politica davvero comune”, afferma in apertura ai lavori della conferenza interparlamentare. “Questo Parlamento è e sarà un alleato importante per trovare soluzioni basate sulla solidarietà e la responsabilità e confido sui parlamenti nazionali affinché svolgano il loro compito sulla base delle rispettive competenze”. “L’Unione europea – ha detto ancora Sassoli – deve essere leader mondiale nelle politiche di asilo e immigrazione”. “Ci ritroviamo a discutere di questi temi pochi giorni dopo l’ennesima tragedia in mare, in cui ha perso la vita anche un bambino di soli sei mesi”. “Ci tengo a ricordare – ha detto ancora – che dietro i numeri dei flussi ci sono le persone, ci sono le loro storie. Da qui bisogna partire per sviluppare una politica efficace su questi temi”. Sassoli ha aggiunto: “L’Europa è un modello di democrazia, diritti, sicurezza. Per essere un attore globale credibile e autorevole dovremo mostrare unità nell’affrontare la sfida strutturale dell’immigrazione”. Nell’Ue occorre creare “un sistema di regole condivise per il salvataggio in mare e lo sbarco delle persone, senza criminalizzare chi salva vite in mare”, come le Ong, “perché adempie non solo ad un obbligo sancito dal diritto internazionale del mare, ma ad un obbligo morale”.
Una dura accusa è invece arrivata da Wolfgang Schäuble, presidente del Parlamento federale tedesco che ha parlato di atteggiamento “non è più tollerabile”. “Non si possono lasciare da soli quegli Stati membri che si trovano alle frontiere esterne dell’Unione”, i cosiddetti Paesi di primo ingresso, come Italia e Spagna, che per una questione geografica accolgono la maggior parte dei flussi migratori. Il patto presentato dalla Commissione non ha di fatto superato il principio di primo ingresso: rendendo obbligatoria la solidarietà da parte degli Stati, ma non i ricollocamenti dei migranti in arrivo, punta più che altro a incentivare i Paesi ad accogliere volontariamente le persone. In sostanza si tratta di una “solidarietà flessibile” ma secondo la presidenza tedesca “serve una suddivisione equa degli oneri”, per sostenere i Paesi come l’Italia. “È responsabilità di tutti noi”.

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Riguardo l'Autore

Polemico, pronto alla sfida e disponibile a mettere in discussione la propria idea. Antonio Musmeci Catania è dottore in Giurisprudenza, indirizzo comparato europeo e transnazionale, presso l'Università degli Studi di Trento, approfondendo le tematiche delle relazioni politiche ed internazionali attraverso il master di II livello della Lumsa di Roma. Ti piace l'articolo?! Sostieni la mia penna con una donazione: Postepay Evolution: IT18K3608105138201757201764 https://paypal.me/avanguardiavanti?locale.x=it_IT Seguimi https://www.facebook.com/avanguardiasocialistavanti

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