martedì, 26 Ottobre, 2021

NUOVE STRETTE

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Le misure assunte da Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia per una ulteriore stretta per limitare l’aumento dei contagi entreranno in vigore tra domani e sabato. Per domani, tuttavia, sono attesi nuovi dati dal monitoraggio della cabina di regia, che potrebbe inasprire la collocazione in ‘zona gialla’. Il ministro della Salute, Speranza, ha già dato il via libera alla condivisione delle ordinanze delle tre regioni da parte del governo, atteso a breve il sì ufficiale dell’esecutivo. I contagi oggi sono saliti di 37.978 unità. 636 i morti. Numeri in ulteriore salita. A livello regionale sono diverse le misure predisposte. Oltre alla chiusura dei negozi nei festivi, è stata decisa anche la chiusura nei prefestivi e festivi delle medie e grandi aree di vendita, compresi tutti i complessi commerciali. Nei negozi e in qualsiasi esercizio di vendita potrà entrare un solo componente per nucleo familiare, fatta salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di 14 anni. Niente mercati in area pubblica o privata a meno che non vi siano Piani dei Comuni che prevedano regole di specifiche. La consumazione di alimenti e bevande è sempre vietata in area pubblica o aperta al pubblico, mentre dalle 15 alle 18 la somministrazione e consumazione può avvenire solo da seduti fuori e dentro i locali, e in posti regolarmente collocati. La vendita con consegna a domicilio è invece sempre consentita e viene fortemente raccomandata.

 

“In queste ultime 24 ore mi sono confrontato con la nostra direzione sanitaria regionale, con tutti i sindaci dei Comuni capoluogo, tutti i presidenti di Provincia e tutti i prefetti dell’Emilia-Romagna. Ho avuto conferma della necessità di introdurre nuove misure per contrastare la diffusione del Covid. In particolare, per impedire assembramenti. Ritengo necessari anche controlli più stringenti con relative sanzioni per chi si ostina a trasgredire le regole”. Lo annunciato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che è anche alla guida della conferenza stato regioni.

“La situazione di crescente emergenza, che si riflette nell’afflusso ai Pronto soccorso e nei ricoveri nei reparti Covid degli ospedali – prosegue -, esige, purtroppo, ulteriori restrizioni nelle attività. Così come la responsabilità e l’attenzione che la stragrande maggioranza dei cittadini sta continuando a dimostrare non può essere vanificata dall’irresponsabilità di una minoranza di persone”. “Insieme ai presidenti Zaia e Fedriga – annuncia -, sentito il ministero della Salute, sto quindi predisponendo una specifica ordinanza regionale che intendo adottare nella giornata di domani”. “La diffusione dei contagi va fermata, se non vogliamo rassegnarci a un carico che diventerà insostenibile per il sistema sanitario, al blocco totale dell’attività scolastica e all’attività lavorativa limitata ai soli servizi essenziali” conclude.

 

Il segretario dei Psi Enzo Maraio, partendo dalle immagini dei pronto soccorso di Napoli, è tornato a chiedere l’utilizzo dei fondi del Mes messi a disposizione dall’Unione europea. “Le immagini dei pronto soccorso di Napoli – ha detto il segretario socialista – sono un pugno nello stomaco per chi nella sanità pubblica ha riposto tutta la propria fiducia, a partire dai cittadini, specialmente nel mezzo di una crisi sanitaria di queste dimensioni. Non è tollerabile che i malati rimangano ammassati per ore e che pazienti sostino sulle barelle anche per giorni, in attesa di un ricovero. Quella del Cardarelli è una scena che abbiamo visto ripetersi in molti ospedali del mezzogiorno: il Governo non può sottovalutare questa emergenza, è necessaria una azione forte per rimettere in sesto la sanità in tutto il meridione. Non è più rinviabile il potenziamento della medicina territoriale per evitare che, soprattutto in questa fase, ci siano troppi assembramenti nei pronto soccorso. La sanità è in affanno, mancano medici e infermieri, e per fronteggiare queste difficoltà l’Europa ci mette a disposizione i fondi del Mes che vanno presi quanto prima ed investiti nelle reti territoriali di assistenza. Non possiamo – ha concluso Maraio – voltarci dall’altra parte di fronte a una opportunità simile”.

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