venerdì, 16 Aprile, 2021

NUOVO DPCM

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Nuovo Dpcm in arrivo, il primo del Governo Draghi. Sarà presentato, salvo cambi di programmi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi alle 18.45. A presentare le misure non sarà il presidente del Consiglio bensì i ministri per gli Affari regionali e della Salute, Mariastella Gelmini e Roberto Speranza. All’incontro con i giornalisti parteciperanno il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli. Insomma un drastico cambio di impostazione rispetto alle conferenze stampa fiume tenute da Giuseppe Conte e agli spazi informativi ad hoc organizzati da Rocco Casalino.

Una scelta in discontinuità, che vedrà schierati nel cortile d’onore del Palazzo che ospita la presidenza del Consiglio -ma senza il premier – due ministri e un tecnico impegnati a spiegare le misure, due ministri e un tecnico, ovvero il numero 1 dell’Iss.

La firma delle nuove disposizioni previste nel Dpcm è prevista per oggi. Ma resta ancora il nodo scuola da risolvere. Dalla prossima settimana, infatti, tutte le scuole – materna e primaria anche – saranno chiuse nelle zone rosse, così come annunciato ieri dal coordinatore del Cts Agostino Miozzo, uscendo dalla riunione della cabina di regia di Palazzo Chigi. Rimane da capire cosa accadrà per la zona arancione: stamattina una nuova riunione e un ulteriore confronto con i presidenti di regione. A palazzo Chigi si è svolta la riunione della cabina di regia, oltre al premier Mario Draghi, i ministri Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Daniele Franco, Patrizio Bianchi, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Elena Bonetti. Presenti anche i rappresentanti del Cts. Poi alle 12 l’incontro con gli enti locali. “Siamo stati convocati questa mattina dal governo per un confronto sul dpcm che sarà emanato nelle prossime ore” ha annunciato Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza Stato-Regioni e dell’Emilia-Romagna. Il ministro dell’Istruzione Bianchi ieri ha insistito perché nel Dpcm sia scritto chiaramente che, se i negozi e le altre attività sono aperte, devono restare in presenza anche le scuole. In altre parole per il ministro se si devono chiudere le scuole per motivi sanitari, i governatori possono farlo solo se contestualmente bloccano anche le altre attività, “compresi negozi e centri commerciali”. L’ipotesi che si va consolidando è quella che nelle zone arancioni decideranno le Regioni: facoltà di chiudere quando si raggiungono 250 casi positivi ogni 100 mila abitanti. Il nuovo Dpcm sarà in vigore dal 6 marzo, fino al 6 aprile. Le restrizioni, dunque, riguarderanno anche le festività pasquali.  Sono anche previste riaperture, seppure non da subito: dal 27 marzo riapriranno – nel rispetto di specifici protocolli – cinema e teatri mentre sarà possibile andare al museo anche nei week end. Intanto il leader della Lega Matteo Salvini auspica che questo sia “l’ultimo Dpcm” e dice: “Per norma costituzionale è giusto tornare verso i decreti. Quindi che sia l’ultimo Dpcm. Poi si passi ai decreti  approvati dal presidente della Repubblica e dal Parlamento” ha detto a Rtl 102.5.

Nelle zone rosse tutte le scuole – stando alle indicazioni del Cts – dovrebbero essere chiuse. Gli esperti hanno anche valutato che gli studenti dovranno essere in Dad nel caso l’incidenza sia superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti. In tutte le altre situazioni, la scuola resta in presenza come già stabilito dai provvedimenti in vigore: in presenza per gli alunni dell’infanzia, delle elementari e delle medie mentre per quelli delle superiori è prevista la didattica è in presenza almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%. Nel testo della bozza del Dpcm si introduce un ulteriore misura: “al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa”. In alcuni casi i governatori hanno già applicato misure più restrittive come ad esempio in Puglia, Campania e Marche.

In questa fascia sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell’allegato 24, dove – a differenza del precedente provvedimento – non vengono menzionati i servizi dei saloni di barbiere e di parrucchiere.

In questa fascia viene cancellata dal bozza del nuovo Dpcm la misura – citata nel precedente documento, secondo cui – “con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”. Nella bozza del nuovo provvedimento restano comunque “vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

A decorrere dal 27 marzo 2021 in zona gialla spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, spiega la bozza del Dpcm. Il ministro Franceschini ha annunciato l’accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend (questi ultimi per ora aperti in questa stessa fascia solo nei giorni infrasettimanali).

Il divieto di spostamento tra le Regioni è valido fino al 27 marzo ma assieme al prossimo Dpcm, che disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto. Come sempre è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni.  Ok agli spostamenti nelle seconde case per il nucleo familiare E’ consentito recarsi nelle seconde in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece – a meno di urgenti e necessari motivi – se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. Sono vietati i viaggi per turismo.

Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati.

Ancora lontana la possibilità di andare in palestra o in piscina. Vietati gli sport di contatto e di squadra. Consentita invece l’attività motoria individuale all’aperto come la camminata, la bici e la corsa. Al momento il Cts visto l’andamento dei contagi non ritiene opportuno allentare le restrizioni in questo settore. Se le cose dovessero migliorare si potrebbe pensare almeno a lezioni individuali o su prenotazioni. Agli agonisti è permesso di allenarsi.

Al ristorante e bar in zona gialla si potrà andare solo di giorno. Si temono gli assembramenti fuori dai locali, che puntualmente avvengono anche a locali chiusi nel fine settimana. Dunque le regole per i ristoranti restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l’asporto. A domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi.

Ristori nazionali per le attività che si trovano nelle zone rosse decise a livello locale per limitare i contagi Covid è il provvedimento che potrebbe essere inserito nel prossimo Dpcm. A sollecitare il provvedimento era stata nei giorni scorsi la Regione Umbria con una lettera al Governo della presidente Donatella Tesei.

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