lunedì, 12 Aprile, 2021

Ok allo Sblocca Cantieri e si sblocca il… Governo

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La situazione nella maggioranza sembrava che stesse precipitando, poco dopo la chiusura della conferenza stampa con cui il premier Conte ha chiesto ai vicepremier Salvini e Di Maio di collaborare sull’applicazione del contratto di governo, minacciando in caso contrario di dimettersi. 
Il premier Conte, nel corso della riunione a Palazzo Chigi sul decreto sblocca cantieri, avrebbe detto: “Ora ognuno si assuma le sue responsabilità”.
Dopo un lungo confronto sull’emendamento della Lega per sospendere il codice degli appalti, sarebbe stato Conte a porre fine alla riunione di fronte al no della Lega alla richiesta di ritirarlo. 
A Palazzo Chigi, Conte ha riunito, ieri sera alle 20, i vertici di maggioranza sullo sblocca-cantieri. Assente Matteo Salvini che ha preferito restare a Cremona, per un comizio. Sul tavolo del governo si è formato un grosso nodo: la volontà della Lega per l’approvazione dell’emendamento cosiddetto Salvini. Con questo emendamento la Lega ha chiesto la sospensione dell’efficacia del codice degli appalti per due anni. Insomma, la Lega vorrebbe mano libera sugli appalti in barba al codice degli appalti. Così per la Lega ci sarebbe lo sblocca-cantieri che risolverebbe gli intoppi alla radice. Al tavolo di ieri sera, oltre al premier Conte ci sono stati i capigruppo Patuanelli e Romeo, il ministro Toninelli, i sottosegretari Crippa, Santangelo e Valente.
Coerentemente a quanto dichiarato qualche ora prima alla conferenza stampa, Conte ha chiesto di togliere di mezzo tutte le proposte non concordate. A cominciare ovviamente dall’emendamento Salvini. In questo modo il decreto legge ‘sblocca-cantieri’ potrà proseguire il cammino nell’aula del Senato. Ma il premier, dopo circa un’ora di discussione con i membri leghisti del governo, ha alzato le mani, dicendo che non c’erano margini per continuare. Così è andato via, facendo saltare anche la riunione prevista sul decreto legge crescita, fermo alla Camera. 
Secondo fonti di governo, nell’andare via Conte, decisamente contrariato, avrebbe detto: “E’ una questione di metodo, così non va bene. E’ una cosa che avevamo già archiviato”.
In conferenza stampa, Conte aveva detto: “Ho sempre ritenuto che il contratto fosse un elemento di forza del governo: è la modalità più lineare e trasparente per dar vita a un governo tra due distinte forze politiche con contenuti programmatici diversi e contesti valoriali distinti ma convinte che il paese dovesse fare un cambio di passo, cose diverse da chi aveva governato prima, incapace di intercettare le esigenze e le paure dei cittadini”.
Conte ha lanciato un monito a Lega e M5S riferendosi proprio al ‘contratto’ con questo discorso: “Dicano se vogliono andare avanti in quello spirito o sono pronto a lasciare. Non posso essere certo della durata del governo: non dipende solo da me. Chiedo quindi a entrambe le forze politiche e in particolare ai loro leader di operare una chiara scelta e di dirci se hanno intenzione di proseguire nello spirito del contratto. Personalmente resto disponibile a lavorare nella massima determinazione di un percorso di cambiamento. Ma non posso compiere questa scelta da solo. Le due forze politiche devono essere consapevoli del loro compito. Se ciò non dovesse esserci non mi presterò a vivacchiare per prolungare la mia presenza a palazzo Chigi. Molto semplicemente rimetterò il mio mandato”.
Il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, da Castelfranco Emilia, nel modenese, dove si trovava per sostenere il candidato sindaco del centrodestra, ha detto: “La risolviamo oggi. A noi interessa fare ripartire il Paese con buon senso, senza impuntature, senza metterci le bandierine. Siamo persone ragionevoli. Quindi conto che entro oggi si chiuda l’accordo perché nello sblocca cantieri ci sono i soldi per i Comuni, i soldi per i terremotati, c’è libertà di azione per le imprese”.
Ma, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, intervistato da Radio24, ha detto: “L’emendamento presentato dalla Lega sullo sblocca cantieri (che sospende per due anni il codice degli appalti) è una stupidaggine, non sta in piedi giuridicamente ed è stato bocciato da tutti, Anac, associazioni di imprese e fa dubitare che sia solo un pretesto per creare caos e far cadere il governo. Mi sono stancato della retorica che Salvini dice sì e il M5s dice no. Si dice sì alle cose giuste. Lo sblocca cantieri è il giro di boa, risolto quello si va avanti. Io dico che sulla Flat tax siamo con lui. Salvini la vuole fare? si chiudesse in una stanza con il ministro Tria e trovasse un accordo con la Ue e non continuasse ad andare in campagna elettorale. Noi non lo osteggeremo”.
Matteo Salvini, leader della Lega, ministro dell’Interno e vicepremier, a Rtl ha dichiarato: “Non ho alcuna intenzione di far cadere il governo, ma il governo è pagato per fare, i ministri e i presidenti sono pagati per fare. Sullo sblocca cantieri non è la Lega ma il Paese che ha le idee chiarissime. Bisogna dunque resettare il codice degli appalti aprire i cantieri e cancellare tutta quella burocrazia”.
Danilo Toninelli ha commentato, in diretta da Radio24, le parole del vicepremier Salvini: “A Salvini che dice che non vuole far cadere il governo e andare avanti chiedo di venire al tavolo tecnico sullo sblocca cantieri, la campagna elettorale è finita. A parole dice andiamo avanti ma nei fatti con l’emendamento allo sblocca cantieri bocciato da tutti e non solo da noi, fa l’esatto opposto”.
Con il solito linguaggio che ormai lo contraddistingue, Salvini, sempre a Rtl, ha detto: “Io il vertice lo faccio oggi, domani, dopodomani, facciamo anche un vertice al giorno. Però le cose da fare sono sul tavolo, basta che si riparte con il fare”. Dopo aver ribadito la necessità di accelerare sulle grandi opere e sullo sblocca cantieri, il cronista di Rtl ha chiesto: “Dunque a Conte che chiede di andare avanti come risponde?”
Salvini ha risposto: “Io dico di si ma basta che ci siano tanti si, e spero che questi si coinvolgano tutti. La mia volontà c’è, ma se mi dovessi accorgere che tra 15 giorni ci ritroviamo qui a dirci le stesse cose, con gli stessi ritardi e gli stessi rinvii, allora sarebbe un problema. Noi siamo pronti, vogliamo fare, abbiamo idee e progetti. Conto che assorbiti i voti di questa campagna elettorale tutti partano determinati e compatti”.
Poi, il leader della Lega ha concluso l’intervista: “Diciamo che non tutti si aspettavano un risultato così clamoroso della Lega, ma in democrazia funziona così. Io tengo i piedi in terra non voglio cambiare nulla ma dico al governo di accelerare”. 
La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, sospendendo i lavori sul decreto legge ‘sblocca cantieri’per aggiornarli, ha detto: “Attese le richieste della maggioranza e dell’opposizione nel corso della giornata convocherò la capigruppo in relazione anche all’andamento dei lavori della commissione Bilancio. Farò sapere quindi l’orario migliore. La seduta è quindi rinviata a domani mattina alle 9.30 con il medesimo ordine del giorno tranne il fatto che sia modificato nella capigruppo”.
La situazione che sembrava inconciliabile, invece, secondo quanto hanno reso noto fonti del governo, avrebbe trovato una soluzione. L’intesa sarebbe arrivata dopo una telefonata chiarificatrice tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Da domani il provvedimento sarà votato in Aula al Senato.
Relativamente all’emendamento della Lega, sullo stop di due anni al codice degli appalti, si apprende che il testo prevede soltanto la sospensione di alcune parti del codice stesso e la modifica di altre, tenendo conto dei lavori delle commissioni di merito. L’intesa, quindi, non prevede la sospensione del codice.
Sulla soddisfazione per l’accordo trovato sul decreto i capigruppo al Senato, Massimiliano Romeo e Stefano Patuanelli, hanno dichiarato: “Dopo esserci confrontati anche con i relatori, proporremo al Senato, tra le altre cose, quanto già concordato in sede di commissione, vale a dire un emendamento che prevede la sospensione di alcuni punti rilevanti del codice degli appalti per due anni, in attesa di una nuova definizione delle regole per liberare da inutile burocrazia le imprese. Al contempo sarà garantito il rispetto delle norme e del lavoro già fatto nelle commissioni parlamentari sull’argomento. In particolare saranno anche garantite le soglie già in vigore per i subappalti e salvaguardati gli obblighi di sicurezza per le imprese. Abbiamo svolto un normale lavoro parlamentare che porteremo come maggioranza in commissione e poi in Aula al Senato”.
Insomma, con la telefonata tra i due vicepremier, nelle ore più buie del governo Conte, sembra tornare un po’ di ottimismo sul futuro dell’esecutivo gialloverde: sarebbe stato Di Maio a prendere l’iniziativa, sentendo il leader della Lega. Una telefonata, la sua, che secondo i beninformati era attesa dal responsabile del Viminale per seppellire l’ascia di guerra. Secondo fonti leghiste, i toni tra i due sarebbero stati cordiali all’interno di un colloquio ‘molto costruttivo’.
Nonostante le difficoltà, insomma, lo scambio tra i due avrebbe riportato un po’ di sereno. Non è escluso, a questo punto, che un incontro potrebbe tenersi a breve, tra giovedì sera e venerdì, a ridosso del Consiglio dei ministri. Conte, in partenza per il Vietnam, ha valutato positivamente il fatto che dopo la conferenza stampa i due leader delle forze di maggioranza siano tornati a parlarsi.
Da Palazzo Chigi, in una nota è riportato: “Il ritorno al dialogo è una buona premessa proprio come auspicato nel discorso di Conte, per procedere nella giusta direzione”.
Quello che non è chiaro è l’approdo della rotta intrapresa, ma anche i punti di accordo tra Di Maio e Salvini.

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