lunedì, 12 Aprile, 2021

Orban sfida la Commissione Ue sui migranti

0

C’è sicuramente l’Ungheria di Viktor Orban a contestare e opporsi al recente accordo tra alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, sulla ridistribuzione dei migranti che ha visto protagonista il nostro Ministro dell’Interno Lamorgese ed è stato salutato con favore dal Premier Conte. Lo ha annunciato lo stesso Capo del Governo ungherese che, oltre a respingere come inaccettabile la condivisione del peso dell’accoglienza con i soliti riferimenti alla mancata valorizzazione delle tradizioni ungheresi e al diritto di mantenere intatta l’identità nazionale, si è invece detto provocatoriamente disponibile alla redistribuzione dei rimpatri cioè dei migranti che non avendo i requisiti per la richiesta d’asilo vengono rispediti nei Paesi di origine.

Orban ha inoltre fatto sapere al Governo italiano che, essendo il nostro Paese maggiormente esposto al pericolo delle migrazioni, sarebbe disponibile a inviare forze armate ungheresi (bontà sua se richieste) a supporto di quelle italiane per presidiare i confini. Nei prossimi giorni si vedrà come reagirà a questo atteggiamento la Presidente della Commissione europea von del Leyen che si è spesa in modo particolare per questo accordo sulla redistribuzione e che ha già minacciato una serie di sanzioni per i Paesi che non lo rispetteranno.

Nel frattempo un primo segnale nei confronti dell’Ungheria è venuto dalla bocciatura del candidato Commissario Lazlo Trocsanyi per un conflitto di interessi da parte dell’Ufficio legale europeo. Orban, dopo aver protestato perché, a suo dire, questa decisione voleva colpire l’Ungheria per la sua politica verso le migrazioni, ha però di fatto accettato questa decisione preannunciando che indicherà un altro nome. Nel Paese gli occhi sono però puntati sull’importante appuntamento elettorale del prossimo 13 ottobre quando si svolgeranno le comunali di Budapest. Il test della capitale, che da sola produce il 30% del Pil ungherese, sarà fondamentale per capire lo stato di salute di Fidesz, il partito di Orban, recentemente sospeso dal Partito popolare europeo che governa la città . Per la prima volta l’ opposizione finora sempre divisa in molte sigle, si presenterà con un unico candidato scelto attraverso le primarie. Un test che permetterà di verificare, pur trattandosi di un voto amministrativo, se la politica sovranista di Orban continua a riscuotere i consensi degli ungheresi.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply