venerdì, 18 Giugno, 2021

Padoan ‘scopre’ l’ evasione fiscale (91 miliardi)

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Evasione-fiscale-PadoanLa notizia l’ha data ieri sera il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, era una notizia non nuova, ma che fa sempre effetto: ogni anno sono 91 i miliardi di euro (il 7% del Pil) che tra Iva, Irap e imposte dirette, Ires e Irpef sulle imprese e sul lavoro autonomo, gli evasori fiscali sottraggono alle casse dello Stato. Un vero ‘tesoro’, che se recuperato, risolverebbe come d’incanto la gran parte dei malanni del Paese perché ripianerebbe il deficit, consentirebbe l’abbassamento dell’imposizione fiscale e, in un circolo virtuoso, ridarebbe fiato all’economia facendo guadagnare di più tutti.

Così il ministro ha ripetuto per l’ennesima volta l’intenzione di condurre una lotta spietata all’evasione i cui proventi – ha spiegato al termine del Consiglio dei ministri di ieri -devono essere impiegati, insieme alla revisione degli sconti fiscali, per tagliare ulteriormente le tasse ai contribuenti che si comportano “correttamente”.

Padoan ha illustrato ai colleghi di governo – ma chissà perché ne parla il ministro e invece Renzi non ne parla mai – la relazione da tempo pronta sull’argomento parlando inoltre delle strategie di contrasto all’evasione fiscale contenute anche nella Delega. “Il contrasto all’illegalità, alla corruzione, all’inefficiente uso delle risorse pubbliche, nonché, ovviamente, all’evasione fiscale – spiega un comunicato di Palazzo Chigi – è al centro dell’azione governativa. Il rapporto si pone lo scopo di individuare una strategia di intervento ad ampio respiro per migliorare l’efficacia del contrasto all’evasione fiscale, puntando anche a favorire un cambiamento culturale nel Paese. I due piani dell’azione del Governo prevedono da un lato, una solida azione di contrasto agli illeciti, al fine di intervenire in chiave strutturale sul fenomeno dell’evasione, dall’altro, un percorso di profondo miglioramento del rapporto fra il fisco e i contribuenti”.

Per un’azione più efficace di contrasto all’evasione e per favorire l’aumento della tax compliance occorrono: – ha spiegato – una sinergia operativa delle diverse ‘anime’ dell’Amministrazione Fiscale; l’utilizzo sinergico delle banche dati; la diffusione degli strumenti di pagamento tracciabili, della fatturazione elettronica, della trasmissione telematica dei corrispettivi; una maggiore educazione fiscale. Il Governo è impegnato, in attuazione della delega fiscale, alla revisione del sistema tributario con l’obiettivo di individuare, in tempi rapidi, soluzioni alle esigenze di semplificazione e certezza del sistema tributario nonché di favorire la ripresa dell’economia. Il contrasto all’evasione verrà perseguito da un lato rafforzando gli strumenti di controllo, dall’altro ponendo le premesse per il miglioramento del rapporto di fiducia e collaborazione reciproca tra Amministrazione Fiscale e contribuente”. Insomma “i successi nel contrasto all’evasione e nell’aumento della tax compliance, insieme alla riduzione dell’area dell’erosione fiscale (cioè delle agevolazioni e dei regimi fiscali di favore), genereranno risorse aggiuntive che, come previsto dalla Legge Delega, saranno destinate interamente a finanziare sgravi fiscali, cioè a ridurre la pressione fiscale sui contribuenti che si comportano correttamente”.

Come si diceva la notizia non è nuova, le intenzioni sono buone e sono quelle dichiarate da tutti gli ultimi governi dopo Berlusconi, ma poi la traduzione in fatti concreti stenta fin troppo ad emergere. Sembra che sia sempre più facile far pagare più tasse a chi già le paga, che non farle pagare a chi non lo ha mai fatto o lo fa solo in parte. Chissà perché.

Redazione Avanti!

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