martedì, 3 Agosto, 2021

Paolo Gonzales
Essere socialisti oggi a Roma

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Dopo le ultime consiliature, la nostra capitale corre il rischio grave di diventare una città senza avvenire per i giovani, con un disordine edilizio e urbanistico, con un ambiente poco respirabile, con una ancor più limitata tranquillità sociale, con una organizzazione commerciale impoverita per il caos che questi ultimi 15 anni di malgoverno hanno determinato.
La nostra Roma non merita un simile futuro e le prossimi elezioni amministrative sono l’appuntamento più importante per poter determinare una inversione di tendenza rispetto anche alla recente gestione amministrativo-politico.
Le alleanze e gli schieramenti politici sono oramai quasi definite e così anche le candidature, dopo un forte ed acceso confronto e dibattito anche all’interno degli stessi partiti.
Anche il piccolo, ma vivace Partito Socialista, ha vissuto un momento di grande ed inteso confronto le cui decisioni finali hanno determinato prese di posizioni diverse non solo all’interno dello stesso partito, ma tra i socialisti senza tessera più o meno organizzati.
I punti dirimenti sono stati sostanzialmente due.
La prima è quella relativa alla decisione di partecipare alle primarie e la seconda quella di indicare la neo socialista consigliera comunale Cristina Grancio a rappresentare i socialisti in questa competizione.
Le critiche esterne che abbiamo letto ed ascoltate possono essere argomento di dibattito, ma a quelle che provengono da “autorevoli” dirigenti del partito si deve dare una risposta più puntuale in quanto ciò appare come fatto grave e spiacevole.
E’ senza ombra di dubbio grave in quanto l’autorevole dirigente dovrebbe essere la prima persona ad avere rispetto per le posizioni non solo degli altri compagni, ma dell’organismo di partito quale è stata la Federazione romana che ha assunto tale decisione.
E’ senza ombra di dubbio spiacevole poiché se si va indietro nel passato della storia del Psi emergono figure politiche che, una volta conquistata la segreteria del partito, non gradivano le opinioni diverse dalle sue.
Premesso ciò, dovremmo ricordarci tutti noi militanti di questo piccolo ma glorioso partito che, per fare politica, è giusto battersi per eliminare i difetti, gravi o meno gravi riscontrati nella condizione politica ed organizzativa del partito.
Nello stesso tempo, però, correttezza vuole che di fronte a delle scelte precise ed in una fase di avvenimenti e problemi politici – direi quasi gravi per il Paese e per il partito – il dirigente non può e non deve alimentare beghe interne.
Anzi il contrario per un semplice motivo e, più precisamente, che qualunque scelta fatta a Roma, così come a Milano, e così come nelle altre città del Paese, merita il rispetto dovuto da parte di tutti gli iscritti, pur se dissidenti rispetto alla stessa scelta.
A Roma, valutate le condizioni e ascoltate le diversità di opinioni il gruppo dirigente del partito, pur consapevole di aver avuto un percorso non lineare, ha scelto di partecipare – dopo anni – ad una competizione elettorale con un candidato donna.
Ora l’impegno di tutti i socialisti è quello di sostenerla e di darle il massimo di contributi operativi affinché lei posso rappresentare al meglio la linea dei socialisti romani.
Quindi impegno per dare risposte immediate ed operative alle aspettative ed ai bisogni per troppo tempo sacrificati alle lotte di potere ed alle speculazioni degli interessi forti che nella nostra città hanno trovato amministrazioni deboli.
Rispose e sostegno affinchè la voce socialista possa avere quel risultato che merita per far si che il Comune diventi veramente una casa di vetro e che Roma possa veramente cambiare volto e qualità della vita sociale, lavorativa e culturale.
Si è tentato spesso di basare il ragionamento a monte delle decisioni politiche sul fatto che si presenta oramai da anni la solita questione: contiamo poco!
Ma oggi pur essendo piccoli non siamo più in quella situazione e possiamo dire, sembra ombra di dubbio, che il PD non è più un partito di sinistra, non ha l’egemonia della sinistra in quanto quest’ultima sembra non appartenere più ad alcun partito.
Oggi il PSI può rappresentare la vera sinistra in uno schieramento cosiddetto riformista qui a Roma in un momento di confusione generale nel quale tutto potrebbe accadere vuoi anche per il risultato delle elezioni amministrative prossime.
Al nostro interno si inizia a riscontrare un processo che tra mille difficoltà, va avanti faticosamente e, spesso, incontra resistenze dovute spesso ai rapporti di incomunicabilità tra le giovani generazioni e i giovani con i capelli bianchi.
Oggi con la candidatura della Grancio sarebbe auspicabile iniziare a definire meglio i contorni del “nuovo progetto socialista romano” (che ha tardato ad emergere) in coerenza con lo spirito e l’idea stessa della fase nuova che si andava a sviluppare sulla base delle proposte congressuali.
Anche in una lista di coalizione, pur tra mille difficoltà, si potrà definire meglio il senso del partito, della sua funzione e del suo spazio politico per poter aumentare il consenso mantenendo costante la linea dell’autonomia.
Ciò si è riscontrato in tutti i componenti della federazione romana che si è sempre chiesta di esprimerla con più forza discutendo su un programma politico e programmatico.
Quale occasione migliore se non le primarie dove si vede – finalmente – il simbolo del Partito?
Ciò non può che farci sperare che sia il primo concreto passo per creare quell’armonia politica fra tutti i socialisti sparsi nel territorio in un’unica realtà politica-organizzativa con quel marcato carattere autonomo.
La cosiddetta “autonomia” qualifica noi tutti socialisti verso l’esterno nel senso che il Partito dei socialisti ha un volto ed un’anima ed ha contenuti politici chiari di sinistra per migliorare le condizioni di precarietà esistenti e limitare la massino le disparità sociali che sono aumentate nel corso degli ultimi 20 anni.
Pur essendo stato contrario alle scelte della federazione, rispetto il deliberato con il giusto e motivato senso di disciplina visto che la crisi del sistema non è uno scontro tra partiti e loro programmi, bensì il tentativo di determinare comportamenti mediatici e parole d’ordine affinché sia votato un leader, chiunque esso sia.
Se noi socialisti abbiamo interesse a rovesciare questa tendenza mediatica e far in modo che ci sia una ripresa o rinascita dei partiti e degli schieramenti politici, allora dobbiamo non scandalizzarci se la scelta di Roma è differente da quella di Milano.
Quello che chiediamo al PSI romano è che esprima al meglio programmi a tutela dei diritti, alla eguaglianza ed alla libertà dei cittadini del territorio che chiede di amministrare.
Un programma semplice, ma chiaro sin dalle sue prime battute. Un programma che vuol essere di aiuto alle nuove generazioni, alle quali non si può trasmettere l’eredità pesante del passato e carica di errori ed inadempienze.
Un programma che affronti in modo definitivo e puntuale i problemi legati all’urbanistica, al traffico, alla sistemazione delle strade ed all’utilizzo caotico ed improduttivo dei marciapiedi.
Un programma che non mortifichi e ceti imprenditoriali dotati di dinamismo per creare non profitti ma occasione di sviluppo produttivo.
Un programma a difesa degli anziani e della sicurezza del cittadino e determini occasione di libera concorrenza nel commercio eliminando i clan che hanno, così dalla cronaca, stabile dimora nei rapporti con alcune amministrazione.
Un programma che renda visibile l’attenzione verso i cittadini e che aiuti la collaborazione da parte di essi per migliorare l’attività di gestione del comune.
Un programma per una città più solidale; più viva, più bella, più efficiente, più ecosostenibile, più sicura e percorribile.
La città del fiume Tevere e delle sue Università.
In sintesi la “nostra città”.
Con senso di responsabilità, quindi, un solo invito: tutti uniti a votare e far votare la nostra candidata impegnati nelle prossime primarie.

 

Paolo Gonzales

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