sabato, 23 Ottobre, 2021

Parla Alessandro Zan: i sovranisti hanno paura dei diritti

0
Approvato alla Camera il 4 novembre 2020 con 265 sì e 193 no, il disegno di legge da lei firmato è bloccato in Senato. Onorevole chi ha paura del Ddl ZAN è perché?

Le forze politiche e i movimenti che non guardano all’Europa dei diritti e della democrazia, quei Paesi sovranisti che hanno creato tensioni e fratture all’interno dell’UE. Mi riferisco a Polonia e Ungheria, guidate da leader che hanno fatto dell’omotransfobia e della compressione dei diritti delle donne una politica di governo ben precisa, come lgbt free zone polacche, il contrasto al diritto all’aborto o la negazione delle persone trans. Lega e Fratelli d’Italia guardano a questi modelli ed è chiaro che l’approvazione della legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo segnerebbe una rotta ben precisa per l’Italia, anche culturale, diametralmente opposta a quelle politiche. Francia, Spagna, Benelux, Germania hanno approvato leggi di questo tipo, anche ben più dure, da decenni. In Francia fu la destra di Chirac nel 2004. È tempo, ed è urgente, che anche l’Italia faccia questo passo di civiltà.

 

Contro il Ddl anche il fuoco amico di alcune parlamentari del suo partito. Penso all’ex deputata Paola Concia che chiede di depennare dalle categorie da tutelare, le donne; e penso a Valeria Valente che parla di una legge che ingenera confusioni nel “mondo femminista”.

Valeria Valente è una bravissima collega che lotta per i diritti e che sta facendo un ottimo lavoro come Presidente della Commissione sul femminicidio. Il Parlamento è il tempio della democrazia e la casa della rappresentanza dei cittadini, e ogni voce va ascoltata e considerata. C’è però da dire che su questo testo è stato fatto un enorme lavoro di sintesi durato un anno, prima con la cosiddetta “bicameralina” a cui hanno partecipato deputati e senatori delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, poi con le audizioni in Commissione Giustizia a Montecitorio in cui sono state ascoltate importanti realtà nazionali femministe, penaliste, magistrate e infine in Aula alla Camera. Qui siamo arrivati a un testo ampiamente condiviso, come dimostrano gli ampi numeri con cui è stato approvato lo scorso 4 novembre, anche da esponenti di centro-destra. È fondamentale inoltre sottolineare che questa legge non identifica né tutela minoranze, ma condizioni personali che sono elementi di ciascuno di noi, ovvero il sesso, il genere, l’identità di genere, l’orientamento sessuale e la disabilità. In Italia i crimini d’odio sono rivolti in particolare contro donne, comunità lgbt+ e persone con disabilità, come confermano numerosi osservatori europei per i diritti umani: la matrice è tuttavia la stessa, ovvero una concezione della società patriarcale ed eteronormativa ancora molto radicata.

 

Ancora, l’altro giorno il capogruppo al Senato di Italia Viva Davide Faraone partendo da alcune posizioni proprio interne al Pd, ha posto un freno alla discussione strappando gli applausi di Lega e FdI.

Italia Viva è compagna in questa battaglia e l’apporto di suoi esponenti è stato fondamentale per arrivare al testo approvato lo scorso novembre. Mi riferisco al prezioso lavoro della collega Lucia Annibali nella “bicameralina”, all’intuizione dell’onorevole Noja di estendere il testo all’abilismo e al grande lavoro fatto spalla a spalla con la Ministra Bonetti, che non ha mai fatto mancare il suo sostegno. È chiaro che al Senato persone e quindi sensibilità sono diverse, ma sono convinto che il dialogo democratico e parlamentare consentirà di approvare il testo, con convinzione e coraggio, così com’è senza modifiche, al fine di non rischiare il suo definitivo affossamento.

 

Il Partito Socialista Italiano ha da subito aderito alla campagna social “Diamoci una mano”, in particolare ieri il segretario nazionale Enzo Maraio ha detto che è necessaria “una accelerazione”

Questa è una splendida occasione per ringraziare il Segretario Maraio e tutte e tutti i militanti del Partito Socialista Italiano. Il Psi è sempre stato protagonista delle grandi lotte per i diritti civili in Italia, penso alla legge sul divorzio e sull’aborto, e il suo ruolo è sempre stato centrale ed essenziale per raggiungere queste conquiste. Anche ora, in questa battaglia, avverto in modo forte questo impegno. Il Segretario dice bene, ora è tempo di accelerare, superare l’ostruzionismo leghista che sta andando ben oltre le prerogative parlamentari e approvare finalmente questa legge dopo 25 anni di attesa e cinque tentativi falliti. È il momento per l’Italia di prendere questo treno, il Paese non si può permettere di perdere questa occasione di futuro.

 

Leggi anche: Maraio: accelerare sul ddl Zan

 

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply