martedì, 19 Ottobre, 2021

Parla Antonio Catania: I socialisti stanno nel Psi

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“La mia storia politica nasce a destra, anche in virtù di una storia nazionale narrata dalla propaganda di Stato. Poi la Repubblica, raccontata male dai media e resa inerme dai colpi di stato, giudiziari e finanziari”. A parlare è Antonio Catania, candidato del Psi a Roma.

 

“Io che vengo dalla Sicilia, inoltre, conosco il male del retropensiero mediatico dove Stato e criminalità organizzata sono conniventi. Tutto questo non fa bene a Noi, come cittadini di uno Stato, la Nostra Italia.

Lo studio, le letture, il confronto e la consapevolezza di vivere nel presente, con una realtà diversa, nuova ed irripetibile, mi ha aperto gli occhi sul presente e sul futuro; spesso non facile.

La verità sta nel mezzo e dunque nel socialismo liberale che, nei suoi “mali” estremi, conosce il comunismo ed il fascismo. Questa verità – ndr del socialismo – viene dal basso, dall’uomo come animale sociale, il quale si organizza con i suoi simili per costruire una comunità nella quale vivere e prosperare.

 

Il simbolo del partito torna sulla scheda elettorale in un turno elettorale particolarmente importante. Cosa significa per il Psi?

Per il PSI tornare sulla scheda elettorale significa vivere e rivivere nella coscienza democratica ed elettorale di questo Paese. Inoltre presentare il Garofano a Roma è un chiaro messaggio alla base elettorale che vive dentro e fuori il PSI. Non si può essere socialisti se non si è del PSI. Basta socialisti di destra o di sinistra, basta a fuggitivi, travestiti e franchi tiratori. Il Socialismo Italiano è solo PSI. Questo lo dico ai tanti, sedicenti socialisti, che hanno lasciato affondare la barca del PSI pur di salvare se stessi, la poltrona e gli interessi personali. Ancora oggi, sedicenti socialisti, remano contro il PSI.

 

Una competizione particolarmente aperta. Su quali elementi secondo te il centrosinistra con Gualtieri deve puntare per vincere?

Su Roma i temi non mancano. La nostra attenzione, però. deve sempre essere diretta alla difesa dei diritti sociali, al lavoro ed alle fragilità.

Oggi non può mancare l’ambiente, inteso nella più ampia accezione di verde pubblico, parchi urbani, mobilità dolce e costruzioni ecocompatibili e ad impatto zero.

Non dobbiamo puntare sui temi. A parole siamo tutti bravi, dobbiamo puntare sulle persone. Non dico persone oneste, perché nessuno è perfetto, ma persone capaci di dare l’esempio, che si sforzano ogni giorno di essere migliori di ieri. Persone che si fanno in quattro, che lavorano, che non si stancano di credere e professare gli ideali del socialismo attraverso la “divisa” dell’esempio.

 

Un giudizio sul lavoro della giunta uscente. La raggi secondo te cosa ha portato alla città? Si è candidata portando in dote le moltissime aspettative del suo elettorato. Come giudichi il suo lavoro?

 

Onestamente non credo abbia fatto più danni dei suoi predecessori ma certamente ha tolto a Roma le Olimpiadi. La Raggi ha il mio rispetto, prima come Sindaco e poi come donna. Non è possibile fare i “miracoli” e la politica dei miracoli non esiste. Ha provato a fare il suo, nonostante avesse tutti contro. A Lei l’onore delle armi. Ciò detto non giudico la Raggi ma coinvolgo i romani. A titolo esemplificativo voglio prendere la sporcizia di Roma. Se questa città è lurida non è colpa del sindaco o delle istituzioni ma è responsabilità di ogni singolo romano che non si cura di fare la sua parte, iniziando da coloro che buttano la cicca a terra. Forse la gente immagina una Roma con uno spazzino per ogni abitante, è ridicolo. I problemi si possono risolvere con l’apporto di tutti.

 

Perché votare Antonio Catania?

 

Io non prometto l’impossibile. Voglio rappresentare NOI, i cittadini di Roma, con i nostri bisogni e le nostre esigenze. Portando l’attenzione pubblica, mediatica ed istituzionale dove sono i problemi.

Frequentando le comunità, ascoltando chi vive le difficoltà, creando tavoli di lavoro, coinvolgendo associazioni, professionisti e tecnici di settore, raccogliendo le proposte dalla società civile e proponendo soluzioni fattibili all’Assemblea di Roma Capitale.

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