giovedì, 23 Settembre, 2021

PARTECIPA, DISCUTI, DECIDI

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Dopo un anno difficile, che ha costretto il Paese a sacrifici enormi, il Partito Socialista Italiano ritorna in presenza. A Roma, il prossimo 3 e 4 luglio all’Hotel Quirinale, ci si confronterà su temi di stretta attualità per mettere in campo idee che possano essere di sprono alla ripresa del Paese. Lo slogan scelto è “Partecipa, discuti, decidi!” che definisce il senso della partecipazione corale di una comunità cresciuta grazie a un lavoro meticoloso fatto dalla segreteria nazionale sotto la guida di Enzo Maraio. Nel corso della due giorni, saranno presenti anche i leader di altre formazioni politiche e esponenti del Governo, che poteranno il loro contributo al dibattito. Sette i tavoli programmatici che in questi mesi hanno lavorato su: lavoro, saperi, futuro, riforme, socialità, sanità e ambiente. Ai quali si è aggiunto quello dell’organizzazione.

 

Segretario cosa ci dobbiamo attendere da questa due giorni di Roma?

Innanzitutto sarà una occasione di socialità per rivedere le compagne e i compagni dopo un anno difficile. Il covid-19 ha reso palesi le difficoltà economiche e sociali del nostro Paese: diseguaglianze vecchie e nuove, con una povertà in aumento che sta mordendo il corpo fragile di categorie che sembravano protette, con economia, sanità, scuole e lavoro messi a dura prova. Noi ci teniamo molto al rapporto costante con dirigenti e iscritti, per sollecitare una continua discussione che ci consenta di avere sempre il polso del Paese. Anche per questo abbiamo voluto introdurre un ulteriore tavolo tematico sull’organizzazione. E’ necessario che il partito abbandoni quell’idea ottocentesca di organizzazione politica e si affacci a una più moderna struttura più smart, per affrontare le sfide del presente e del futuro. Parleremo di formazione. Quest’anno proprio la scuola ha pagato il prezzo più alto. E’ necessaria una rivisitazione, perché i nostri giovani saranno la futura classe dirigente del Paese e devono poter avere le migliori condizioni di formazione per poter competere a livello internazionale. Il dato da cui partiamo è quello di una spesa per l’istruzione del 3,9% rispetto a una media europea tre volte superiore. Questo si traduce in un deficit incredibile per risolvere problemi come le cosiddette classi pollaio, la continuità didattica, la stabilizzazione dei precari, gli investimenti in strutture più adeguate. Poi c’è il tema dell’ambiente, la segreteria ha raccolto il suggerimento di far diventare le nostre sezioni, luoghi di una nuova alfabetizzazione ecologica. Insomma, l’idea è quella di lanciare quattro o cinque idee da sottoporre al Governo e al Paese.

 

Questa due giorni sarà anche l’occasione per rilanciare l’impegno del Partito Socialista sui due referendum ai quali si è deciso di aderire.

Certo. Sulla “Legalizzazione dell’eutanasia”, sostenuto insieme all’associazione “Luca Coscioni” di Marco Cappato e ai Radicali, ci sembra una battaglia di democrazia e civiltà. Battaglie che, da sempre, i socialisti amano affrontare senza infingimenti. E poi c’è il tema della giustizia che siamo pronti a sostenere al fianco di Maurizio Turco. La giustizia è un settore nel quale il Paese deve fare passi avanti. Dalla responsabilità civile dei magistrati alla separazione delle carriere sono tutti temi di grande importanza. Così come, di grande civiltà, è l’abolizione della Legge Severino. Una legge che mummifica l’azione amministrativa determinando un sistema che, di fatto, paralizza il lavoro di sindaci, presidenti di Regione ed amministratori locali. Spesso accade che, piuttosto che essere sospesi dalle loro funzioni e condannati per il loro operato, si vedono costretti a non fare fuggendo dalle loro responsabilità.

 

Le primarie che sono appena passate, ci consegnano un dato: la necessità di avere un centrosinistra unito

Sono due i risultati importanti. Il primo ci dice che ritorna centrale la coalizione di centrosinistra e per questo: è necessario rafforzare l’area riformista e elaborare un nuovo concetto di coalizione. Negli anni ci avevano abituati a una autosufficienza dei partiti maggiori. Oggi quella strada è stata abbandonata e con le primarie si è sancita la volontà reale di creare un centrosinistra aperto, plurale e largo dove i socialisti possono dare il loro contributo di idee, valori e progetti. Un Psi protagonista resta una priorità per contribuire a rinnovare una sinistra lontana dalle logiche conservatrici che l’hanno contraddistinta negli ultimi decenni. Il secondo dato è che il Psi, con coraggio, è tornato a pieno titolo nel dibattito politico delle grandi città. A Bologna al fianco di Matteo Lepore e a Roma candidando la nostra consigliera Cristina Grancio, che raccoglie l’1,05%, un primo passo e un risultato sul nostro simbolo destinato a crescere da qui alle elezioni di ottobre. Così come a Milano dove abbiamo lanciato una sfida entusiasmante riunendo i socialisti e correndo in autonomia con un nostro candidato sindaco, Giorgio Goggi. Un test importante che parte da Milano e può essere esportato con determinazione altrove nel Paese. Non ultima la Campania. A Napoli nel sostenere la candidatura di Gaetano Manfredi, ex ministro dell’Università e ex rettore della Federico II, sarà determinante il ruolo della coalizione di centrosinistra per spazzare via dieci anni di mala gestio e riportare il centrosinistra a Palazzo San Giacomo.

 

Il partito inizia a crescere anche nei sondaggi

Quando nel 2019 lanciammo la sfida di un “socialismo 4.0”, che sapesse aprire ai giovani e declinarsi attraverso nuove idee e nuovi progetti, lo facemmo in virtù di un Partito Socialista prigioniero di quella diaspora che aveva ipotecato seriamente il futuro di tanti giovani compagni. Che non avevano ceduto al fascino delle sirene di altre formazioni politiche – che pure, in divenire, avrebbero mostrato la loro fragilità – ma anzi sono rimasti fedeli alla nostra idea di Partito, credendo in un progetto che proprio su questa nuova forza propulsiva basava la sua azione. Così è stato, tanto che oggi il Psi rilanciando la propria azione è cresciuto nei territori sviluppando una propria autonomia e addirittura diventando determinante in alcune realtà, con percentuali in crescita e amministratori alla guida di comunità importanti. Insomma, i socialisti ci sono. Con la loro autonomia, con le idee. Oggi gli Istituti di ricerca ci rilevano. Siamo solo all’inizio ma sappiamo che è la strada giusta.

 

Carlo Pecoraro

 

 

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