domenica, 26 Settembre, 2021

Patrick Zaki, tutto rinviato al 28 settembre

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Il processo a Patrick Zaki è stato aggiornato al 28 settembre: lo studente egiziano dell’università di Bologna rimarrà in carcere fino a quella data.
Hoda Nasrallah, la legale di Zaki, ha chiesto il rilascio del suo assistito, dopo 19 mesi di detenzione. La legale ha anche chiesto almeno l’accesso al suo dossier per avere certezza che le accuse di istigazione al terrorismo siano effettivamente decadute, come sembra dalla natura della Corte.
Le sentenze del Tribunale per la sicurezza dello Stato davanti al quale comparirà il 30enne sono inappellabili, hanno precisato le ong, tra cui quella per cui Patrick lavorava come ricercatore, l’Iniziativa egiziana per i diritti personali (Eipr). La Corte è la numero 2 per i “reati minori” (detta anche “d’urgenza”) di Mansura, la città sul delta del Nilo, circa 130 km a nord del centro del Cairo, dove Patrick è nato e vissuto fino al momento di andare all’università nella capitale, dove ora risiede la famiglia.
Patrick Zaki è stato interrogato per la seconda volta in carcere. Si tratta della seconda volta dal 13 luglio. Oggetto del nuovo interrogatorio, alcuni scritti risalenti al 2013. Articoli che secondo l’accusa l’attivista avrebbe scritto prima ancora dei post (falsi) pubblicati online che costituirebbero la prova mai mostrata per l’accusa di propaganda sovversiva su internet. Durante il primo interrogatorio, Zaki ha dovuto rispondere alle domande sulla sua attività in Italia e sul suo operato nell’ambito della difesa dei diritti umani. In quel frangente, ha dovuto anche difendersi dall’accusa di terrorismo e tentativo di sovvertire il governo con alcuni post pubblicati su Facebook.

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