venerdì, 23 Luglio, 2021

PD che aspetti?

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Non è possibile che il PD nelle sue due componenti più significative (che hanno messo le fondamenta costituzionali ed una lunga amalgama sui suoi principi nonostante scosse telluriche come quelle della guerra fredda con il più forte partito comunista dell’occidente o quella ancor più devastante dell’attacco terroristico e dei suoi morti eccellenti, come Moro, Bachelet e Ruffini in campo cattolico democratico o Rossa in campo operaio) lasci scoperto un campo d’azione come quello costituzionale, che è la sua più preziosa eredità specie per i giovani? Nemmeno la scossa globale provocata dal Covid con le sue varianti è riuscita a porre all’ordine del giorno la necessità per i servizi essenziali, a partire dalla sanità, di una rete territoriale che raggiunga tutti i cittadini evitando le cattedrali nel deserto con l’accumulo dei morti nell’impossibilità di far fronte! Eppure con la sua scuola di democrazia la nostra rete dello stato delle autonomie è in grado, armonizzando le sue competenze, di far fronte sia nei servizi che nella gestione democratica dei territori. Ed ancora è possibile non aver capito che senza le riforme richieste ed obbliganti, la manna degli aiuti rischia di non cadere affatto e di seppellirci quando gli altri partono? Un’autostrada si aprirebbe davanti alle forze sinceramente democratiche accomunate da un comune disegno dii salvezza. Un esempio per tutti la promessa impossibile di assicurare la partecipazione politica e sociale nella stesura della mole eccezionale dei documenti da produrre quando la prassi insegna che il sistema produce a volte alterne l’esclusione di una delle sue Camere? Quando a giorni oramai si apre il semestre bianco chi sbarrerà la strada a chi teme: se non adesso, chi penserà a salvarmi? Eppure sul piatto della bilancia ci sarebbe l’occasione estrema di ridare credito ad un intera legislatura con una bicamerale urgente su alcuni punti chiave o/e programmando insieme alle nuove elezioni politiche quelle per un’Assemblea costituente, il cui tratto essenziale è che i suoi componenti non sia compatibili con i parlamentari in carica, con personale di governo e sottogoverno, in Italia o fuori. Un pensierino serio dovrebbe metterci quel che resta del M5stelle dopo aver sparato contro i suoi il fuoco amico con la drastica riduzione dei parlamentari. E’ che il M5stelle non s’è ancora interrogato sul peccato originale: è stato partorito senza difese immunitarie, quelle costituzionali, che avrebbero dovuto impedire la” porcata” del passaggio dal regime degli eletti ai nominati tagliando il cordone ombelicali tra gli eletti e gli elettori.

 

Roca

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