domenica, 26 Settembre, 2021

PD… il coraggio di guardarsi dentro e di trovarlo!

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Anche se mi ripeto, giova ricordare che il maggiore accredito del PD è nel riconoscersi nei valori fondanti della Costituzione, una dote che i suoi maggiori azionisti, comunisti e democristiani, hanno onorato per tutto il periodo della guerra fredda, in modo esemplare con l’alternanza negli enti locali. Non è un caso, per fare uno degli esempi più recenti, che il neonato Movimento delle Sardine abbia trovato nello spirito costituzionale la fonte prima di convergenze operative col PD individuando come un pericolo ogni forza di destra e sovranista, con leader come Salvini. Torna di grande attualità il monito di Sturzo (cito a memoria):” Nei momenti di difficoltà non chiudersi ma aprire nuovi spazi di libertà e di partecipazione” Ebbene fermo restando che ben poco si è fatto in questa direzione, ingabbiati nella vocazione maggioritaria nonostante il calo dei sondaggi, vien fatto di chiedersi perché il PD non riesca a caratterizzarsi con un suo apporto originale che confermi e sviluppi nella situazione data i tratti originari. Letta ha più volte dichiarato: “Con Draghi mi sento a casa mia!” e fa bene a farlo sapendo quanti nostalgici nel PD rimpiangono, forse non disinteressatamente il Conte 2, ma Letta dovrebbe chiedersi se Draghi può dire altrettanto con riferimento a ciò che non è nei compiti del suo Governo ma corrisponde alle bombole di ossigeno costituzionale di cui ha bisogno il suo Governo per non soccombere alla parcellizzazione crescente per puro spirito di sopravvivenza. Ormai è necessità e prassi consolidata che il ricorso ai voti di fiducia in cui una delle due Camere è di pura ratifica vanificando l’apporto di maggioranza e delle minoranze. Ebbene Letta e tutto il PD hanno un’eredità che fa loro onore, anche se targata Renzi, quella di aver tentato di porre fine al bicameralismo paritario, unico in Europa, come pretendere di correre in formula 1 con macchine d’epoca! Renzi e il PD anche quello di Letta non possono non ascrivere a loro onore di aver tentato di rimuovere un grosso ostacolo ad una competizione alla pari con gli altri partner europei, specie ora che si chiude l’era Merkel e per Macron la sfida presidenziale si è fa sempre più dura. Ci sono spazi per un crescente ruolo dell’Italia ma le sue lentezze, specie se costituzionali, costituiscono la vera palla al piede. Ed ancora non è stata la leadership di Renzi a mettere in orbita come Presidente del Consiglio Gentiloni premessa di un commissariato europeo di prima grandezza come quello agli affari economici? Dulcis in fundo a chi dobbiamo una presidenza di eccellenza per l’Italia in Europa come quella di Mattarella, ma libera da ogni condizionamento di un Berlusconi alla ricerca disperata di sfuggire all’esilio dal Parlamento? La mia non è una perorazione per il recupero di Renzi, che basta per temperamento da solo a condannarsi all’isolamento, ma l’orgoglio di una forza politica che si è spesa nella giusta direzione e poi occultandola per eccesso di antagonismo malato. Possibile che Letta nel momento in cui la fondazione Einaudi lancia, come essenziale a colmare un vuoto come quello istituzionale, l’elezione di un’Assemblea costituente ricevendo consensi trasversali, non faccia sentire forte l’adesione incondizionata del PD, perché già messo alla prova dimostrando che era patrimonio comune? Dopo oltre trent’anni di inutili tentativi a livello parlamentare e due riforme approvate in Parlamento ( di Berlusconi e di Renzi-Berlusconi) puntualmente bocciate con referendum, proposi come strada alternativa quella originaria di un Assemblea Costituente, possibilmente rivolta agli adeguamenti di maggiore urgenza, con i suoi membri incompatibili con cariche parlamentari, di governo e di sottogoverno in Italia ed in Europa. Poiché l’elezione prima delle politiche graverebbero sugli esiti delle stesse, sarebbe opportuno che avvenissero congiuntamente con un confronto a tutto campo come premessa del lavoro comune anche in Assemblea. Altra strada non c’è se si vuole evitare che l’ondata sovranista, per l’ingovernabilità del Paese, trascini con le estreme anche quel ch’è rimasto di schiettamente democratico nei ceti medi.

 

Roca

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