giovedì, 23 Settembre, 2021

Pensionati in rivolta per l’assegno al 10 del mese

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pensioni-10-euroSlitterà dal primo al giorno 10 di ogni mese il pagamento delle pensioni, sembra una provocazione per gettare benzina sul fuoco delle polemiche tra Governo e Sindacati e invece è una norma, nero su bianco, prevista dall’articolo 26 della bozza del disegno di Legge di Stabilità. Una novità spiacevole che però, si è saputo solo molto tardi dopo le protese, non riguarderà tutti i pensionati, ma andiamo con ordine. La norma scatterebbe dal primo gennaio 2015 con l’obiettivo di “razionalizzare ed uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’Inps”. Insomma l’INPS risparmia rimandando i pagamenti più in là di dieci giorni, ma i pensionati stringono la cinghia. Che infatti per la stragrande maggioranza dei pensionati, quelli con meno di mille euro al mese che non avranno mai il bonus degli 80 euro né tantomeno il bonus bebè per le neomamme, ci sia un problema di sopravvivenza, pare non sia venuto in mente al brillante estensore della norma. Insomma, chissenefrega.

Così come è scritta – e forse i sindacati sperano che le proteste montanti in queste ore la cancellino perché è ancora una bozza – la norma prevede che “i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro sono poste in pagamento il giorno 10 di ciascun mese”. E naturalmente il pagamento slitta al giorno successivo se il 10 del mese è “festivo o non bancabile”, perché tanto deve aver pensato sempre il brillante estensore, pensionati e invalidi hanno parecchio grasso da tagliare. Naturalmente la prima obiezione è che spesso la pensione serve per pagare impegni “fissi”, come l’affitto (che scade solitamente il 5 di ciascun mese), il mutuo o eventuali pagamenti di prestiti, ma soprattutto con i tempi che corrono e i tanti giovani disoccupati a carico di mamma e papà, serve a sopravvivere.

Per i sindacati dei pensionati la norma è «inaccettabile». Si tratta di «un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani». «Il governo – affermano i segretari generali, di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima – – non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato come complicargli ulteriormente la vita. È semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così».

Si uniscono al coro delle proteste anche le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef definiscono la misura “ingiusta e inaccettabile, un vero e proprio sopruso nei confronti dei pensionati, che sono stati tra le fasce più colpite dalla crisi economica”. “Il danno”, affermano le organizzazioni dei consumatori, “rischia di estendersi all’intera economia: sono infatti gli anziani, nonni e zii, molto spesso, a mandare avanti interi nuclei familiari. La mancanza di lavoro di figli e nipoti, infatti, ricade sulle loro spalle”. «Se il provvedimento otterrà il via libera – denuncia il Codacons – il danno per i pensionati sarà enorme, così come i disagi per gli anziani. Sulla data di pagamento all’1 del mese si basano infatti numerose scadenze in capo ai pensionati, come rate di affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure abbonamenti e altre scadenze. Ma anche in assenza di tali impegni finanziari, il posticipo dei pagamenti – considerato soprattutto che in Italia vi sono 2,1 milioni di pensionati che ricevono un assegno di importo al di sotto dei 500 euro, cifra inferiore alla soglia di povertà relativa fissata dall’ Istat – creerà un gap che oltre a produrre evidenti disagi potrebbe mettere in seria crisi la liquidità di migliaia di anziani, con conti bancari in rosso e pagamenti di commissioni in favore delle banche». Per questo da oggi l’associazione pubblica sul sito un modulo con cui è possibile diffidare l’Inps dall’introdurre la novità prevista dalla Legge di Stabilità, in quanto “lesiva” dei diritti di una categoria di cittadini.

Ma poi dopo qualche ora è arrivata una precisazione dell’INPS. L’Istituto ha fatto sapere che solo chi ha la doppia pensione Inps-Inpdap (circa 800.000 persone) la riceverà, dall’anno prossimo, il 10 del mese. Gli altri 15 milioni la riceveranno come ora, il 1° del mese se la pensione è Inps, il 16 se hanno un assegno Inpdap. 

Redazione Avanti!

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