mercoledì, 4 Agosto, 2021

Pensionati più poveri. Manifestazione dei sindacati

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I pensionati stanno accusando una perdita che sfiora almeno i mille euro lordi l’anno. Secondo uno studio della Uil, calcolando le conseguenze delle misure adottate dal 2011 al 2019, sarebbe questo l’effetto causato a danno dei pensionati per la mancata rivalutazione delle pensioni. Per le casse dello Stato sarebbe un risparmio pari a 3,6 miliardi di euro per i prossimi 3 anni, che diventeranno 17,3 miliardi nel prossimo decennio. Contro le politiche del governo, Cgil, Cisl e Uil torneranno in piazza con i pensionati sabato primo giugno, a Roma in piazza San Giovanni.

L’ultima legge di bilancio ha introdotto un nuovo taglio della perequazione rispetto all’inflazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo (1.522 euro lordi al mese), per il triennio 2019-2021, riconoscendo una rivalutazione piena solo per gli assegni fino a tre volte il minimo, a scalare per quelli superiori (da un aumento pari al 97% dell’inflazione per gli assegni tra 3 e 4 volte il minimo, al 40% per quelli oltre le 9 volte). Prima di questo, i blocchi dal 2011 in poi.
Secondo lo studio della Uil, nel caso di un pensionato che ha un trattamento di poco superiore al primo step, di 1.568 euro lordi mensili, nel corso degli otto anni, il mancato adeguamento ha comportato una perdita pari a circa 960 euro lordi annui. Perdita che sale a 1.490 euro lordi annui, per chi ha un assegno di circa 1.960 euro lordi mensili (tra 4 e 5 volte il minimo). Fasce in cui rientra la maggioranza dei pensionati. La differenza sul cedolino aumenta con l’aumentare degli importi, fino ad arrivare ai 7.190 euro lordi annui per chi ha un assegno pari a 4.560 euro lordi mensili (oltre 9 volte il minimo).
Domenico Proietti, il segretario confederale della Uil ha affermato: “Continua la persecuzione nei confronti dei pensionati italiani in atto dal 2011. Somme ben lontane dai pochi spiccioli a cui fece riferimento il presidente Conte quando paragonò i pensionati all’avaro di Molière, poiché il nuovo taglio della rivalutazione è previsto anche per il 2020 ed il 2021, il danno per i pensionati è destinato a crescere”.

Poi, Proietti ha spiegato la richiesta sostenuta dai sindacati: “Si deve porre fine a questo prelievo forzoso a discapito di milioni di pensionati. Per la Uil è necessario ripristinare la piena indicizzazione delle pensioni e recuperare il montante perso in questi anni. Per questo abbiamo avviato delle iniziative su tutto il territorio nazionale che culmineranno nella grande manifestazione di sabato primo giugno a Roma”.
Infatti, proprio a giugno scatterà il conguaglio, mentre il taglio della rivalutazione è stato applicato a partire da aprile. L’Inps recupererà la differenza relativa ai tre mesi precedenti, da gennaio a marzo, con un’unica trattenuta. A giugno partirà anche il taglio sulle cosiddette pensioni d’oro, anch’esso previsto dalla legge di bilancio, per i trattamenti pensionistici superiori ai 100 mila euro annui e per cinque anni. In questo caso il conguaglio sarà in tre tranche (a giugno, luglio e agosto).
Sarebbe stato messo in atto il livellamento delle pensioni che, però, non avviene innalzando quelle più basse, ma abbassando quelle più alte. Questa logica politica dell’attuale governo contrasta con i principi della Costituzione. Infatti anziché ‘rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…’(art. 3 della Costituzione) , verrebbero creati nuovi ostacoli a coloro che ne hanno di meno.

Salvatore Rondello

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