martedì, 3 Agosto, 2021

Pensioni, calendario pagamenti luglio. Permessi legge 104 e smart working, come funziona

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Pensioni
CALENDARIO PAGAMENTI LUGLIO 2021

Dall’inizio della pandemia Poste Italiane adotta misure di contingentamento per l’accesso ai suoi sportelli, sia per favorire il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid che per assicurare le varie prestazioni a tutti coloro che ne hanno diritto, senza difficoltà. Questo soprattutto attraverso la programmazione dell’accesso agli sportelli nell’arco dei giorni lavorativi precedenti al mese di competenza delle prestazioni.
Per contenere quindi l’emergenza Covid, allo scopo di agevolare Poste Italiane nella gestione dell’accesso agli sportelli da parte dei titolari del diritto alla riscossione delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’Inps, la Protezione civile ha emanato una nuova ordinanza, la n. 778 del 18 maggio 2021, per il pagamento delle prestazioni in anticipo.
Pagamenti luglio
Tutti i pensionati titolari di un conto BancoPosta o Postepay Evolution, oppure di un semplice libretto di risparmio invece, potranno ritirare la pensione dal 25 giugno 2021, seguendo l’ordine alfabetico del cognome:
A – B ritiro pensione il giorno venerdì 25 giugno;
C – D ritiro pensione il giorno sabato 26 giugno;
E – K ritiro pensione il giorno lunedì 28 giugno;
L – O ritiro pensione il giorno martedì 29 giugno;
P – R ritiro pensione il giorno mercoledì 30 giugno;
S – Z ritiro pensione il giorno giovedì 1 luglio.
I pagamenti delle pensioni di luglio 2021 saranno anticipati per scaglionare l’ingresso presso Poste Italiane e limitare il rischio contagio; il pagamento in anticipo è sicuramente una misura utile per evitare gli assembramenti davanti agli uffici postali.
Misure precauzionali
Poste Italiane ricorda infine che è indispensabile indossare la mascherina protettiva, entrare nell’ufficio postale solo all’uscita del cliente precedente e tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno sia nelle sale aperte al pubblico.
Consegna pensione a domicilio
Poste Italiane rammenta inoltre “che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali e che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono richiedere, delegando al ritiro i Carabinieri, la consegna della pensione a domicilio. Le modalità di pagamento anticipato delle pensioni – si legge ancora – hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. È necessario indossare la mascherina protettiva, entrare nell’Ufficio Postale solo all’uscita del cliente precedente e tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno sia nelle sale aperte al pubblico”, conclude la nota di Poste.

Pensioni docenti università non statali
EQUIPARAZIONE DELLE ALIQUOTE

Con la circolare Inps dell’8 giugno scorso, n. 81 l’Istituto informa che a seguito della legge 30 dicembre 2020, n. 178 è stato disposto che, dal 1° gennaio 2021, l’aliquota contributiva di finanziamento delle prestazioni pensionistiche delle Università non statali legalmente riconosciute e delle Università statali sia inderogabilmente la stessa.
Pertanto, il carico contributivo complessivo per il finanziamento delle prestazioni pensionistiche, ripartito tra Università-datrice di lavoro e personale dipendente appartenente alla categoria dei professori universitari e ricercatori è, per tutti gli Istituti Universitari non statali legalmente riconosciuti, fissato nell’aliquota del 33% della contribuzione imponibile (di cui l’8,80% a carico del personale dipendente e il 24,20% a carico dell’Amministrazione universitaria-datrice di lavoro).
Conservano la loro efficacia le contribuzioni versate ai fini pensionistici, sulla base di aliquote omogenee a quelle vigenti per le Università pubbliche, dagli Atenei non statali legalmente riconosciuti per i periodi anteriori all’entrata in vigore della legge di Bilancio 2021.

Garantita la copertura
INPS: AUTORIZZAZIONI CIG PROSEGUONO

Inps e Mef hanno recentemente definito tecnicamente, come previsto, la norma approvata in Consiglio dei Ministri lo scorso venerdì 5 giugno che consente all’Istituto di autorizzare ulteriore Cassa integrazione Covid nel rispetto della normativa vigente in tema di limiti di spesa e monitoraggio prospettico. Attraverso l’utilizzo di risparmi da dl 137/2020 e la rimodulazione di alcune voci di spesa relative alle integrazioni salariali, viene garantita la copertura da 7,3 a 8 mld e l’Inps potrà prendere in considerazioni le domande di Cig tenendo conto del tiraggio della spesa sull’autorizzato 2020.Si proseguirà dunque senza difficoltà nel processo di autorizzazione, sospeso solo per alcuni giorni per superare i vincoli di legge.

Quando sono possibili
PERMESSI LEGGE 104 E SMART WORKING

Anche chi è in smart working ha diritto a ottenere i permessi della legge 104 per sé stesso o per assistere un parente o il coniuge disabile.
Lo ha di recente precisato l’Ispettorato nazionale del lavoro dopo un lungo confronto con i sindacati, ammettendo la possibilità di avere i permessi della legge 104 in smart working se si frazionano ad ore. Il lavoratore disabile che beneficia della misura e lavora da casa, quindi, ha gli stessi identici diritti del lavoratore che espleta la sua attività in sede.
Quando si possono fruire
L’ispettorato ha ammesso la possibilità di fruire dei permessi 104 nei periodi di smart working, anche frazionati ad ore, “se il lavoratore ritiene che le esigenze personali non sono compatibili con l’organizzazione di lavoro agile”.
L’Inl ha riconosciuto la “difficile compatibilità della fruizione oraria con il lavoro agile (poiché svincolato da vincoli di orario di lavoro)” ma non ha escluso più la fruizione frazionata dei permessi durante i periodi di smart working.
Invece – ha spiegato l’Istituto – “nei casi in cui il lavoratore ritenga che l’esigenza personale può essere soddisfatta durante la propria modulazione organizzativa dell’attività lavorativa, diventa non necessario ricorrere al permesso orario”. Tutto dipende, quindi, dalle valutazioni del lavoratore sulla compatibilità dei tempi da dedicare al lavoro ed alle necessità della persona da assistere; potrà scegliere di ripartirli nei modi più opportuni.
Questa interpretazione, ha concluso l’Inl, è posta a tutela della flessibilità di cui gode il lavoratore durante il lavoro agile. Al lavoratore infatti risulta dovuta l’auto-organizzazione e dunque la conciliazione vita-lavoro. Ove detta conciliazione non risulti possibile, potrà perciò esercitarsi il diritto alla fruizione frazionata del permesso.
A chi spettano
La legge 104 consente ai lavoratori dipendenti, sia pubblici sia privati, di usufruire di tre giorni mensili di permesso, interamente retribuiti e coperti da contribuzione figurativa. L’agevolazione è concessa per assistere familiari affetti da disabilità grave e già accertata.
I permessi spettano a un unico lavoratore per assistere lo stesso disabile, ma è consentita la possibilità di assistenza alternata, ad esempio quando entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti ed hanno un figlio disabile.
Si tratta di tre giorni di permessi al mese, che possono anche essere usati cumulativamente, suddivisi in sei mezze giornate o frazionati in permessi a ore.
Possono essere richiesti dal coniuge e da un parente o affine entro il secondo grado del soggetto disabile. Qualora i genitori o il coniuge abbiano compiuto 65 anni di età oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, tale diritto può essere invocato anche dai parenti e dagli affini entro il terzo grado.

Carlo Pareto

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