martedì, 20 Aprile, 2021

Pensioni, come funziona l’Ape social e l’anticipo dei pagamenti

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Pensione Ape social
DOMANDE ALL’INPS ENTRO MARZO
Ape sociale confermata pure per il 2021: anche quest’anno, infatti, chiunque risulterà essere in possesso dei requisiti, potrà presentare la domanda di uscita dal lavoro anticipata e, quindi, richiedere la pensione prima del tempo.

 

Come funziona

L’Ape Sociale è stata introdotta per la prima volta con la legge di bilancio 2017, in via del tutto sperimentale, per accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni e soggetta a limiti di spesa.
Si tratta di un’indennità economica posta a carico dello Stato erogata dall’Inps a soggetti in determinate condizioni prefigurate dal legislatore, che abbiano perfezionato almeno 63 anni di età e che non siano già intestatari di trattamento pensionistico diretto in Italia o all’estero. L’indennità è corrisposta, su domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.
L’indennità dell’Ape Sociale decorre dal primo giorno del mese successivo all’inoltro dell’istanza di accesso al beneficio ed è erogata ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prescritta per l’accesso alla pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

 

Domanda entro marzo

Chi matura il diritto all’Ape Sociale nel 2021 deve inviare all’Inps istanza di ammissione al beneficio entro fine marzo. L’istituto di previdenza risponde poi entro giugno, certificando il possesso dei requisiti (o rigettando la richiesta, con decisione motivata). A quel punto è possibile trasmettere la domanda di Ape vera e propria. Invero, quella che scade a marzo è la prima finestra a disposizione, dopo la quale ci sono altre possibilità di presentare la richiesta, che però vengono accolte solo previa disponibilità di risorse economiche.

 

Requisiti

L’Ape Sociale compete ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria dei lavoratori dipendenti o alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché a quelli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi o alla Gestione Separata, i quali:
si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale;
non abbiano più un lavoro a seguito di scadenza del contratto a tempo determinato, ma a condizione che abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi, hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno 3 mesi e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, oppure ancora un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74% e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza dell’indennità, in possesso di almeno 36 anni di anzianità contributiva e che abbiano svolto da almeno sette anni negli ultimi 10 ovvero almeno sei anni negli ultimi sette una o più delle seguenti attività (cd. gravose).
Sono considerate attività gravose (o lavori usuranti), per esempio, quelle svolte da operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, personale sanitario, facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia etc. (l’elenco completo è consultabile sul sito Inps). Inoltre, ai fini del riconoscimento dell’indennità, i requisiti contributivi richiesti sono ridotti, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni.

 

La domanda

I soggetti che possono vantare il perfezionamento dei requisiti prescritti e sono interessati all’anticipo pensionistico tramite Ape Sociale devono, preliminarmente alla richiesta di prestazione, presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro i termini. Contestualmente o nelle more dell’istruttoria dell’istanza di accertamento delle condizioni di accesso all’Ape sociale, il soggetto può inoltrare la domanda di ammissione alla prestazione.
Le istanze, sia di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’Ape sociale, sia di accesso al beneficio, devono essere indirizzate alle sedi territoriali Inps di competenza e presentate in modalità telematica utilizzando i consueti canali istituzionali.

 

Importo

L’indennità corrisposta al seguito del riconoscimento della pensione anticipata tramite Ape Sociale è pari: all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, se inferiore a 1.500 euro; pari a 1.500 euro, se la pensione è pari o maggiore di detto importo.
La quota dell’indennità non è rivalutata, né integrata al trattamento minimo e durante il godimento dell’indennità non spetta contribuzione figurativa né gli assegni al nucleo familiari. Va ricordato, infine, che il trattamento cessa in caso di decesso del titolare e non è reversibile ai superstiti.

 

Pensioni
ANCHE AD APRILE L’ANTICIPO DEI PAGAMENTI
Anche per il mese di aprile 2021 è confermato l’accredito delle pensioni in anticipo con primo versamento dal 26 marzo per coloro che ritirano i trattamenti presso gli sportelli postali. Come di consueto, si procederà poi fino al 1° aprile in ordine alfabetico.
Lo stabilisce l’ordinanza della Protezione Civile dello scorso febbraio, che conferma la prassi applicata nell’ultimo anno per l’emergenza Covid con l’erogazione delle somme in tempi più brevi per marzo, aprile e maggio. Nel testo dell’Ordinanza si legge testualmente che:
“Allo scopo di consentire a Poste Italiane S.p.A. la gestione dell’accesso ai propri sportelli dei titolari del diritto alla riscossione delle predette prestazioni, in modalità compatibili con le disposizioni in vigore adottate allo scopo di contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da Covid-19, salvaguardando i diritti dei titolari delle prestazioni medesime, il pagamento dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, di cui all’articolo 1, comma 302, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 e successive integrazioni e modificazioni […] di competenza del mese di aprile 2021, è anticipato dal 26 marzo al 1° aprile 2021”.

 

La scansione dei pagamenti

Per chi si reca agli sportelli degli uffici postali, Poste Italiane adotta le consuete misure di programmazione dell’accesso agli sportelli dei soggetti titolari del diritto alla riscossione delle varie prestazioni, seguendo un ordine alfabetico. Il calendario dovrebbe seguire le seguenti date:

 

A-B, venerdì 26 marzo;
C-D, sabato 27 marzo (mattina);
E-K, lunedì 29 marzo;
L–O, martedì 30 marzo;
P-R, mercoledì 31 marzo;
S-Z, giovedì 1° marzo.

 

Per chi riceve il pagamento delle pensioni con accredito sul conto corrente, l’accredito avviene il primo giorno bancabile del mese e quindi giovedì 1° aprile 2021.
Poste Italiane ricorda inoltre, per ogni opportunità, che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione, possono chiedere di ricevere a titolo gratuito le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.

 

Prevenzione malattie oncologiche
INPS: NUOVO SERVIZIO DI SCREENING DIAGNOSTICO GRATUITO
Lo stato di emergenza sanitaria, che ha generato un’enorme pressione sulle strutture e sulle risorse economiche del Servizio Sanitario Nazionale, ha comportato anche una riduzione dei servizi di prevenzione offerti ai cittadini, in particolare gli screening diagnostici periodici programmati dalle Asl. La diagnostica preventiva è essenziale per la prevenzione di alcune malattie molto diffuse. L’Inps ha perciò istituito, in via sperimentale, il nuovo servizio di screening gratuito per la prevenzione e la diagnosi precoce di malattie oncologiche, destinato ai dipendenti iscritti al Fondo Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e ai pensionati utenti che hanno un’età compresa tra i 58 e i 65 anni. Le patologie individuate sono le seguenti: tumori della pelle; tumori dell’apparato genitale maschile; tumori dell’apparato genitale femminile.
Alla prestazione si accede tramite partecipazione al bando di concorso, di cui è prevista la pubblicazione entro la fine del corrente mese di marzo.
Il contributo consiste in un voucher dotato di Qr Code stampabile o scaricabile su dispositivi elettronici e spendibile presso qualsiasi struttura accreditata con l’Inps per l’esecuzione di uno degli screening gratuiti. L’elenco delle strutture accreditate verrà pubblicato nella pagina dedicata al concorso.

 

Carlo Pareto

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