martedì, 18 Maggio, 2021

Pensioni, ok a proroga APE SOCIALE. Decontribuzione Sud, somministrazione, marittimi e tredicesime

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Pensioni
OK A PROROGA APE SOCIALE

Anche per il 2021 l’Ape sociale è stata confermata: la proroga è ufficiale ed è arrivata con l’approvazione dell’ultima legge di Bilancio 2021. Pure quest’anno, quindi, chiunque risulterà essere in possesso dei requisiti previsti potrà presentare la domanda di uscita dal lavoro anticipata e, quindi, richiedere la pensione prima del tempo.
Come funziona
L’Ape Sociale è stata introdotta per la prima volta con la legge di bilancio 2017, in via del tutto sperimentale, per accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni e soggetta a limiti di spesa.
Si tratta di un’indennità a carico dello Stato erogata dall’Inps a soggetti in particolari situazioni espressamente prefigurate dal legislatore, che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di prestazione pensionistica diretta in Italia o all’estero. L’indennità è corrisposta, su domanda, fino al raggiungimento dell’età prescritta per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento ricevuto anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.
L’indennità dell’Ape sociale decorre dal primo giorno del mese successivo all’inoltro della richiesta di accesso al beneficio ed è erogata ogni mese per dodici mensilità nell’anno, fino all’età prevista per l’ammissione alla pensione di vecchiaia, ovvero fino alla concessione di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.
Requisiti
L’Ape Sociale compete ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria dei lavoratori dipendenti o alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché a quelli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi o alla Gestione Separata, i quali:
si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale;
non abbiano più un lavoro a seguito di scadenza del contratto a tempo determinato, ma a condizione che abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi, hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno 3 mesi e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
assistono, al momento dell’istanza e da non meno di 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, oppure ancora un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con disabilità in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74% e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza dell’indennità, in possesso di almeno 36 anni di anzianità contributiva e che abbiano svolto da almeno sette anni negli ultimi 10 ovvero almeno sei anni negli ultimi sette una o più delle seguenti attività (cpsiddette gravose).
Sono considerate attività gravose (o lavori usuranti), per esempio, quelle espletate da operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, personale sanitario, facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia etc. (l’elenco completo è consultabile sul sito web dell’Inps)).
Importante, ai fini del riconoscimento dell’indennità, le condizioni contributive da soddisfare sono ridotte, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni.
La domanda
I soggetti che sono in possesso dei requisiti e interessati all’anticipo pensionistico tramite Ape Sociale devono, preliminarmente alla domanda di prestazione, presentare istanza di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro i termini. Contestualmente o nelle more dell’istruttoria della richiesta di riconoscimento delle condizioni di accesso all’Ape sociale, il soggetto può inoltrare la domanda di accesso alla prestazione.
Le domande, sia di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’Ape sociale, sia di ammissione al beneficio, devono essere indirizzate alle sedi territoriali Inps di competenza e trasmesse in modalità telematica utilizzando i consueti canali istituzionali.
Quanto spetta
L’indennità corrisposta al seguito del riconoscimento della pensione anticipata tramite Ape Sociale è pari:
all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, se inferiore a 1.500 euro;
pari a 1.500 euro, se la pensione è pari o maggiore di detto importo.
La quota dell’indennità non è rivalutata, né integrata al trattamento minimo e durante il godimento dell’indennità non compete contribuzione figurativa né gli assegni al nucleo familiare.
Va infine ricordatoe, che il trattamento cessa in caso di decesso del titolare e non è reversibile ai superstiti.

Lavoro
PANDEMIA HA ACCELERATO CAMBIAMENTI

“Il nostro rapporto condotto in itinere attraverso gli eventi della pandemia ha risentito innanzi tutto di un elemento fondamentale: un mondo del lavoro sempre più interconnesso ed una interdipendenza complessiva del sistema”. Così Tiziano Treu, Presidente del Cnel ha recentemente introdotto il rapporto sul mercato del lavoro, spiegando che l’analisi è stata allargata considerando anche i Bes, cioè gli indicatori di benessere, e considerando il lavoro autonomo ed il sommerso.
Queste innovazioni riflettono il fatto che la pandemia ha accelerato delle tendenze innovative del mercato del lavoro, tali da indurre una discontinuità rispetto al passato”, ha sottolineato Treu citando i diversi connotati che oggi assumono le diseguagliane ed i bisogni dei lavoratori.
Gli strumenti welfare vanno dunque ripensati in modo nuovo”, ha affermato il Presidente del Cnel, tenendo conto dell’incertezza che continua a sovrastare le nostre vite e del bisogno di protezione”.
La crisi drammatica prodotta dal Covid – ha aggiunto – colpisce in modo diverso i vari comparti, in particolare settori ad alta intensità di relazioni personali come il turismo, la ristorazione, le attività di cura ed i servizi in genere”, ha evidenziato l’ex Ministro del lavoro, precisando che la pandemia ha anche messo in luce le falle del nostro sistema di protezione sociale, sia negli ammortizzatori sia nel reddito di cittadinanza.
“La esplosione del lavoro digitale a distanza ha modificato i luoghi e il tempo delle attività umane” così come “la necessità di integrare fra loro politiche del lavoro, istituti della salute e cambiamenti del contesto socioeconomico”, mettendo in primo piano l’urgenza di “mettere in atto politiche e interventi coordinati in due comparti storicamente divisi come sanità e lavoro” e di misure “complesse di protezione e di promozione umana”.

Decontribuzione Sud
SOMMINISTRAZIONE, MARITTIMI E TREDICESIME

La Decontribuzione Sud, introdotta dal decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, è un’agevolazione che consiste nell’esonero dal versamento dei contributi pari al 30% della contribuzione previdenziale complessivamente dovuta dai datori di lavoro privati, e spetta dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020.
Facendo seguito alle istruzioni fornite con la circolare Inps del 22 ottobre scorso, n. 122, con il messaggio dell’11 gennaio 2021, n. 72 l’Istituto fornisce ulteriori chiarimenti sull’applicabilità dell’esonero alle tredicesime mensilità e sui riflessi nel regime della somministrazione di lavoro e del lavoro marittimo.
L’esonero spetta ai datori privati la cui sede di lavoro (anche sede secondaria o unità operativa) sia ubicata in una delle regioni cosiddette svantaggiate. Il beneficio non è riconoscibile quando il lavoratore in somministrazione, pur svolgendo la propria attività in unità operative dell’azienda ubicate in quelle aree, sia formalmente incardinato presso un’agenzia di somministrazione situata in una regione diversa da quelle dove si può usufruire dello sgravio.
Per quanto attiene i marittimi, le imprese armatoriali possono usufruire dell’esonero contributivo per i lavoratori che siano imbarcati su navi iscritte nei compartimenti marittimi ricadenti nelle regioni svantaggiate. Nello stesso messaggio vengono altresì indicate le tipologie di agevolazioni contributive di cui possono beneficiare le imprese armatoriali.
L’Inps precisa, infine, che la Decontribuzione Sud può trovare applicazione sulla tredicesima mensilità limitatamente ai tre ratei maturati nel periodo ottobre 2020-dicembre 2020.

Carlo Pareto

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