domenica, 28 Novembre, 2021

Pensioni, salta lo scalino di Opzione Donna

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Inps
QUATTORDICESIMA DICEMBRE 2021

Pensioni più alte e importi maggiorati in questo ultimo mese dell’anno per alcune categorie di soggetti pensionati: come ogni anno, infatti, l’Inps verserà (a chi risulta beneficiario) la quattordicesima spettante a chi non l’ha già ricevuta in precedenza a luglio. Alcuni, però, verranno esclusi e non percepiranno la somma aggiuntiva.
Quattordicesima: cos’è
La quattordicesima è una somma aggiuntiva alla pensione corrisposta dall’Inps a luglio o a dicembre di ogni anno. Compete ai pensionati di almeno 64 anni che hanno un reddito complessivo fino a un massimo di 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti fino al 2016 e fino a 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo lavoratori dipendenti dal 2017.
La legge di bilancio 2017 ha esteso il diritto alla somma aggiuntiva, nella misura prevista fino al 2016, a coloro che hanno un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld). Inoltre è stato incrementato l’importo della somma aggiuntiva spettante a coloro che hanno un reddito complessivo pari o inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fpld.
La misura della somma aggiuntiva, aggiornata con la legge di bilancio 2020, è pari a 1,5 volte/2 volte il trattamento minimo.
A chi compete la Quattordicesima
Il pagamento della quattordicesima viene effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni sulla base dei redditi degli anni precedenti.
Per coloro che perfezionano i requisiti richiesti entro il 31 luglio dell’anno di riferimento, la prestazione viene liquidata sulla rata pensionistica di luglio. Invece, per coloro che soddisfano le condizioni anagrafiche prescritte dal 1° agosto in poi, la corresponsione è effettuata con una successiva elaborazione sulla rata di dicembre dell’anno di riferimento.
In caso di trattamenti pensionistici spettanti per un numero limitato di mesi come, ad esempio, in caso di pensioni con decorrenza diversa dal 1° gennaio, ovvero di compimento del sessantaquattresimo anno di età nel corso dell’anno, il beneficio compete in proporzione ai mesi di vigenza della pensione o di possesso del requisito anagrafico.
La quattordicesima pertanto non sarà erogata a chi – ovviamente – l’ha già ricevuta, ma anche a coloro i quali percepiscono già la pensione di cittadinanza.
In ogni caso, l’Inps ha messo a disposizione degli utenti interessati un apposito servizio online per la consultazione del cedolino di dicembre 2021, che comprende anche la quattordicesima.

 

Inps
AL VIA LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE PER IL RISCATTO DI LAUREA

È recentemente iniziata la campagna di comunicazione dell’Inps per il riscatto di laurea, strumento con il quale i soggetti interessati possono intervenire sul loro futuro. Con il claim “La vita è fatta di due cose: ciò che accade e ciò che facciamo accadere” l’Inps pone l’accento sul fatto che il nostro futuro non dipende solo dalle circostanze ma anche dalle nostre scelte. Il riscatto del corso di laurea, infatti, è lo strumento che consente di trasformare gli anni di università in anni contributivi, e quindi integrare la posizione contributiva ai fini del diritto e del calcolo di tutte le prestazioni pensionistiche.
Il contributo da pagare cambia in relazione alle norme che disciplinano la liquidazione della pensione con il sistema retributivo o con quello contributivo (cioè dal 1° gennaio 1996), tenuto conto della collocazione temporale dei periodi oggetto di riscatto. Condizione necessaria è aver conseguito il titolo di studio. I periodi che non danno possibilità di riscatto sono quelli di iscrizione fuori corso o già coperti da contribuzione obbligatoria.
È un’opportunità anche per chi è inoccupato o non è iscritto a nessuna forma obbligatoria di previdenza. Oltre al riscatto di laurea ordinario, la normativa vigente prevede appunto la possibilità del riscatto di laurea agevolato, con un risparmio fino al 70% in meno rispetto a quello ordinario, ma solo per i periodi che si collochino nel sistema contributivo della futura pensione.
Sul sito dell’Inps è disponibile un simulatore che consente di avere informazioni personalizzate. Una simulazione orientativa del costo del riscatto, della sua rateizzazione, della decorrenza della pensione (con e senza riscatto) e del beneficio pensionistico stimato conseguente al pagamento dell’onere. Non sono richieste credenziali, basta inserire in modo anonimo alcuni dati. Si possono riscattare:

 

diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre);
diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a quattro anni e non superiore a sei);
diplomi di specializzazione, che si conseguono successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
laurea triennale, laurea specialistica e laurea magistrale;
diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM).

 

L’eventuale domanda dovrà essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • www.inps.it con il seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Portale riscatti-ricongiunzioni” (con accesso tramite SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale oppure Carta Nazionale dei Servizi oppure carta d’identità elettronica 3.0);
    Patronati e Intermediari dell’Istituto;
    Contact Center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico.
Pensioni
SALTA LO SCALINO DI OPZIONE DONNA

Salta lo scalino di Opzione donna. Nel testo finale della Legge di bilancio che sarà trasmesso al Parlamento, il requisito anagrafico per l’uscita anticipata delle lavoratrici, in possesso di almeno 35 anni di contributi, dovrebbe rimanere fermo a 58 anni anche per il prossimo anno.
Si ricorda che Opzione donna è stata confermata anche per il 2022 dalla Manovra, insieme alla novità di Quota 102 e alla proroga dell’Ape sociale con l’allargamento a nuove categorie di lavoratori gravosi.

 

Uscita è a 58 anni

L’uscita per Opzione donna resta a 58 anni (59 per le autonome). Il governo ha fatto un passo indietro e nel testo finale della riforma pensioni che approderà in Parlamento è sparito l’incremento dell’età anagrafica per l’uscita anticipata delle lavoratrici, in possesso di almeno 35 anni di contributi, dagli attuali 58 anni ai 60 anni (61 sempre il settore del lavoro autonomo).
Dal prossimo anno, quindi, le lavoratrici potranno ancora uscire dal lavoro con i requisiti previsti finora.

 

Requisiti

Opzione donna è la possibilità di uscita anticipata dal lavoro con l’assegno interamente contributivo. Questa misura previdenziale è riservata alle lavoratrici che hanno perfezionato 35 anni di contribuzione, al netto dei periodi di malattia, disoccupazione o prestazioni equivalenti, e hanno un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome).
Le lavoratrici che soddisfano le condizioni prescritte per poter accedere all’Opzione donna ricevono la pensione di anzianità a partire dai 12 o dai 18 mesi successivi alla data di maturazione delle stesse, a seconda che si tratti di dipendenti o di autonome.
Ai fini del conseguimento della pensione è assolutamente obbligatoria la chiusura del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.
Per il requisito contributivo vale la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata, fermo restando il requisito di 35 anni di contribuzione, al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti.

 

Le escluse

Opzione donna comporta il calcolo interamente contributivo della pensione, in cambio del forte anticipo concesso nell’uscita dal lavoro. Quindi non possono essere ammesse al beneficio:
le lavoratrici prive di contributi anteriori al 1996, in quanto integralmente assoggettate al calcolo contributivo;
le iscritte presso la gestione Separata, in quanto tutta la contribuzione presente in questa cassa è calcolata con sistema contributivo.
Le iscritte alla gestione Separata possono accedere all’Opzione donna solo se sono iscritte presso altre casse e se arrivano, presso queste gestioni, al requisito contributivo richiesto. A tale riguardo, è utile sapere che l’Inps non consente di ricongiungere la contribuzione accreditata presso la gestione Separata.

 

Istruzioni Inps
ESONERO PER ASSUNZIONI DI DONNE LAVORATRICI NEL 2021 – 2022

La legge di bilancio 2021 ha stabilito che per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022 è riconosciuto un esonero contributivo del 100%, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.
L’Istituto, con il messaggio del 5 novembre scorso, n. 3809, informa che dall’11 novembre 2021 è possibile presentare domanda di autorizzazione all’Inps, utilizzando il modulo “92-2012” presente all’interno del Cassetto previdenziale, e fornisce ai datori di lavoro che possono accedere al beneficio le istruzioni operative e contabili relative alla fruizione dell’esonero, limitatamente alle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel 2021. Possono fare domanda tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, compresi quelli del settore agricolo. Restano escluse le pubbliche amministrazioni e le imprese del settore finanziario.

Carlo Pareto

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