domenica, 28 Novembre, 2021

Per te non c’è speranza

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Tutti gli indicatori economici ci raccontano di un’Italia lanciata verso il benessere: peccato che il benessere non sia diffuso. Ahinoi, gran parte dei cittadini sono rimasti indietro, prima vittime della crisi finanziaria e poi della pandemia, si sono attestati un gradino sotto la povertà…per loro non ci sarà speranza di riscatto. Si parla spesso dei ‘garantiti’, cioè di quelle persone che negli ultimi due anni hanno percepito uno stipendio e speso meno degli anni precedenti, in quanto costretti a casa dal Covid; tutti cittadini che hanno accresciuto le rispettive ricchezze personali e con la ripresa sono pronti ad investirle sul mercato. Invece si parla meno, e spesso a sproposito, di chi bloccato in casa e privo di stipendio ha pesantemente eroso i suoi risparmi fino a rimanere senza il becco di un quattrino: cittadini che oggettivamente non possono partecipare alla cuccagna che pare abbia contagiato il Bel Paese. Sono i ‘senza speranza’, quelle persone a cui viene detto di stare ‘serene’ perché con le nuove politiche ambientali, e non solo, ci sarà spazio e benessere per tutti: basta avere pazienza! Intanto gli usurai portano via loro la casa; le banche non si sa bene cosa siano diventate rispetto a quelle che conoscevamo, mi riferisco a quando raccoglievano i risparmi per reinvestirli su coloro che volevano fare impresa. O meglio lo fanno, ma solo con chi possiede già un’attività e va talmente bene che prende i soldi solo perché costano meno che adoperare i propri: siamo sempre all’antico paradosso! Ebbene, per i non garantiti è preclusa ogni speranza di futuro: non si esce dalla spirale della miseria quando hai un lavoro precario da mille euro al mese, un figlio da mantenere e per giunta hai perso anche la nonna che con la sua pensione, anche se minima, contribuiva alle spese. Ogni tanto sei miseramente costretto ad andare alla Caritas in fila con quell’extracomunitario a cui una volta davi un paio di euro e a Natale un panettone. Oggi, anziché dare, sei tu a chiedere a tuo figlio di ritirarsi dall’Università perché possa trovare un lavoretto e sostituire il contributo dell’anziana deceduta. Certo, nessuno soffre più la fame e dorme per la strada, ma accidenti sono molte le famiglie finite in quel livello sociale dove rimarranno a tempo indeterminato. È l’unica cosa ‘indeterminata’ che ti rimane…altro che il lavoro! Una volta c’era la politica di sinistra che ti esortava ed allo stesso tempo ti aiutava, non avremmo mai ottenuto così tanti diritti senza di essa, ma ahinoi oggi non c’è più! Questo tipo di ‘attuale’ sinistra che, peraltro rimane solo nel nome, ormai ha rinunciato a stare in mezzo agli ‘ultimi’: semmai ne pretende il voto per quello che aveva fatto qualche decennio prima! Se non guardiamo con oggettività la situazione del momento, che ha allargato a dismisura la forbice sociale, non riusciremo ad avere la lucidità necessaria per analizzare la situazione e capire perché il 60% degli italiani alle ultime elezioni politiche ha votato partiti come il Movimento 5Stelle, la Lega e soprattutto il partito di Fratelli d’Italia che, almeno dai sondaggi, sembra essere in ascesa e diventata la prima forza politica del Paese! La sinistra, o presunta tale, sembra abbia assunto l’aria da capoclasse che vuole insegnare le buone maniere a tutta l’aula ed a volte anche alla maestra e perfino al preside. Una sinistra ostinata e convinta che sia necessario sottoporsi al terzo grado per avere il latte e il pane dai servizi sociali, piuttosto che rateizzare la bolletta della luce, e Dio sa quanto ce ne sarà bisogno.
No caro povero credo davvero che per te non ci sia più speranza…forse è anche per questo che voti a destra!

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