martedì, 13 Aprile, 2021

A SCUOLA DI POLITICA

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“Alimentare l’interesse verso la cosa pubblica, verso i partiti e contribuire per rafforzare le competenze di giovani dirigenti e amministratori. E infine, arginare l’idea di approssimazione che spesso si percepisce nella gestione politica dei partiti e delle amministrazioni pubbliche. Questi sono alcuni degli obiettivi della nostra scuola di formazione politica”. Cosi il segretario socialista Enzo Maraio ha aperto la conferenza stampa per presentare la prima scuola di formazione politica del Psi dedicata a Carlo Tognoli. Alla conferenza hanno partecipato anche il Direttore della Scuola, Vincenzo Iacovissi, il Coordinatore degli amministratori socialisti e Sindaco di Fano, Massimo Seri, e il Segretario dei Giovani socialisti, Enrico Maria Pedrelli.

 

Rispondere alle esigenze politiche

Una presentazione che arriva, come ha ricordato Maraio in apertura, nel giorno successivo della scomparsa del compagno Roberto Riccomi, che ha speso una vita di impegno all’interno del Partito. “Un socialista doc”. Una scuola, ha detto Maraio, in cui non si parlerà solo di teoria politica ma che sarà indirizzata anche ai giovani amministratori. Questa iniziativa del Partito si pone “l’obiettivo di rispondere ad esigenze politiche che registriamo in questo momento. Anche per questo – continua Maraio – stiamo preparando una conferenza programmatica per i prossimi mesi. Siamo in un periodo di crisi della rappresentanza e dei valori. La crisi dei partiti è evidente con l’avanzata imperante di un populismo diffuso che ha portato l’Italia a un arretramento culturale e politico dagli effetti nefasti. Organizzare una scuola politica in questo momento vuol dire dare una risposta forte all’antipolitica. Una scuola che da una parte vuole alimentare la sete di risposte e di conoscenza per la cosa pubblica e dall’altra arginare la crisi del vuoto di rappresentanza”.

 

Un contributo per i giovani

Un modo, ha aggiunto ancora Maraio, per “dare un nostro contributi ai giovani e agli amministratori che impegnano ogni giorno con passione e dedizione”. Un lavoro concreto e pragmatico ma nel quale non saranno tralasciati alcuni “aspetti e cenni storici” del nostro Paese. Il segretario socialista ha poi proseguito spiegando i contenuti della scuola di formazione: “Dalle nuove frontiere della comunicazione alla conoscenza degli assetti istituzionali e delle competenze degli enti locali, passando per un approfondimento delle nozioni di storia politica del nostro paese”.

 

Una scelta strategica per il futuro

Infine Maraio ha spiegato perché la scelta di intitolare la scuola Carlo Tognoli. “Non solo per una scelta di riguardo verso un interprete di una stagione importante del socialismo municipale, ma anche una scelta strategica dei socialisti per il futuro”. “La storia del municipalismo riformista – ha detto ancora – è intrisa di socialismo, che ha avuto un grande ruolo per lo sviluppo delle comunità e per la modernizzazione del paese. In questa direzione la formazione dei nostri giovani è condizione necessaria per rimettere il Paese sulla strada maestra per le nuove sfide del presente e del futuro”. Insomma “nella palude dei partiti – ha concluso Maraio – c’è ancora un partito che pensa di investire sui giovani e sul capitale umano per raccogliere le sfide del futuro. Impegnati per alimentare le speranza. I meriti e bisogni cui si parlava un tempo”.

 

L’elogio dell’incompetenza

Vicenzo Iacovissi ha preso la parola dopo Maraio gettando luce su una triste situazione figlia dell’antipolitica. Un vero paradosso, quello “dell’elogio della incompetenza e del dilettantismo di cui ci si è fregiati in questi anni”. “Noi – ha detto Iacovissi – andiamo in controtendenza formando questa scuola. Dovremo fare i conti con la pandemia. La scuola svolgerà le proprie lezioni da remoto. Ma resta la forte soddisfazione per le tante iscrizioni (già 220), conferma che i giovani, ma non solo, sentono la necessità di colmante alcune loro lacune. L’obbiettivo è di aiutare la formazione di giovani che si affacciano alla politica ma anche quelle di amministratori che già si impegnano in ambiti importanti della società e che hanno bisogno di approfondire alcuni aspetti per meglio rispondere alle esigenze del nostro tempo. Lezioni teoriche ma anche strumenti per chi già svolge attività amministrativa. Si partirà il 7 aprile, con lezioni settimanale di un’ora e mezza”.

 

Tanti gli argomenti

Iacovissi ha ricordato alcuni dei tanti temi che saranno trattati nelle lezioni. “Dalle tecniche di comunicazione alla presentazione delle liste elettorali. Approfondimenti teorici sulle origini del socialismo municipale. Ma anche lezioni sull’Europa e il recovery fund, su come sono strutturati i fondi comunitari e su come vi si accede. Poi il funzionamento delle assemblee legislative. Insomma i temi sono tanti. E sono temi che chi si affaccia al mondo della politica non può non conoscere”. Tra i tanti a cui sono affidate le lezioni anche  Gennaro Acquaviva e Ugo Intini.

 

La politica e i giovani

Enrico Maria Pedrelli, segretario della Fgs, ha puntato il suo intervento sui giovani. “Spesso – ha detto – sono lontani dalla politica però quella piccola parte di loro che si interessa cerca la qualità, perché sanno che in politica è essenziale. Quindi questa è un’ottima iniziativa. La scuola del socialismo municipale deriva dal fatto che i socialisti usano da sempre lo strumento dei comuni per attuare il cambiamento sociale. Ma per fare questo serve preparazione. Non solo formazione politica ma anche tecnica”.

 

 

Amministratori, punto di forza del Psi
“Gli amministratori – ha detto in conclusione Massimo Seri – sono il punto di forza dei socialisti e del Psi. Con questa scuola di formazione vogliamo raccontare le migliori best practies dei comuni per offrire ai nostri amministratori locali i migliori strumenti per la loro azione sui territori.

 

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