martedì, 3 Agosto, 2021

Petrolio, l’OPEC taglia la produzione. Prezzi restano stabili

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L’OPEC, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) e gli altri esportatori che compongono l’OPEC+ hanno deciso di estendere l’accordo sui tagli alla produzione di petrolio fino al 31 dicembre 2022.

I Paesi OPEC+, dopo la recente riunione virtuale, con una nota hanno comunicato l’estensione della decisione adottata nella decima riunione ministeriale dell’OPEC e non (aprile 2020) fino al 31 dicembre 2022.
I rappresentanti del cartello petrolifero OPEC + si sono riuniti, dopo più di un anno, in videoconferenza per concordare i tagli alla produzione di petrolio dal prossimo mese di agosto.

Come ha confermato il segretario dell’OPEC, si tratta della 19a riunione ministeriale dell’OPEC+ che è iniziata sotto la presidenza del principe Abdul Aziz Bin Salman, ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita. I co-presidenti dell’evento sono il vice primo ministro russo Alexandr Novak, il presidente dell’OPEC e il ministro delle risorse minerarie e del petrolio dell’Angola, Diamantino Pedro Azevedo e il segretario generale dell’OPEC Mohammad Barkindo.
Indubbiamente, il taglio della produzione di petrolio consente di mantenere i prezzi più alti stabilizzando i profitti su base unitaria, ma non in valore assoluto.
Ormai, sappiamo che gradualmente il petrolio viene sostituito dalle energie alternative. Diminuendo la domanda di petrolio i prezzi, a parità di offerta, sarebbero destinati a scendere. Questo spiegherebbe la necessità di ridurre l’offerta di petrolio per mantenere i prezzi stabili.
Invece con grande sorpresa i produttori mondiali di petrolio hanno raggiunto l’accordo in seno all’Opec+ per aumentare la produzione a partire da agosto. La decisione sblocca di fatto lo stallo con gli Emirati Arabi Uniti che avevano bloccato l’accordo per incrementare la produzione.
L’accordo raggiunto ieri, al vertice Opec+ iniziato domenica scorsa per aumentare la produzione di petrolio a partire da agosto, ha spinto al ribasso i prezzi del greggio all’avvio dei mercati. Il petrolio Wti del Texas scende dello 0,91% a 71,1 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord perde lo 0,8% a 73 dollari.
Come al solito, i prezzi al consumo scenderanno in misura minore rispetto al greggio ed i profitti dei petrolieri aumenteranno in valore assoluto.
Nello scenario OPEC+ predomina la logica del profitto, anziché il soddisfacimento ed il rispetto dei bisogni dell’umanità e dell’ambiente terrestre in cui viviamo.

 

Salvatore Rondello

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