sabato, 23 Ottobre, 2021

PIANO VACCINI IN ARRIVO

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La situazione legata alla pandemia di Covid-19 resta grave in Europa, ma l’arrivo del vaccino potrebbe essere imminente.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, intervenendo al Parlamento europeo, ha detto: “I primi cittadini europei potrebbero essere vaccinati prima della fine di dicembre. So che chi ha negozi, bar, ristoranti vuole la fine delle misure di confinamento ma dobbiamo trarre insegnamento dal passato per evitare di ripetere gli stessi errori e un rilassamento troppo celere ed eccessivo diventa un rischio per una nuova ondata dopo Natale. Settimane fa io dicevo che questo Natale sarà diverso ma questo sarà anche un modo di dimostrare solidarietà agli altri Stati membri”.
La tedesca ha annunciato: “L’esecutivo Ue ormai ha stipulato contratti con sei società, ovvero le case farmaceutiche che hanno fatto passi da giganti per arrivare alla dose immunizzante in meno di un anno: AstraZeneca, Sanofi-GSK, Johnson & Johnson, BioNTech/Pfizer, CureVac e Moderna. Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel”.
Poi, la presidente ha indicato agli eurodeputati la strada per uscire dall’incubo Covid: “Ciò che conta ora sono le vaccinazioni. Gli Stati membri devono prepararsi adesso”.
Sui piani nazionali richiesti dalla Commissione europea da oltre un mese, Bruxelles mantiene il riserbo anche per non mettere in imbarazzo i Paesi membri. Ma è risaputo che alcuni Governi mancano all’appello di chi ha già fatto i compiti a casa e il commissario straordinario Domenico Arcuri si starebbe ancora occupando del dossier italiano.
Secondo le dichiarazioni della Von der Leyen ci sarebbe una imponente organizzazione: “Stiamo parlando di milioni di siringhe e della catena del freddo, dell’organizzazione dei centri di vaccinazione e della formazione del personale. Gli Stati membri devono preparare la logistica per l’eventuale dispiegamento di centinaia di milioni di dosi, perché questo è il nostro biglietto per uscire dal tunnel della pandemia”.
Dall’arrivo a destinazione del ’treno’ Ue dipendono le sorti, non solo economiche, ma anche politiche, del ‘progetto’ europeo. Commissione e Parlamento non fanno ormai mistero che dalla crisi pandemica bisogna apprendere la lezione che serve un sistema sanitario integrato, o per lo meno coordinato, capace di superare le crisi con la solidarietà interna, come già avviene in parte tra Germania e Stati vicini, con il trasferimento all’interno dei confini tedeschi dei troppi pazienti delle terapie intensive in Belgio e Olanda.
Ma le due istituzioni di Bruxelles dovranno convincere anche il Consiglio, dove sono rappresentati i Governi nazionali. Mai contenti di cedere pezzi della propria sovranità.
La Commissione europea tira dritto nella strategia di accaparramento di dosi vaccinali, puntando su un altro ‘cavallo’ finora vincente nella corsa tra case farmaceutiche che puntano a liberare l’umanità dall’incubo Covid traendone un grande profitto. Oggi è stata la volta di Moderna, società americana con sede nel Massachusetts, il cui vaccino, secondo i risultati degli studi clinici, potrebbe essere altamente efficace contro il Covid-19.

La presidente Ursula von der Leyen ha annunciato il nuovo contratto: “Ci permetterà di acquistare fino a 160 milioni di dosi, innalzando la quota di vaccini riservati all’Ue. Se si tiene conto di tutte le dosi ‘prenotate’ finora con cinque diverse case farmaceutiche si arriva a circa 1,56 miliardi di somministrazioni alle quali si aggiungeranno presto i vaccini di CureVac”.
Il contratto quadro con la casa farmaceutica tedesca, ancora non concluso ma anticipato dalla Commissione, dovrebbe portare negli ospedali e nelle farmacie europee altre 225 milioni di dosi, innalzando la scorta farmaceutica totale a poco meno di 1,8 miliardi di somministrazioni, quasi quattro per ogni cittadino europeo. In questo conteggio rientrano anche le dosi virtualmente non acquistate dall’Ue, ma per le quali Bruxelles ha firmato un contratto di opzione. Ad esempio, l’intesa con l’anglo-svedese Astra-Zeneca prevede un acquisto iniziale di 300 milioni di dosi con un’opzione per ulteriori 100 milioni di somministrazioni.
Anche senza tenere conto delle dosi ‘opzionate’, il numero di somministrazioni a disposizione dei cittadini Ue supera già il miliardo di unità. Bruxelles ha diversificato l’offerta farmaceutica con i cinque player del settore che promettono i risultati migliori nel breve periodo: AstraZeneca, Sanofi-GSK, Johnson & Johnson, BioNTech/Pfizer e Moderna.
A queste si dovrebbe aggiungere presto anche la tedesca CureVac, destinataria delle attenzioni americane da metà marzo quando, stando ad alcune fonti mai confermate dai diretti interessati, il presidente Usa, Donald Trump, avrebbe offerto un miliardo di dollari per trasferire i laboratori (e soprattutto i brevetti) dall’altra parte dell’Atlantico. L’intervento tedesco prima ed europeo poi fermò il cambio di casacca in quella sfida al vaccino che all’epoca era solo alle battute iniziali.
Il margine di tranquillità raggiunto da Bruxelles sul numero di dosi permette all’Unione di concentrarsi già sulle strategie di distribuzione dei vaccini anti-Covid e sulla possibile destinazione delle eventuali eccedenze verso i Paesi che non fanno parte dell’Unione europea.
La Von der Leyen ha detto: “Vogliamo garantire che tutti abbiano accesso ai vaccini, ovunque nel mondo. Questo è il motivo per cui da maggio abbiamo raccolto quasi 16 miliardi di euro per test, trattamenti e vaccini contro il coronavirus a livello globale. Assieme agli altri Paesi che contribuiscono al protocollo Covax, l’obiettivo è garantire i vaccini per i Paesi a basso e medio reddito”.
La presidente della Commissione Ue ha fatto capire anche l’importanza strategica del portafogli vaccinale garantito da Bruxelles, che si prepara come può a gestire la difficile fase post-vaccino, quando si dovrà decidere chi avrà la precedenza nella nuova lotta per l’immunizzazione globale.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha detto: “Dobbiamo resistere ancora per alcuni mesi, ma Covid verrà sconfitto grazie alla ricerca scientifica. La conclusione della sperimentazione dei vaccini e la loro distribuzione, ci consentirà di aprire una fase diversa. Io sarò in Parlamento il 2 dicembre per presentare il piano strategico dei vaccini che stiamo costruendo. L’Italia ha iniziato a lavorare dal mese di maggio per promuovere un’iniziativa europea nel campo dei vaccini. E’ stato il primo motore dell’iniziativa della Commissione europea che ha iniziato a costruire contatti con le aziende farmaceutiche che stanno sviluppando vaccini. Non possiamo permetterci un’altra ondata all’inizio del 2021, per questo deve rimanere la massima prudenza”.

Secondo Speranza: “La situazione è ancora molto seria con una pressione ancora significativa sul Servizio sanitario nazionale, la circolazione del virus è ancora alta e quindi non possiamo abbassare la guardia. E’ tuttavia vero che da alcune settimane si vedono dei segnali incoraggianti, con l’Rt sceso da 1,7 a 1,4, 1,18 nella scorsa settimana, ed è possibile che in questa settimana ci sia ancora un numero più basso. L’Rt più basso si traduce in una situazione più incoraggiante anche per accessi ai pronto soccorso e posti letto occupati in area medica e terapia intensiva, dove si inizia a segnalare un primo elemento di controtendenza. La situazione è quindi molto seria, non possiamo abbassare la guardia e permetterci leggerezze. Le misure che abbiamo adottato nelle ultime settimane stanno iniziando a dare degli effetti. Abbiamo un segnale di stabilizzazione e riduzione dell’Rt, che è il primo segnale di una pressione che sarà più bassa nelle prossime settimane. La partita è ancora molto dura, ma stiamo percorrendo la strada nella direzione giusta, senza commettere leggerezze e fughe in avanti”.
Speranza ha ribadito: “Grandissima fiducia nelle agenzie regolatorie preposte a garantire la sicurezza dei vaccini, che in Europa e Italia sono l’Ema e l’Aifa. Quando avranno completato il percorso, il vaccino reso disponibile sarà un vaccino sicuro, e noi dovremo lavorare per costruire una campagna di vaccinazione molto larga nel nostro paese. Non arriverà subito per tutti, ma all’inizio si avranno alcune milioni di dosi. Ad esempio da Pfizer ne arriveranno 3,4 milioni, e poiché ne servono due a persona, si potranno vaccinare 1,7 milioni di persone. Partiremo da categorie più a rischio di prendere virus, come personale sanitario, anziani e chi ha più patologie. E’ il percorso che ci consentirà di aprire una fase diversa”.
Speranza ha precisato: “A differenza degli altri vaccini, il cui acquisto viene fatto a livello regionale, per l’anti-Covid l’acquisto sarà centralizzato e gestito dallo Stato. Numerosi contratti sono stati sottoscritti e altri saranno firmati a breve. Come Italia avremo il 13,65% dei vaccini già opzionati in sede europea. Abbiamo presentato al Parlamento, sia alla Camera che al Senato,  un piano che potrà essere finanziato con tutte le leve di cui disponiamo, con il Bilancio dello Stato, il Recovery fund e il Mes, che per me è uno strumento a cui bisogna guardare con assoluta serenità. Bisogna chiudere con la stagione dei tagli e aprire una nuova grande stagione di investimenti”.
Ancora molte incertezze e confusione sulla spesa per i vaccini e sul loro grado di efficacia. Di certo c’è la corsa ad un grande accaparramento dell’Ue, ma nulla è emerso per quanto riguarda il vaccino italiano della ReiThera di Castelromano che, con risultati soddisfacenti, sta portando avanti la sperimentazione presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma.

Salvatore Rondello

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