lunedì, 17 Maggio, 2021

Nenni, 130 anni fa nasceva l’uomo del secolo

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Il 9 febbraio del 1891, centotrenta anni fa, nasceva a Faenza l’uomo del secolo: Pietro Nenni. La sua biografia riassume quasi tutta la storia del ‘900 del nostro Paese. Quasi un secolo vissuto da protagonista, sempre alla guida del popolo socialista, con fede immutata nell’emancipazione della classe lavoratrice. Pietro Nenni per molti militanti e simpatizzanti del Psi ha rappresentato un vero e proprio mito, con la sua voce roca e tonante, con il basco contadino e la faccia rassicurante, aveva una capacità di mettersi in contatto diretto con le masse che affollavano i suoi comizi. La vita di Nenni è sempre stata in prima linea: leader della settimana rossa, al fronte da interventista (poi ci ripenserà) durante la prima guerra mondiale, in prima linea nella lotta al fascismo in Italia, durante l’esilio francese e in Spagna e nella ricostruzione democratica del nostro Paese. Tutto è stato mutevole nella sua vita come ci ricorda il suo biografo Tamburrano: “Nenni ha fatto cento lavori; è passato dal giornalismo al sindacalismo; è stato dirigente politico, scrittore e agitatore; in politica da repubblicano a socialista, da nazionalista ad internazionalista, da anticlericale ad alleato dei “democristi”, da filocomunista ad anticomunista. Disse una volta: “Non ho mai avuto la cretina ambizione di non mutare pensiero. Sono nato troppo povero per essere avviato agli studi, ho formato la mia educazione spirituale sul grande libro della vita che è così mutevole”.
Ha rischiato più volte la vita e la deportazione in Germania nel 1943 ed ha perso la figlia Vittoria nel campo di concentramento di Auschwitz.

Abile giornalista, coniatore di slogan e aforismi che sono passati alla storia, politico di razza è stato protagonista di grandi ed illuminanti battaglie: la vittoria della Repubblica (il sogno di una vita), la stagione delle riforme e dei diritti durante i governi di centrosinistra, il referendum sul divorzio. Battaglie condotte per l’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza e crogiuolo dei migliori valori di libertà, pace e democrazia per i quali Nenni ha lottato una vita. Grandi vittorie ma anche amare sconfitte. Le scissioni (il dramma della mia vita), la sconfitta del Fronte Popolare. Ma Nenni ha saputo rialzarsi e trovare nell’autocritica la forza per andare avanti e per guardare con fiducia al futuro del Partito, della classe lavoratrice e del Paese.
La biografia di Nenni è inequivocabilmente legata all’Avanti! – “il maggiore impegno della sua vita di militante” – per quasi sessant’anni. Entra al giornale nella primavera del 1921, cento anni fa, quando il direttore Serrati il 29 marzo gli propone di diventare corrispondente del giornale da Parigi (a 1.800 franchi mensili). Serrati era rimasto favorevolmente colpito dal coraggio del giovane pubblicista, accorso a difendere la sede dell’Avanti! di Milano da un violento attacco fascista. Due anni dopo prenderà in mano il quotidiano e in molti rimarranno impressionati dalla sua rapida “scalata” al giornale. Prenderà in mano anche il Partito che rischiava di sparire con la fusione con i comunisti (Una bandiera non si getta in un canto come cosa inutile) e lo guiderà nella lotta al fascismo e nell’Italia democratica.
Il suo archivio e la biblioteca personale sono conservati dalla Fondazione Pietro Nenni a Roma, istituzione culturale costituita dopo la sua morte che oggi rappresenta un punto di riferimento per studiare ed approfondire la storia e i temi del riformismo italiano.

 

Antonio Tedesco

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