lunedì, 2 Agosto, 2021

Portogallo, Costa ‘garofano’ all’occhiello d’Europa

0

Qualcuno lo ha definito il miracolo portoghese. Ma i paragoni religiosi sono francamente fuori luogo. In realtà quello compiuto dal Premier Antonio Costa è laicamente parlando un miracolo socialista fatto con il buongoverno. Quando nel 2015 Costa, leader e segretario del Partito socialista, divenne Primo Ministro di un Governo raccogliticcio di sinistra, pochi pronosticarono la sua tenuta di fronte a una situazione economica non brillante e a una opposizione di destra che si qualificava per le sue ricette liberiste e conservatrici e che godeva dell’appoggio della Chiesa. Il Pertogallo era davanti a un bivio: o impostare le riforme necessarie per la sua ripresa e inserirsi in una dimensione europea o vivere di assistenza rischiando di precipitare in una contingenza negativa che l’avrebbe trascinato non lontano da una situazione come quella attraversata dalla Grecia, ai margini dell’Unione Europea. Con tenacia e capacità politica Antonio Costa è riuscito a procedere sulla strada del riformismo e dell’ammodernamento e su quella dell’equità e della promozione sociale. Ha vinto la sfida determinante di riuscire a risanare il bilancio e sostenere le spese per venire incontro ai redditi più bassi. Ha aumentato il salario minimo e ridotto l’orario di lavoro per i pubblici dipendenti e nello stesso tempo ha abbassato alcune tassazione che colpivano i ceti produttivi e il terziario. Anche nel settore dei diritti civili sono state approvate dal Parlamento normative che tutelano gli omosessuali e recentemente anche l’eutanasia per persona in grave stato di sofferenza fisica con il rispetto dell’obiezione di coscienza per il personale sanitario contrariò. La cartina di tornasole di questo trend positivo di Governo sono state le elezioni del 2019 che hanno visto il trionfo del Partito socialista giunto in Parlamento a soli dieci seggi dalla maggioranza assoluta. E così una coalizione che nel 2015 veniva definita “un trabiccolo” e che coinvolge i socialisti e due formazioni di estrema sinistra si è stabilizzata e ha acquistato un consistente peso politico. Per Costa non è stato tutto facile ma fondamentale è risultato il suo approccio socialista liberale sul quale si sono dovuti allineare i suoi alleati. Con questo approccio sono stati affrontate anche le emergenze più gravi oltre a quella economica e sociale: la pandemia da coronavirus e, anche se in Portogallo le dimensioni sono diverse rispetto a noi,quella dei migranti. Molto importante è stato anche il buon e costruttivo rapporto tra il Premier e il Capo di stato della Repubblica semipresidenziale lusitana Marcelo Rebelo de Sousa, di estrazione politica di centrodestra. Costa all’inizio dell’ anno è diventato anche Presidente del Consiglio Europeo, cosa che ha accresciuto ancora di più la sua popolarità e il suo peso internazionale. Ha voluto caratterizzare questo ruolo che terminerà a fine giugno concentrandosi su tre priorità: la ripresa grazie alle transazioni climatiche e digitali, l’attuazione del pilastro sociale dell’Unione Europea e il rafforzamento dell’autonomia strategica. Nonostante la presenza della pandemia, che ha inevitabilmente attirato l’attenzione maggiore degli Stati membri, si è impegnato coraggiosamente per cercare di fare riprendere all’Europa un percorso di rilancio e di crescita. Ha cercato di riproporre in Europa la ricetta riformista, socialista e liberale attuata a Lisbona. Una ricetta che continua a funzionare se è vero che Ursula von der Leyen ha consegnato pochi giorni fa Antonio Costa e al Portogallo, primo fra gli Stati membri, la valutazione positiva della Commissione sul piano di utilizzo dei fondi del Recovery fund. Un ulteriore riscontro dell’azione di Governo del leader socialista portoghese.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply