domenica, 28 Novembre, 2021

Prepensionamenti scuola 2022, le indicazioni dell’Inps

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Assegno temporaneo per i figli minori
DOMANDA PROROGATA FINO AL 31 OTTOBRE

 

Con il messaggio Inps del 5 ottobre scorso, n. 3340, l’Istituto ha informato che il termine di presentazione delle domande per accedere alle mensilità arretrate di Assegno temporaneo per i figli minori (AT), inizialmente previsto il 30 settembre, è stato prorogato al 31 ottobre 2021.
Per le domande presentate fino al 31 ottobre 2021, quindi, saranno corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio 2021, mentre successivamente a questa data l’Assegno temporaneo sarà erogato a decorrere dal mese di presentazione della domanda.
Il termine ultimo, oltre il quale non sarà più possibile inoltrare la richiesta di Assegno, resta comunque fissato al 31 dicembre 2021.
L’Assegno temporaneo per i figli minori è stato introdotto, quale misura “ponte”, dal decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, in attesa dei decreti legislativi attuativi dell’Assegno unico.
La circolare Inps del 30 giugno 2021, n. 93 ha già fornito le indicazioni sulle caratteristiche della misura, sui requisiti per accedere, su modalità e termini di presentazione delle relative istanze.

 

Prepensionamenti scuola 2022
CIRCOLARE MINISTERO ISTRUZIONE – INPS: INDICAZIONI

 

Il Ministero dell’Istruzione, con la circolare ministeriale del 1° ottobre scorso, n. 30142, condivisa con l’Inps, ha fornito indicazioni operative relative alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022.
Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio per il personale docente, educativo e A.T.A è fissato al 31 ottobre 2021, mentre per i dirigenti scolastici è fissato al 28 febbraio 2022.
Gli interessati devono presentare domanda di cessazione entro il 31 ottobre 2021, utilizzando la procedura telematica POLIS “istanza online”, disponibile sul sito del Ministero.
Le successive istanze di pensione, invece, devono essere inotrate online direttamente all’Inps, utilizzando uno dei sistemi di autenticazione (Spid, Cie, Cns) o tramite il Contact Center integrato (al numero 803 164) o attraverso l’assistenza gratuita dei Patronati.
Con riferimento a coloro che presenteranno richiesta di cessazione, gli Ambiti territoriali provinciali del Ministero e le istituzioni scolastiche dovranno:
definire, entro il 14 gennaio 2022, le domande di ricongiunzione, riscatto e computo, prodotte entro il 31 agosto 2000 e non ancora definite;
supportare l’Inps nella sistemazione delle posizioni assicurative tramite l’utilizzo prevalente dell’applicativo Nuova Passweb.
Le domande di riscatto, ricongiunzione e computo che, a seguito di specifici accordi con l’Istituto, sono state digitalizzate e trasferite all’Ufficio centrale Estratto Conto della Direzione Generale Inps, saranno definite da questo Ufficio, che si occuperà anche della sistemazione delle relative posizioni assicurative.
L’accertamento del diritto alla pensione sarà effettuato dalle sedi Inps entro il 20 aprile 2022. La circolare, inoltre, fornisce indicazioni operative sull’anticipo del  Tfs e Tfr (art. 23, decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4), illustrando anche gli adempimenti amministrativi relativi alla trasmissione dei dati utili alla liquidazione dei trattamenti stessi.
Per ulteriori approfondimenti sono comunque consultabili la circolare ministeriale del 1° ottobre 2021, n. 30142 e la tabella riepilogativa dei requisiti pensionistici.

 

Cessione del quinto
ONLINE DOMANDA DI RIMODULAZIONE ED ESTINZIONE

Nell’ambito del processo di gestione dei finanziamenti da estinguersi dietro cessione fino al quinto della pensione (cd. cessione del quinto) è stata di recente rilasciata l’implementazione procedurale della “Domanda di rimodulazione piano per estinzione anticipata parziale”, una nuova funzione telematica Inps per la rimodulazione del piano di ammortamento. La nuova procedura Inps, qualora il pensionato manifesti la volontà di estinguere anticipatamente un finanziamento tramite cessione del quinto della pensione, permette agli intermediari finanziari aderenti alla Convenzione con l’Inps di richiedere, con modalità telematica, una rimodulazione del contratto di finanziamento in corso di ammortamento, che può consistere: nella riduzione dell’importo della rata; e/o nell’anticipazione della scadenza del piano di ammortamento. In questo modo l’Istituto supera le prassi di gestione manuale, che restano però confermate per le società in regime di accreditamento, non aderenti alla Convenzione con l’Inps. A differenza del “rinnovo cessione da parte della stessa finanziaria”, c.d. rinnovo interno, l’estinzione parziale di un finanziamento non implica, per la società cessionaria e per il pensionato cedente, la sottoscrizione di un nuovo contratto, ma la rimodulazione di quello originario ai fini del rimborso della quota residuale del debito e, nello specifico, una rimodulazione della parte relativa alle clausole contrattuali che stabiliscono l’importo della rata e/o la scadenza del piano di ammortamento.
L’Istituto, quindi, con il messaggio del 5 ottobre scorso, n. 3339 ha reso noto che, nell’ambito del processo di gestione dei finanziamenti estinguibili da cessione fino al quinto della pensione, è stata realizzata e rilasciata online la nuova funzione denominata “Domanda di rimodulazione piano per estinzione anticipata parziale”.
La nuova funzione, permette al debitore di restituire anticipatamente una parte residuale di un finanziamento, così come previsto dalla legge.
Attraverso la procedura, qualora il pensionato manifesti la volontà di estinguere anticipatamente un finanziamento, gli intermediari finanziari aderenti alla convenzione con l’Inps possono richiedere, con modalità telematica, una rimodulazione del contratto di finanziamento in corso di ammortamento , che può consistere nella riduzione dell’importo della rata e/o nell’anticipazione della scadenza del piano di ammortamento.
Sono perciò da ritenersi superate le prassi di gestione manuale, che restano confermate per le società in regime di accreditamento non aderenti alla convenzione con l’Istituto.
La funzione, è fruibile dagli intermediari finanziari all’interno, dei servizi “Cessione Quinto”, tramite Web Service e Web Applicationed è riservata esclusivamente alle società in regime di convenzionamento. Il messaggio, inoltre, indica le modalità per la presentazione della domanda, descrive il flusso procedurale e ricorda che il contratto di finanziamento può essere rimodulato a condizione che sussistano i requisiti richiesti.
Aggiornamento tassi di interesse
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro ha di recente indicato i nuovi Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari e rilevati dalla Banca d’Italia, in vigore per il periodo dal 1° ottobre 2021 al 31 dicembre 2021.
Conseguentemente, Con messaggio del 5 ottobre 2021, n. 3341, l’Istituto riporta il valore dei tassi da applicarsi nel periodo indicato per i prestiti estinguibili con cessione del quinto dello stipendio e della pensione e i tassi soglia TAEG per i prestiti estinguibili con cessione del quinto della pensione in regime di convenzionamento.

 

Pensioni
RISCHIO DECURTAZINE ASSGNI PER I LAVORATORI SENZA GREEN PASS

la linea di fermezza dell’Esecutivo nei confronti dei lavoratori pubblici e privati (circa 20 milioni) sprovvisti di Green pass potrà avere delle ricadute a lungo termine pure sull’assegno pensionistico, che vale la pena analizzare. La sanzione di sospensione prevista dal decreto del Governo, incidendo su anzianità di servizio e montante contributivo finirà, di conseguenza, coll’influire anche sulla pensione. Questo perché l’assenza viene considerata ingiustificata e, quindi, al pari di un periodo non lavorato privo di contribuzione.
Le conseguenze
Le nuove disposizioni sull’obbligatorietà del Green pass per i lavoratori del settore pubblico e di quello privato non sono dunque esenti da contraccolpi derivanti. Per chi infatti è sprovvisto di certificazione verde Covid, ma si reca al lavoro, al momento di un eventuale controllo andrà incontro ad una sospensione.
L’alternativa, a ciò, rimane quella di sottoporsi ad un tampone ogni 48 ore, atteso che nemmeno lo smart working è stato ammesso per i dipendenti non vaccinati.
La sospensione del lavoratore, pertanto, verrà comunque trattata al pari di un’essenza ingiustificata e, in quanto tale, avrà delle ripercussioni negative su: stipendio e anzianità lavorativa e contributiva. In pratica, per i giorni di assenza non spetterà la relativa retribuzione né altro compenso o emolumento.
Cosa cambia
Riepilogando, per esaminare meglio gli effetti a lungo termine dei provvedimenti (che per inciso già sono scattati) nei confronti dei lavoratori senza Green pass, l’assenza ingiustificata dei dipendenti pubblici e privati non vaccinati e sprovvisti di tampone con esito negativo implica:
la sospensione dello stipendio per i giorni di mancata attività;
la mancata maturazione di ferie per le giornate non lavorate;
la corrispondente perdita di anzianità di servizio e dei relativi contributi.
L’essere scoperti da un punto di vista contributivo, nonché il mancato calcolo dell’anzianità per il periodo in questione, avrà inevitabilmente degli esiti pregiudicanti sul trattamento pensionistico maturato dal lavoratore. Il tutto, di fatto, si tradurrà in un allungamento dei tempi di accesso alla pensione e un minore gettito sul montante. Per i lavoratori senza Green pass (e senza tampone), il rischio concreto è quindi quello di dover andare in quiescenza dopo rispetto ai colleghi vaccinati e, inoltre, di ricevere un assegno più basso.

 

Carlo Pareto

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