mercoledì, 12 Maggio, 2021

Prescrizione, la riforma che ‘sbilancia’ il Governo

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I dem sempre più all’angolo in un Governo in cui a tenere le redini è ormai l’alleato pentastellato che ancora una volta fa pressing per ottenere qualcosa che appartiene più all’anima del Movimento che al Partito democratico.
Giuseppe Conte, premier nato con il precedente Governo giallo verde, tiene banco ai grillini e oggi ribadisce:
“Sarò ancora più chiaro: ho detto che rispetto alla soluzione che entra in vigore a gennaio 2020 – per cui la prescrizione viene meno dopo la sentenza di primo grado – non c’è un particolare rischio immediato perché i nodi, semmai nodi saranno, verrebbero al pettine laddove verrà accertato un reato, laddove ci sarà un’indagine, un’inchiesta, un giudizio, quindi stiamo parlando degli anni a venire”. Lo precisa il premier Giuseppe Conte rispondendo alle domande dei cronisti a margine dell’appuntamento dell’Aci, oggi a Roma.
Ma un’intesa nella maggioranza sul tema non è stata ancora raggiunta. Il Pd insiste perché la riforma sia accompagnata da una norma per accelerare i processi. Al momento, però, le posizioni restano distanti e non è stato fissato un nuovo vertice di maggioranza sulla giustizia. “Non c’è un giorno ancora fissato – ha detto il Guardasigilli, Alfonso Bonafede – comunque stiamo continuando a valutare le prospettive per una soluzione per poter portare avanti la riforma sul processo penale”.
Nel mezzo anche gli ex alleati dei dem, i forzisti con un nuovo ddl firmato da Enrico Costa. L’ex viceministro della Giustizia ai tempi di Angelino Alfano, ora in quota Forza Italia, ha due proposte. L’abolizione della prescrizione targata Alfonso Bonafede (reintroducendo quella varata dal Orlando nella scorsa legislatura) e l’estinzione dei processi dopo due anni in appello e uno in Cassazione.
“Il Pd, che ha alzato le barricate – dice Costa -, rischia di perdere la faccia. Domani la conferenza dei capigruppo esaminerà la richiesta di Forza Italia di far approdare con urgenza in aula la nostra proposta di legge: è richiesta l’unanimità, che ovviamente non ci sarà. Allora sarà l’aula a votare, probabilmente la prossima settimana. Capiremo così chi sono i complici dei 5 Stelle nel far entrare in vigore un simile obbrobrio”.
Mentre le Camere Penali lanciano la mobilitazione in tutta Italia contro l’entrata in vigore della mannaia anti-prescrizione, il loro presidente Giandomenico Caiazza sollecita i dem a fare un passo in più e battersi per il rinvio: “Si sono aperte chances dal punto di vista politico che ritenevamo inimmaginabili. Il Pd si dice contrario all’entrata in vigore della riforma con argomenti simili ai nostri, spingendosi fino alla possibilità di convergere sulla proposta di rinvio di Forza Italia”.

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