lunedì, 10 Maggio, 2021

Presentato il pnrr. In arrivo i decreti attuativi

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Dopo l’approvazione in Parlamento, il Consiglio dei Ministri ha dato via libera al Recovery plan italiano che ammonterà complessivamente a 248 miliardi di euro. Oggi sarà inviato all’Unione europea. Approvato anche il decreto-legge che individua i programmi e ripartisce le risorse del Piano nazionale per gli investimenti, integrando con risorse nazionali (30,62 miliardi di euro per gli anni dal 2021 al 2026) il Piano nazionale di ripartenza e resilienza.
Il sottosegretario agli Affari Europei, Enzo Amendola, in un’intervista a Skytg24, ha assicurato: “Avremo dalla Ue un anticipo del 13% delle somme prima dell’estate. Ci saranno anticipi da parte delle casse dei singoli Stati, che poi la Ue, due volte l’anno, valutati gli obiettivi e gli investimenti, rimborserà al bilancio dello Stato. Per la prima volta la Ue fa 800 miliardi di bond. Il 30% saranno green bond. L’Europa si muove a una velocità paragonabile a quella degli Usa. Nella Ue e negli Usa è previsto un rimbalzo dell’economia nel terzo e quarto trimestre. La scossa ci sarà. Il treno deve uscire dalla stazione e le riforme saranno i binari su cui il treno si muoverà”.

Infine, con riferimento ai tempi relativi alle prime erogazioni della Ue, Amendola ha aggiunto: “Una volta presentato il piano, la Commissione avrà 8 settimane, l’Ecofin un altro mese. Io credo che i tempi saranno più celeri, perché la Commissione lavora sui programmi nazionali dal 15 ottobre e gran parte delle carte le conosce. Ci auguriamo pertanto che i tempi sanciti dall’accordo siano più veloci”.
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha scritto: “E’ stato appena approvato in Consiglio dei Ministri il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Siamo tra i primi Paesi ad inviarlo a Bruxelles e tra i primi, dunque, che riceveranno i fondi del Recovery. Questo perché ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi a lavorare seriamente, con continuità, programmando gli investimenti da fare, con una chiara visione di sviluppo. In gioco ci sono oltre 220 miliardi di euro che saranno utilizzati per investire nelle competenze, per creare occupazione e per avviare grandi progetti all’insegna della transizione ecologica e della digitalizzazione”. Ma sappiamo che non è ‘farina del suo sacco’.
Cinque stati Ue hanno già formalmente presentato il loro Piano nazionale di ripresa e resilienza alla Commissione europea. La scadenza, indicativa, per tutti gli altri resta quella del 30 aprile. Entro oggi approderanno sulle scrivanie del Berlaymont altri piani per spartirsi i 750 miliardi di euro messo sul tavolo circa un anno fa con il Next Generation Eu che fu commisurato al danno economico prodotto in Europa nel primo semestre della pandemia. Oggi sarebbe insufficiente, ma indispensabile.

La Commissione, mettendo al lavoro un centinaio di persone per esaminare tutti i progetti, ha due mesi di tempo per la valutazione. Dopo, il Consiglio Ue ha un altro mese per l’approvazione. Ma, da più parti arrivano le richieste per accelerare i tempi e ottenere il pre-finanziamento del 13% prima di luglio.
Antonio Costa, il premier del Portogallo, attuale presidente del Consiglio Ue, ha fatto sapere: “L’Ue pianificherà l’approvazione dei primi piani di Recovery già nella riunione dell’Ecofin del 18 giugno. Siamo pronti anche a convocare un Ecofin straordinario nell’ultima settimana di giugno per approvare una seconda serie di piani. Non possiamo perdere altro tempo, dobbiamo avviare la ripresa”.
Il socialista Costa che avrà la presidenza di turno al Consiglio Ue fino al 30 giugno, si è congratulato con Francia, Germania e Grecia che hanno presentato i loro piani. A questi si è aggiunta nel pomeriggio anche la Slovacchia. Antonio Costa ha insistito: “Tutti i piani sono il risultato di un dialogo costruttivo negli ultimi mesi con la Commissione europea, che ora consentirà una valutazione più rapida”.
Hanno rilanciato l’appello anche il presidente francese, Emmanuel Macron, e il premier sloveno, Janez Jansa che saranno i successori di Costa alla presidenza del Consiglio Ue: la Slovenia da luglio e la Francia da gennaio 2022.
Il capo dell’Eliseo ha detto: “La Commissione si è messa in condizione di contrarre prestiti. Lo farà, spero, molto presto, già questa estate”.
Il leader sloveno ha fatto il seguente appello: “La Commissione sia flessibile e rapida affinché si concretizzi il più rapidamente possibile il pacchetto”.
Da Bruxelles garantiscono sulla rapidità (tenendo comunque conto che alcuni piani sono composti di migliaia di pagine) ma un pò meno sulle flessibilità nella valutazione dei progetti. I criteri sono oggettivi e i tecnici li seguiranno alla lettera.
Il Consiglio dei ministri si è riunito anche questa mattina per dare il via libera al decreto legge di proroga dei termini.
Nel testo, da quanto comunica l’ANSA, non è stata inserita la norma, oggetto di approfondimenti tecnici nelle ultime ore, sulla proroga delle concessioni balneari e per gli ambulanti. L’intervento avrebbe dovuto tra l’altro ovviare alle sentenze del Tar che, sulle concessioni per le spiagge, si scontrano con la proroga delle concessioni in contrasto con la normativa Ue.
Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, sulle concessioni balneari, avrebbe dichiarato all’Agenzia di stampa: “Non serve nessuna proroga perché una norma esiste già, anzi due: una per la proroga al 2033 e un’altra che congela le concessioni per il Covid. Si tratta di un falso problema. Poi in Italia è tutto più complicato perché c’è chi interpreta le norme ma questa è un’altra questione. Ove fosse necessario, potrebbe essere utile fare una interpretazione autentica di norme già esistenti, ma l’unico messaggio che mi sento di mandare, l’unica cosa certa è che l’estate è tranquilla per tutti, gestori e utenti”.
Il decreto ha annullato l’obbligo di far lavorare in smart working un dipendente pubblico su due, né durante l’emergenza né con l’adozione dei Pola, i piani organizzativi per il lavoro agile. Nel decreto proroghe, infatti, lo smart working si potrà proseguire in deroga fino alla definizione delle nuove regole con il contratto nazionale e comunque non oltre la fine dell’anno, ma non ci sarà il vincolo del 50%. Salta anche il limite del 60% indicato nei Pola, mentre scende dal 30% al 15% la soglia minima in caso di mancata adozione dei Piani organizzativi.
Il ministro Renato Brunetta, spiegando le norme contenute nel decreto Proroghe, ha affermato: “Si torna alla normalità: addio alla soglia minima del 50% per lo smart working nella P.a. Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone per introdurre da un lato flessibilità coerente con il riavvio delle attività che stiamo vivendo e dall’altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici. Un percorso di ritorno alla normalità, in piena sicurezza, concordato con il Comitato tecnico-scientifico e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti”.
Il governo Draghi, anche in questa circostanza, dimostra perseveranza ed oculatezza per proseguire il percorso virtuoso iniziato con le migliori intenzioni.

 

Salvatore Rondello

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