domenica, 17 Ottobre, 2021

PRIMA LA SALUTE

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“Non solo una parte dei portuali, anche un migliaio di docenti universitari si sono intruppati con i ‘No pass’. Parlano di lotta per la libertà e per la democrazia, di attacco ai diritti fondamentali dei cittadini.
Sì, la libertà di dare un calcio nel culo alla sicurezza e alla tutela della salute. Peggio di chi 100 anni fa scioperò contro l’ora legale”, questo il commento del senatore socialista Riccardo Nencini alla notizia degli scioperi e dei blocchi annunciati per domani.
Il Governo non è intenzionato a cedere sull’obbligo introdotto per la certificazione verde che dovrebbe scattare già da domani, 15 ottobre. Ma i portuali insieme agli autisti di Tir annunciano il blocco totale: non vogliono controlli, ne tamponi gratuiti “Tirano dritti”.
Da domani il Green Pass sarà necessario per tutti i lavoratori, sia pubblici che privati, sia dipendenti che autonomi, inclusi gli «smart workers». La data di scadenza dell’obbligo è attualmente fissata al 31 dicembre e prevede che al lavoratore venga sospeso lo stipendio se la certificazione dovesse mancare o non essere regolare. La scelta di lavorare a distanza non può, quindi, essere una soluzione alternativa al Green Pass, obbligatorio anche per chi lavora da remoto. Nel caso in cui la certificazione dovesse mancare o non essere regolare, il lavoratore verrà considerato assente ingiustificato e sarà subito sospeso al pagamento dello stipendio; non è previsto però alcun provvedimento-sanzione disciplinare.
Il Dpcm del 12 ottobre è chiaro, la tutela della salute viene prima di quella del lavoro e il Paese ha già una volta visto quanto sia stato pericoloso il contagio sul posto di lavoro. A verificare sarà il titolare dell’azienda che dovrà controllare anche i green pass dei lavoratori autonomi che prestano i propri servizi all’impresa. Nei casi di specifiche esigenze organizzative, il datore di lavoro può verificare il possesso del green pass con anticipo rispetto al momento previsto per l’accesso in sede da parte del lavoratore. Per i datori di lavoro che verranno pizzicati a non controllare i Green Pass dei propri dipendenti possono scattare sanzioni dai 400 ai 1000 euro.

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