venerdì, 18 Giugno, 2021

Progettare il futuro

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I movimenti politici importanti sono nati sempre a seguito di grandi sconvolgimenti socio-economici. Limitandoci a quelli più importanti, ricordiamo quello dei riformisti utopisti, provocato dalla rivoluzione industriale del ‘700 e quello dei partiti della prima Repubblica italiana, alimentato dalla mancanza di libertà istaurata dal fascismo. L’impegno più importante della politica è stato sempre elaborare proposte tese ad evitare derive antidemocratiche, crisi economiche, sfruttamento dei lavoratori, aumento delle diseguaglianze e blocco sociale. Relativamente alla prima Repubblica, potremmo fare un lungo elenco di decisioni a dimostrazione dell’esistenza di questi “comandamenti” e dell’impegno a rispettarli da parte delle forze politiche. Tra i partiti, si gareggiava a chi fosse più affidabile e faceva intuire un futuro migliore. La Programmazione economica, lo Statuto dei lavoratori, il Divorzio, la Sanità pubblica sono alcune delle decisioni, che dimostrano la coerenza con quei comandamenti. La buona politica, inoltre, si dovrebbe preoccupare di non favorire la comparsa di virus produttori di immoralità, devianze sociali, sopraffazioni sui più deboli, populismo antidemocratico,ecc. In altre parole, non indebolire la democrazia e non creare incertezze. Infatti, Piero Calamandrei sosteneva che la Costituzione dovesse essere presbite e richiamava le parole di Salvemini: “Un problema fondamentale, sapere in quale modo una data situazione è arrivata ad essere quale è. Il nostro presente è il prodotto di un’evoluzione sociale, morale e intellettuale e a sua volta influenzerà il futuro”. Da alcuni decenni le forze politiche, in balia dei poteri liberal-capitalisti e delle organizzazioni per le quali i poveri sono clienti, sembrano “uomini a zonzo” e si interessano solo del “pane quotidiano” dei loro dirigenti. C’è voluto un fenomeno catastrofico, come la pandemia, che, creando incubi sociali, ha fatto nascere l’esigenza di preoccuparsi del futuro. Tutti lo temono, ma nessuno fa proposte serie per progettarlo. L’attuale società liquida, come la qualifica Bauman, rende più difficile trovare i punti di appoggio per ripartire. La radiografia della nostra società ci fa leggere un’economia basata sulla moda dell’essere, sulla illegalità, sui soprusi della burocrazia e dell’amministrazione pubblica, sul pietismo anziché sui diritti e sul RdC anziché sul lavoro. Il trio Banche-Assicurazioni- Finanza, da servizio all’economia, è diventato padrone dell’ economia e la qualifica “virtuale”, invece di offenderlo, lo esalta. Il ricorso sfacciato a tecnici, rappresentanti dei poteri forti, per incarichi politici e dirigenziali di prestigio fa capire il basso livello della classe politica e la sua sudditanza alla burocrazia, alla magistratura e ai “padroni del vapore”. Penso non sia azzardato affermare che il “Compromesso storico” politico è diventato “Compromesso tra istituzioni”, pubbliche e private. Nelle nostre città l’insicurezza domina sovrana, quartieri in cui la droga è presente come l’aria, giovani minorenni commettono ogni tipo di reato, femminicidi, suicidi, ecc. La camorra e le tre sorelle contano più dello Stato. Tutto ciò dimostra che la politica è diventata marginale.

 

Seguendo il consiglio di Salvemini, mi sono convinto che la situazione attuale è il terminale di un percorso programmato dai poteri occulti, ai tempi della politica craxiana, e iniziato con tangentopoli. La miscela ideologia-populismo non fece capire alla cosiddetta sinistra di essere diventata alleata dei nemici della presenza dello Stato nell’economia. Gli ultimi tre anni sono stati caratterizzati dall’esplosione delle banalità. I suoni delle parole hanno sostituito i messaggi per i cervelli e la durata dei soliloqui la sinteticità della conoscenza. La mancanza di un modello di società sta portando il PD alla scissione tra gli ex PCI e gli ex DC. Il movimento 5stelle è talmente malato da dover far ricorso a un esterno, che, non avendo storia politica, si trova a suo agio nel mondo Vaffa. Le altre forze si alimentano grazie agli errori degli altri. Perciò, è vitale ricreare un clima simile a quello che esisteva alla caduta del fascismo. Allora si doveva ricostruire il Paese e la democrazia, adesso bisogna uscire dalla stupidità, dalla galleria del populismo e da una crisi epocale. Bisogna costruire un modello di società, che, tra l’altro, non debba utilizzare la natura come un bene da consumare. E’ vitale educare il popolo a cibarsi di buoni sentimenti e di beni riproducili e non inquinanti (arte e cultura). Bisogna tornare ad aver paura del fatto che la terra non ha una capacità di sopportazione infinita. Scienziati affermano che quando tutti gli abitanti della terra raggiungeranno lo stile di vita occidentale ci vorranno 12 Terre per sopportarli. Perciò, nel nostro Paese devono rinascere i Partiti con valori morali universali, con ideali nobili, che coltivino l’amore per l’umanità e per la natura. Partiti che appartengano al popolo, non a padroni. Di opzioni ce ne sono. Io aspiro a veder rinascere un Partito socialista degno di questo nome e della fiducia del popolo.

 

Luigi Mainolfi

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