sabato, 31 Luglio, 2021

Psi Milano
La sanità lombarda deve essere commissariata

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La gestione della sanità in Lombardia continua ad essere a dir poco disastrosa nonostante il cambio di Assessore e l’ennesima sostituzione, in pochi mesi, del Dirigente Responsabile. Le cause sono diverse, a partire dalla stessa impostazione gestionale di un modello strutturale ospedalocentrico inadeguato a fronteggiare le emergenze. L’arretratezza del sistema lombardo, rispetto ad altre regioni, si è manifestato in tutta la sua evidenza non solo nella gestione della pandemia, ma molto più banalmente anche in occasione di quella vaccinale anti influenzale, di qualche mese fa. Criticità e problematiche legate ai ritardi sull’acquisto dei vaccini e alla loro somministrazione.
Una situazione grave che si ripropone nella gestione delle prenotazioni e delle postazioni dell’attuale campagna vaccinale, con delle falle imbarazzanti che neanche l’assunzione, da parte della regione, di Guido Bertolaso è riuscita a contenerne le ricadute negative sui cittadini lombardi.
Sul piano meramente organizzativo si sono manifestati i forti limiti dell’Azienda regionale per l’innovazione e per gli acquisti (ARIA). La stessa Azienda che gestisce il portale regionale per le adesioni al vaccino anti-Covid che tanti gravi disguidi e ritardi ha provocato nella coordinazione delle prenotazioni, tanto da indurre la stessa Giunta a decretarne la messa in mora e ricorrere all’ utilizzo di una piattaforma messa a disposizione gratuitamente da Posteitaliane con una ulteriore dilatazione dei tempi
di prenotazione.
L’aspetto organizzativo è indubbiamente uno dei fattori di grande impatto, per gestire una situazione complessa e delicata per la tutela della salute collettiva e individuale, ma la responsabilità politica lo è ancora di più.
Il fatto che ancora non siano state definite le priorità sulle figure, le categorie che per prime devono ricevere il vaccino e che tra le stesse possano acuirsi disuguaglianze di trattamento chiamano in causa le responsabilità politiche della Giunta di centro
destra.

Ogni giorno si annuncia una priorità diversa, dal personale dei poli universitari, ai lavoratori nelle aziende, (questi ultimi attraverso il coinvolgimento dei medici competenti con i relativi problemi sanitari e giuridici che ne conseguono), al personale
scolastico, ai farmacisti, alle forze dell’ordine. La regione afferma di non voler trascurare le persone fragili, intanto circa un terzo degli “over ottanta” ancora devono ricevere la loro prima dose di vaccino.
Nel contempo, in Lombardia aumentano i positivi e negli ospedali si è raggiunto il limite di guardia. La situazione socio sanitaria diventa sempre più difficile per tantissime persone che ogni giorno devono lottare per la loro sopravvivenza, perché
non in grado di curarsi o costretti a fare ricorso ai centri di carità per poter consumare un pasto.
La Moratti ha confermato che entro giugno tutti i cittadini Lombardi verranno vaccinati, ricorrendo anche agli specializzandi e ai medici di medicina generale. Come Socialisti e come cittadini, ce lo auguriamo nell’interesse collettivo, ma nutriamo seri dubbi, proprio considerato i precedenti, circa la capacità della Giunta di centro destra di tutelare la salute della nostra comunità. Riteniamo utile chiedere l’intervento del Ministero della Salute che attraverso un Commissario possa gestire l’emergenza sanitaria nella nostra regione.
La responsabilità della Giunta e della Regione sulla disastrosa gestione dell’emergenza sociosanitaria e del modello sanitario lombardo è evidente, lo testimonia lo stesso significativo numero di perdite umane. Non possiamo permetterci di perdere
ulteriormente tempo, il modello lombardo deve essere rivisto, riorganizzato, ripristinando e potenziando le strutture sul territorio, il numero ed il ruolo dei medici di famiglia. Occorre realizzare un sistema a rete che consenta a tutti gli Operatori
sanitari e le strutture ospedaliere operative di poter interagire tra loro, in tempo reale, per ottimizzare l’efficacia e l’incisività della prestazione al Paziente.

 

PSI Milano

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