martedì, 11 Maggio, 2021

PSI Reggio Emilia
Una nuova ecosostenibilità

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Bisogna avere coscienza della Reggio Emilia che vorremo vivere tra 30 anni,avendo il coraggio di puntare oltre al nostro naso. Per questo serve avviare un percorso condiviso, tra tutte le forze politiche della città, che si occupi di rigenerazione urbana; recuperare aree abbandonate o convertire interi quartieri non solo è auspicabile, ma deve essere possibile. E potrà esserlo solo se ecosostenibilità e basso impatto ambientale sapranno incontrare, e fondersi, con cultura, economia e nuove generazioni.
Il progetto di recupero delle ex reggiane deve procedere per forza in questo senso. Un’area dalle mille potenzialità, abbandonata negli anni al degrado. Le ex reggiane dovranno diventare le NUOVE reggiane. Bene il progetto del tecnopolo, ma serve far vivere i luoghi se non li si vuole depauperare. Quindi proponiamo che le NUOVE reggiane vengano usate per ampliare il polo universitario di Modena e Reggio Emilia; Nuove aule e ambienti adeguati alle esigenze degli studenti. Sempre all’interno delle reggiane sarebbe importante costituire un incubatore di imprese, dove giovani e neo imprenditori possano condividere spazi, abbattendo i costi di avvio, ed esperienze. Nuovi spazi per la crescita dei nostri talenti che, restando nelle reggiane, costruiscano il nuovo tessuto economico della Reggio Emilia del futuro. Al suo interno dovranno anche essere creati spazi adatti all’integrazione, perché inclusione è un altro,prezioso, sinonimo di ricchezza.

Importante, in tal senso, è anche la riqualificazione di viale Umberto I, inserita nel progetto ducato estense, quale tratto della passeggiata settecentesca. L’idea dell’urbanistica che incontra la cultura è condivisibile, ma non ci si può dimenticare dell’ambiente. Procedere con il taglio delle alberature è stato un gesto sconsiderato. Il verde andava salvaguardato, tutelato e inglobato all’interno del nuovo progetto. L’assessore alle Politiche per la Sostenibilità, Carlotta Bonvicini, dichiarò, in merito alle alberature del viale, che era stato effettuato “un monitoraggio che ci restituisce ed evidenzia uno stato di precarietà diffusa, che non dipende dai previsti lavori di ristrutturazione ma riguarda lo stato generale di tutte le alberature, come d’altronde dimostrato dalle innumerevoli fallanze che già segnano i filari del viale.”.

 

Le considerazioni in merito sono due: in primis, come evidenziato a più riprese, sono stati tagliati tigli di 70 anni che presentavano tronchi apparentemente in perfetta salute; Era davvero necessario eliminarli? Punto numero due, se le fallanze sono innumerevoli, questo è colpa di un’amministrazione che non ha avuto a cuore la propria città.
Serve avere un’orizzonte ampio se si vogliono vincere le sfide future. I socialisti di Reggio Emilia ci sono e vogliono dare il loro contributo per costruire la città che verrà, quella che abiteranno i nostri figli ed i nostri nipoti.

 

Federazione Provinciale PSI
Reggio Emilia

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