venerdì, 16 Aprile, 2021

Psi scuola
I socialisti parte della ricostruzione del Paese

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Finché il professor Draghi non scioglierà la riserva e illustrerà le linee programmatiche del governo da egli eventualmente presieduto, è difficile capire cosa realmente potrà accadere alla scuola pubblica italiana nei prossimi mesi.
Le voci e le proposte che sembrano trapelare in parte sono incoraggianti, in parte disarmanti. Ma si tratta di voci e come tali noi socialisti le vogliamo ritenere infondate.
Quello che invece il PSI può dire con certezza è quali saranno le proposte e le battaglie che porterà avanti nei prossimi mesi.
Noi socialisti chiederemo la stabilizzazione del precariato e la continuità didattica, l’eliminazione delle classi “pollaio” e della dispersione scolastica, ci batteremo per avere concorsi trasparenti e con cadenza regolare, per riformare i cicli e gli organi collegiali in senso realmente democratico, pretenderemo la sburocratizzazione dell’insegnamento che è la “garrota” culturale della scuola pubblica italiana.
Se vogliamo costruire una società nuova, diversa da quanto realizzato nella “seconda repubblica” (ammesso sia mai nata), la scuola pubblica italiana dovrà tornare ad essere crogiolo di saperi ed esperienze in cui dar forma agli strumenti culturali che permettano ai nostri giovani di essere soggetti attivi e dialoganti nella società futura e non esecutori obbedienti al servizio di un’economia troppo attenta al profitto.
Alla vigilia della probabile nascita del Governo Draghi, noi socialisti non ci tiriamo indietro e vogliamo essere parte attiva nella ricostruzione morale, politica e sociale del nostro Paese.

 

Enzo Maraio

Segretario nazionale PSI

 

Luca Fantò
Referente PSI scuola, università e ricerca

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