domenica, 9 Maggio, 2021

Pubblica amministrazione, firmato il patto sugli statali

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Martedì 9 marzo alle ore 14.30, le Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro di Camera e Senato, presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari, hanno svolto l’audizione del Ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, sulle linee programmatiche.

In molti dicono al ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: “Tu hai in mano la chiave del Recovery e della resilienza” come ha raccontato lui stesso in audizione al Parlamento. Efficientista, formatosi alla scuola di Pasquale Saraceno, non è un caso che Mario Draghi abbia consegnato proprio al fidato ministro dagli ideali socialisti il mandato di confezionare il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” che è stato firmato oggi a Palazzo Chigi insieme ai leader di Cgil, Cisl e Uil. Il primo patto dell’era Draghi con i sindacati, che fornirà la cornice della nuova riforma lampo della pubblica amministrazione. Un pilastro per il funzionamento del Recovery Plan, che la stessa Europa ci ha chiesto a più riprese.
Brunetta ha illustrato le linee programmatiche del dicastero che ha già diretto dal 2008 al 2011 durante il governo Berlusconi. Nella sua prima uscita pubblica da ministro del governo Draghi, ha illustrato i tasselli centrali del piano: svecchiamento della pubblica amministrazione, assunzioni veloci delle migliori professionalità, semplificazione, digitalizzazione e collegamento delle banche dati tra amministrazioni (il principio “once only”). Tutto questo, dice Brunetta, non finirà in una riforma da fare negli anni a venire. Va fatto d’urgenza per non arrivare tardi all’appuntamento di fine aprile con la Commissione europea. Il ministro ha detto: “Stiamo lavorando già a un decreto legge di accompagnamento al Pnrr per l’approvazione di tutte queste cose. Un decretone che è il futuro del nostro Paese”.

Riteniamo doveroso riportare un sunto, per punti, dei contenuti di maggiore interesse emersi nel corso dell’audizione.
Nella premessa il Ministro ha dichiarato che la Pubblica Amministrazione deve diventare un acceleratore della crescita economica e sociale, un catalizzatore della ripresa, e non invece, come da molti oggi viene percepita, una zavorra e un freno. Ha quindi sottolineato che le persone saranno al centro dell’azione del suo dicastero: sia coloro che lavorano per la PA, sia coloro che attingono da essa servizi e beni pubblici. Ha inoltre evidenziato che il NGEU rappresenta un’occasione straordinaria per realizzare gli investimenti in infrastrutture sociali, amministrative, materiali e immateriali che consentano all’Italia di fare un salto di innovazione, modernizzazione, inclusione, coesione sociale.
Dopo aver ricordato che il precedente Governo aveva inviato il 12 gennaio il Piano al Parlamento per l’avvio del confronto preliminare alla sua presentazione alle istituzioni europee, ha dichiarato che il nuovo Governo intende partire da quel documento rafforzando il Piano attraverso il recepimento delle osservazioni che emergeranno dal dibattito parlamentare e dal confronto con la Commissione europea. Ha inoltre annunciato che il suo Dicastero sta lavorando a un decreto di accompagnamento del Pnrr che consenta di rispondere rapidamente ai rilievi della Commissione UE, liberando i processi di quei vincoli e limiti che rischiano di non permettere il raggiungimento degli obbiettivi del PNRR.
Ha dichiarato che le linee programmatiche per l’inizio di “un nuovo alfabeto per la Pubblica Amministrazione” partono dall’osservazione della Commissione Europea e sono suddivise in 4 capitoli:
Accesso. Ha dichiarato che è sua intenzione dotare la Pubblica Amministrazione delle migliori competenze e favorire un rapido ricambio generazionale che la porti in linea con le esperienze più avanzate realizzate nei paesi nostri concorrenti. Inoltre ha sottolineato la necessità di ripensare profondamente i meccanismi di selezione e reclutamento delle persone, sia sul piano procedurale e organizzativo, che della selezione delle professionalità migliori e più idonee per le esigenze delle amministrazioni. Ha quindi evidenziato che la PA per affrontare l’ambizioso percorso di transizione digitale ed ecologica dovrà immettere nel suo organico profili tecnici (ingegneri, architetti etc.), ma anche di competenze gestionali necessarie per mettere a terra i progetti del Piano e garantirne una celere ed efficacie attuazione. Per realizzare questo ha detto che il dicastero agirà come segue:
Riforma dei percorsi di accesso.  Ha dichiarato che verrà abbandonato il modello dei concorsi centralizzati con graduatorie a scorrimento e durate pluriennali e che i percorsi di selezione saranno resi digitali, trasparenti e meglio focalizzati sulle esigenze e i fabbisogni delle singole amministrazioni centrali e locali;
Introdurre percorsi ad hoc.  Ha affermato che verranno creati percorsi destinati a selezionare i migliori laureati, i profili con le più alte qualifiche nonché a favorire, anche attraverso modelli di mobilità innovativi, l’accesso da parte di persone che lavorano nel privato più qualificato;
Assunzione personale per realizzazione PNRR. Ha riportato che verranno previsti dei meccanismi di selezione specifici volti a ricercare sul mercato le migliori professionalità tecniche da mettere a disposizione delle amministrazioni per la realizzazione degli investimenti previsti dal PNRR, con l’obiettivo di costituire cluster di persone e/o società di servizi con spiccate competenze specialistiche da far dialogare successivamente in maniera stabile con le amministrazioni.
Buona Amministrazione. Ha ricordato che per anni l’amministrazione pubblica è stata oggetto di estesi progetti di riforma normativa, la cui attuazione però è stata, per varie ragioni spesso carente e nella gran parte dei casi poco efficace. Ha dichiarato che è sua intenzione agire in maniera diversa anche per far percepire in tempi rapidi ai cittadini gli effetti positivi dell’azione del suo dicastero.
Capitale umano. Ha sottolineato che il capitale umano è il tema chiave per il futuro del Paese e della nostra Pubblica Amministrazione, poiché senza il personale adeguato non si è in grado di utilizzare le risorse europee nel modo corretto. A questo riguardo ha evidenziato che è necessario investire in maniera significativa sulla qualificazione e riqualificazione delle persone (upskill e reskill), valorizzare maggiormente il personale della PA, immaginare nuovi modi attraverso i quali favorire una sempre maggiore interazione tra le diverse amministrazioni e con il privato e rivedere la questione della responsabilità dirigenziale.
Digitalizzazione. Secondo il Ministro la PA va ripensata in chiave digitale, il che richiede non una semplice traduzione delle prassi e modalità operative da analogiche a digitali, ma una reingegnerizzazione dei processi e dei procedimenti amministrativi, una ridefinizione dei termini e delle modalità di interazione tra persone e con tutti gli stakeholder. Ha quindi sottolineato che la trasformazione del Paese passa da un profondo percorso di innovazione del settore pubblico.
Per realizzare tutto ciò, è indispensabile per il Paese una scuola funzionale e formativa per la quale si avverte la necessità di una urgente riforma.

 

Salvatore Rondello

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