venerdì, 7 Maggio, 2021

QUALCOSA SI MUOVE

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Segnali positivi per l’economia arrivano dall’Ocse e dall’Istat. Secondo i dati del primo le stime di crescita globale sono in rialzo rispetto a dicembre, diffondendo un generale clima di fiducia e di ottimismo. La parola chiave per la svolta e l’accelerazione nella ripresa è solo una: vaccino. Secondo l’organizzazione mondiale, infatti, solo perfezionando e velocizzando le somministrazioni dei vaccini si potrà davvero sconfiggere la crisi. Attenzione, però, alla cooperazione, affinché non prevalga la distribuzione disomogenea delle dosi e i Paesi più poveri restino senza immunizzazione.
In questo quadro, le proiezione di ripresa sono in deciso miglioramento. Secondo l’Ocse la ripresa economica avanza a un ritmo più elevato e per questo l’istituto di Parigi prevede una crescita del PIL mondiale maggiore rispetto a quanto stimato a dicembre. La valutazione odierna stabilisce, infatti, un +5,6% di aumento del Prodotto Interno Lordo globale, a fronte del precedente +4,2%. Il 2022, secondo le nuove stime, vedrà una crescita del 4,3% in confronto al 4% predetto a dicembre. l rafforzato ottimismo dell’OCSE ha origine in due fattori: innanzitutto dalla campagna vaccinale più o meno diffusa nel mondo e poi dalla spinta USA. La potenza americana, con l’ingente piano Biden da 1.900 miliardi di dollari ha dato forza al rilancio economico.
Per quanto riguarda l’Italia, che nel frattempo ha cambiato Governo con l’ingresso sulla scena politica, e quindi economica, di Mario Draghi, l’OCSE ha previsto un leggero calo. Nelle sue rinnovate stime, infatti, il Belpaese è visto crescere nel 2021 del 4,1%, rispetto al 4,3% precedentemente individuato. Andrà meglio, però, nel 2022, quanto il PIL italiano dovrebbe vedere un balzo del 4% contro le previsioni di dicembre a 3,2%.

Dall’Istat arrivano i dati sulla produzione industriale italiana che sale a inizio anno. L’indice destagionalizzato calcolato dall’Istat segna un aumento dell’1,0% rispetto a dicembre, mentre quello complessivo corretto per gli effetti di calendario registra una diminuzione in termini tendenziali del 2,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 19, contro 21 a gennaio 2020). Nella media del trimestre novembre-gennaio il livello della produzione diminuisce dell’1,7% rispetto ai tre mesi precedenti.  L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali sostenuti per i beni strumentali (+1,4%) e per quelli di consumo (+1,2%), più contenuto per i beni intermedi (+0,4%); viceversa, si osserva una diminuzione nel comparto dell’energia (-0,8%). Corretto per gli effetti di calendario, a gennaio 2021 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 2,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 19, contro 21 a gennaio 2020). Si registra un incremento tendenziale solo per i beni intermedi (+2,4%), mentre i restanti comparti mostrano flessioni, con un calo pronunciato per i beni di consumo (-8,6%) e meno marcato per gli altri aggregati (-1,8% per i beni strumentali e -0,9% per l’energia). L’Istat sottolinea che ”è proseguita la fase di miglioramento della domanda e della produzione industriale globali a cui si è accompagnata la risalita delle quotazioni del brent. A fine anno, gli scambi internazionali di merci in volume hanno superato i livelli pre-covid”. Negli ultimi tre mesi dello scorso anno in Italia il prodotto interno lordo ha segnato una flessione ”determinata dai contributi negativi sia della domanda interna sia di quella estera netta”. Il calo dei consumi delle famiglie ”è stato fortemente concentrato nelle spese per servizi e per alcune tipologie di beni, come ad esempio abbigliamento e calzature”. A febbraio, l’inflazione ha registrato un nuovo aumento che secondo l’Istat è ”legato all’indebolimento del contributo deflativo dei beni energetici e a rincari moderati ma diffusi tra le principali componenti di fondo”.

”Le indicazioni per i prossimi mesi mostrano qualche elemento positivo”. Lo scrive l’Istat nel rapporto mensile sull’andamento dell’economia, nel capitolo dedicato al lavoro. L’Istituto di statistica rileva infatti che ”a febbraio le attese sull’occupazione segnalate dalle imprese evidenziano decisi miglioramenti diffusi tra i settori”. Nello stesso mese anche l’indice del clima di fiducia dei consumatori ”ha registrato un lieve miglioramento sostenuto dalle componenti del clima economico e di quello futuro, mentre le attese sulla disoccupazione continuano a mostrare un’elevata volatilità, con un deciso rimbalzo rispetto a gennaio”.

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