martedì, 19 Ottobre, 2021

Quale nuova identità per il rugby azzurro?

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RugbyingClass di Umberto Piccinini
All Blacks, il 6 a Roma, Argentina, il 13 a Treviso, e Uruguay a Parma dopo una settimana, sono un banco di prova impegnativo, soprattutto i primi due con i neozelandesi per ora “ancora” proibitivi per i nostri ragazzi, che deve dare le giuste indicazioni per il prossimo Torneo 6 Nazioni, inizio a febbraio, perché non si ripetano le ultime passate edizioni.
Kieran Crowley, campione del Mondo con gli All Blacks nel 1987 e per sei anni alla guida del Benetton Treviso, confermando la nota saggezza e conoscenza della materia, sciorina trentaquattro nomi per gli imminenti tradizionali test novembrini, guardandosi bene dall’abbandonare il viatico del ringiovanimento intrapreso, un po’ per credo, un po’ per occorrenza, dal predecessore Franco Smith, conseguendo il modo di bilanciare la “lista” con il giusto peso di ruvida esperienza.

 

VECCHI NOMI E NOMI NUOVI

Con i vari Niccolò Cannone, Lamaro, Garbisi, Varney, Mori, i nuovi nomi del rugby azzurro, dopo qualche anno si rivedono “senatori” come Fuser e Campagnaro che si ricongiunge all’amico e compagno di “settore” Luca Morisi. Dall’Inghilterra ribussa alla porta Minozzi, dopo il suo diniego a Smith lo scorso Sei Nazioni, che viene aperta chiudendosi, però, quella di Tommy Allan, da quest’anno in cabina di regia per i campioni degli Harlequins con risultati egregi, che respinge la convocazione per “semplici” motivi personali.
Prima chiamata per l’argentino Nemer, dopo che i Pumas ci hanno scippato sotto il naso Bello, Gallo e Garcia possibili azzurrabili, come per i giovani Nocera e Fusco, poi, dopo tante incompiute, dovrebbe trovare posto e cap, Pierre Bruno.
Quale sia il “filo rosso” che lega la filosofia lo dichiara, senza mezzi termini, l’esperto nuovo Capo Allenatore: “Il tema delle prossime partite non sarà vincere o perdere. Sarà ricostruire la nostra identità in termini di gioco e performance, generare per la squadra.”
Come non essere d’accordo.

 

EQUIPARATI PER ALLARGARE LA SCELTA

Se l’obbiettivo prefissato deve essere, appunto, una forte caratterizzazione identitaria, il “navigato” Crowley sa perfettamente che, però, la rosa si deve ampliare considerando naturale, anche, l’innesto di tutti i giocatori che abbiano i requisiti da “equiparati”, siano stranieri che militino nei nostri campionati o “italiani” d’origine, da reclutare con una convinta politica di scouting, che giocano all’estero magari andando, perché no, a rovistare anche nel rugby a XIII di altri Paesi. Niente di nuovo sotto il cielo del rugby del ventunesimo secolo.
Indispensabili giocatori come il tallonatore neozelandese Hame Faiva, il monumentale trequarti Ratuva Tavuyara o il vivace “terza centro”, attualmente infortunato, Toa Halafihi, tutti e tre in carico al Benetton Treviso, il pilone Entienne Swanepoel sudafricano con “casa” a Rovigo, il funambolico estremo del Grenoble Ange Capuozzo, già azzurro U20, fanno già parte della lista della Nazionale A, una sorta di fonte cui attingere in qualsiasi momento e, al contempo, che metta pressione alla Maggiore. E, infatti, Cherif Traoré, Pettinelli, Menoncello, Neculai, Marin, Lorenzo Cannone, Gesi, Albanese e Drago non si faranno pregare per soffiare il posto ai compagni della Nazionale Maggiore. Magari già dal raduno congiunto di Verona il 24 ottobre.
Di fatto l’amalgama dei cinquanta nomi, computando i convocati da Troncon per la forte, almeno sulla carta, Nazionale A che il 30 ottobre esordirà “sgranchendosi” contro la Spagna in terra iberica, è poi propedeutica alla costruzione dell’ossatura della Coppa del Mondo 2023.

 

NESSUNO SPONSOR

Dopo l’uscita anticipata di Cattolica Assicurazioni dettata, anche ma non solo, dalla fusione con Generali, a oggi le nazionali di rugby non hanno sponsor di maglia.
La soluzione escogitata per la Nazionale femminile, fra le prime otto al Mondo, è stata giocare le ultime partite con la scritta “Rugby per tutte” dentro un ovale.
Pare non ci siano soluzioni immediate e al momento la situazione, su questo versante, sia critica a causa di un appeal al ribasso che risente, inevitabilmente, della crisi di risultati della Nazionale Maggiore maschile.
Se così fosse dopo anni, uno dei rari casi nel rugby professionistico, nessuno “pubblicizzerà” il proprio business sul petto degli Azzurri, almeno, nei test autunnali.

 

ROTTO IL SILENZIO

Con la lista dei convocati, si è incisa finalmente la cappa di silenzio che da mesi “ovatta” la nazionale di rugby.
Risale, infatti, allo scorso giugno il primo e unico “comunicato” del nuovo vertice tecnico della Nazionale Maggiore. In pratica la presentazione ufficiale dello staff e del “mini” raduno dolomitico, quello non tecnico ma di sola conoscenza.
Nell’era dell’immagine, dove la vita si svolge all’interno di un cubo di vetro, nella società del Grande Fratello, è incomprensibile l’assenza di esternazione, un voluto e irreale mutismo da parte di troppi attori, se si considera, invece, il lacerante bisogno di rinverdire attaccamento e vicinanza “commercial – popolare” alla nostra palla ovale sicuramente in controtendenza al quotidiano vigore delle altre compagini del 6 Nazioni con annunci, bollettini, rapporti e relazioni di qualsiasi tipo pur di tenere accesa la fiammella. Altro rugby anche fuori dal campo.

Oscar Wilde fa dire a Dorian Gray: “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about.” Letteralmente tradotta
“C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé”.

 

I CONVOCATI

Nazionale Maggiore: Piloni: Ceccarelli, Fischetti, Lovotti, Nemer, Nocera, Riccioni;

Tallonatori: Bigi, Lucchesi, Zani;

Seconde linee: Cannone, Fuser, Ruzza. Sisi;
Terze linee: Giammarioli, Lamaro, Licata, Mbandà. Negri, Steyn;
Mediani: Braley, Varney, Fusco, Canna. Garbisi;
Centri: Boni, Brex, Campagnaro, Morisi, Zanon;
Ali/Estremi: Bellini, Bruno, Ioane, Minozzi, Mori

 

Nazionale A
Piloni: ALONGI, BOREAN, NECULAI, SWANEPOEL, TRAORE’ .
Tallonatori: CARNIO, FAIVA, NICOTERA
Seconde Linee: CANALI, KRUMOV, ZAMBONIN;
Terze Linee: ANDREANI, L. CANNONE, FAVRETTO, IZEKOR, PETTINELLI;
Mediani di Mischia: ALBANESE, CASILIO, PANUNZI;
Mediani di Apertura: MARIN, DA RE;
Centri: LUCCHIN, DRAGO, MENONCELLO;
Ali/Estremi: CAPUOZZO, GESI, TAVUYARA, TRULLA

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