venerdì, 16 Aprile, 2021

Quando l’ingiustizia diventa troppo ingiusta

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In Italia c’è troppa liquidità nelle tasche di chi non ha mai lavorato, ma solo speculato, mentre non ci sono più soldi per i lavoratori, nemmeno dai proventi del lavoro, che è sempre meno e quel poco è mal pagato, né tantomeno sotto forma di aiuti economici da parte dello Stato che li promette e poi ne ‘dispensa’ solo la metà…per giunta in tempi biblici!
Il Palazzo, invece, sempre alle prese con il consenso popolare ha distribuito Bonus come caramelle a carnevale; mentre di risorse da distribuire ai servizi di trasporti e sanità, per esempio, ne abbiamo sempre meno perché meno sono le persone che lavorano e, quindi, meno tasse entrano nelle nostre casse: un giro infernale che ci porta dritto nel burrone. Ora ci manca pure la pandemia e la criminalità che ci fa la cresta!
Il punto è, cosa fare?! Beh, in queste situazioni non ci vogliono particolari scienziati per capire, ma solo storici; basta girarsi indietro e guardare ai fatti del passato: quelli che non hanno i soldi li chiedano con determinazione, e con il ferro da golf in mano, a coloro che li hanno, naturalmente in prestito, con l’intesa suggellata da una calorosa stretta di mano che non saranno mai restituiti.
Comunque la parola d’ordine è evitare qualsiasi violenza, perché il mondo oggi non è più brutale come un tempo; infatti, si è evoluto da quel 1789, quando per prendere le collane ad oltre 20.000 nobili ricchi sfondati, che passavano il tempo ad imbellettarsi, tagliarono loro la testa senza andare troppo per il sottile. Anche se magari bastava chiederle: o almeno provarci.
La scintilla della democrazia, così come la conosciamo oggi, scaturì da quei drammatici, esaltanti, momenti e diede una grande spinta al mondo che seguì.
Infatti, la rivoluzione industriale, arrivata solo una manciata di anni dopo, diede vita ad una nuova distribuzione della ricchezza che portò il mondo verso orizzonti inimmaginabili; momenti che erano stati puntualmente auspicati da un pugno di uomini illuminati che avevano previsto la inevitabile rivolta, se le cose non fossero cambiate.
Il percorso fino ai giorni nostri è stato certamente periglioso e il sangue, soprattutto nel Vecchio Continente, è continuato a scorrere copioso, ma alla fine, in un tempo accettabile, appena un paio di secoli dopo, ci siamo tutti, o quasi, comperati l’utilitaria, la lavatrice e il televisore, abbiamo costruito una casetta con annesso garage e, cosa fondamentale, ci siamo concessi il privilegio più importante: quella di mandare i nostri figli all’università.
Ora, con la scusa della pandemia, quelli della Spectre di Ian Fleming, in pochi mesi vogliono cancellare duecento anni di battaglie sanguinarie per ridimensionare il nostro benessere e tornare, come nulla fosse successo, ad imbellettarsi con distaccata indifferenza.
Pensiamo che i cittadini debbano impedire questa forte accelerazione verso un ritorno al passato, senza violenza perché sono un pacifista convinto, ma credo fermamente che vada trovato un compromesso tra i discendenti di Lafayette, gli eredi dei bolscevichi e gli imbellettati del terzo millennio che, dopo il lavoro, i risparmi e la casa, con il Covid ci vogliono rubare anche la vita.
Tornando ad oggi, non sapremo mai quali siano state le origini del Coronavirus, la cosa curiosa, o meravigliosa, è che il vaccino si trovava di ‘contrabbando’ già da tempo per i più coraggiosi e, diciamolo, anche per gli uomini che si incipriano.
Un nostro  conoscente, un po’ burlone, ci racconta che lavora in un’azienda del varesotto acquistata dai cinesi agli inizi del 2020, e già ad agosto gli avevano offerto di trasferirsi in Cina per un anno, con la garanzia che non avrebbe rischiato nulla perché al suo arrivo sarebbe stato vaccinato contro il COVID-19. Tra fantasia e realtà ci siamo noi!

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