martedì, 20 Aprile, 2021

Raggi, Calenda, Sgarbi e il Palazzo Senatorio

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A Roma, anche se i partiti più gettonati non si sono ancora espressi, il confronto elettorale inizia a farsi interessante: Virginia Raggi, sindaco uscente, salita sui sette colli, grida alla città la sua candidatura. Ha fatto la sua apparizione sulla scena anche Carlo Calenda che, calzate scarpe comode, ha iniziato a propagandare se stesso girando per il ‘capoluogo’ con il passo spedito del podista. Questa però è storia di ieri, cose che già sapevamo, quello che non sapevamo, e soprattutto non ci aspettavamo, invece, è stata l’entrata in scena di Vittorio Sgarbi; non aveva nemmeno terminato la conferenza stampa, dove comunicava la corsa per il Monte Capitolino, che già aveva superato nei sondaggi gli altri due contendenti nella scalata allo scranno più importante di Palazzo Senatorio. Ma ora come stanno realmente le cose? Beh, pare che dalle prime proiezioni lo storico dell’arte più noto, con il 36%, sia già davanti all’ex ministro dello sviluppo economico e pure al sindaco uscente: 32% il primo e 27% il secondo. Ovviamente siamo alle prime schermaglie, ma già il professore ipotizza eventuali ballottaggi che lo vedrebbero vincente su Virginia Raggi, ma perdente contro Carlo Calenda. Insomma, la cosa sta diventando interessante, e lo sarà ancora di più quando i partiti con il maggior consenso, quelli che contano, decideranno il candidato, o con chi di loro schierarsi. Roma è certamente una città complessa, ma è incontestabile che tutte le sue risorse potranno scaturire quasi esclusivamente dai suoi 20 secoli di storia, situazione unica tra le capitali del pianeta. Così come è incomprensibile che la Città Eterna sia addirittura inferiore a Parigi, per numero di visitatori; una Parigi che può mostrare ai suoi turisti solo gli ultimi secoli oltre, naturalmente, all’arte contemporanea più raffinata. Accidenti, ci viene un pensiero folle, quasi una provocazione: se Calenda e Sgarbi potessero ‘coesistere’ e, quindi, governare insieme a Palazzo Senatorio, non sarebbe un mix imbattibile! Imbattibile perché potrebbero gestire, ognuno per la propria parte, il rilancio culturale ed economico della Capitale. Capitale che non potrà mai prescindere dalle sue opere d’arte; la stessa città è uno scrigno che, come dicevamo, racchiude il meglio di 2000 anni di storia fantastica che si è accavallata nei secoli. A parte questo nostro bizzarro pensiero Roma, però, dovrà presto scegliere veramente il suo nuovo Primo Cittadino, e degli sfidanti, attuali e futuri, alla fine, ne rimarrà, come Highlander, uno solo. La Città Eterna è un unico museo, dove al suo interno c’è Il Vaticano, e tutte le rappresentanze diplomatiche della terra, ed ecco che, forse, fuor di metafora, davvero uno Sgarbi, archiviate le sue intemperanze, potrebbe essere il Sindaco più indicato; anche se riteniamo Carlo Calenda, di gran lunga, più preparato ed affidabile. Dei tre (almeno fino ad oggi), però, ci sentiamo di scartare senza indugi Virginia Raggi. Ancora un po’ di pazienza e i romani faranno conoscere a tutti noi il nome che avranno scelto per salire le scale del Palazzo Senatorio!

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