mercoledì, 16 Giugno, 2021

Rai, dalla lottizzazione
al monocolore

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E’ considerato tutto “normale”.Ormai il conformismo dilagante,anche della grande stampa,è impressionante. E non sorprende (e non scandalizza )che non 5 Stelle,non la sinistra del Pd,non la “Sinistra italiana” e neppure la Lega di Salvini abbiano scelto, sulla cosiddetta “riforma della Rai”, il silenzio o semplicemente il ricorso a generiche critiche. Ha colpito di più Silvio Berlusconi che ha parlato di “regime”. L’anziano cavaliere ( o ex, fate come volete) ha indossato i panni dei radicali di un tempo,ed ha condannato lo scandalo di un servizio pubblico radiotelevisivo gestito da un solo uomo,l’amministratore delegato. In altre parole,il presidente,il Consiglio d’amministrazione (nominato secondo la vecchia regola lottizzatoria: tanto alla maggioranza,un po’ meno all’opposizione,sempre divisa e litigiosa ,e uno agli amici,come Paolo Messa,”patron” di Formiche,un giornale online diretto da uno scudiero fedele che può far comodo al premier). Il nuovo Cda non conterà più nulla ,una sorta di Cnel (ora finalmente abolito) che esprime pareri che nessuno prenderà in considerazione e neppure la Commissione parlamentare di vigilanza avrà più alcun peso,anche perché la maggioranza dei consiglieri verrà eletta direttamente dal parlamento.

Giustamente faceva notare Pierluigi Battista (“Corriere della Sera” di ieri): “E’ bastata una presidenza nella Commissione parlamentare di vigilanza della Rai ,un organismo plumbeo da paese del socialismo reale ai tempi dell’Urss,per invitare i seguaci di Grillo a sedersi sulla tavola imbandita del sottopotere di viale Mazzini”. Come dar torto a Battista ? Ora un uomo solo può decidere sui programmi delle tre reti principali (ma anche delle altre),può firmare contratti con cifre stratosferiche,può nominare ,senza consultare nessuno,i dirigenti di tg e delle reti. Un “grande dittatore” che non deve rispondere a nessuno,tranne che al premier (anche se la legge non lo prevede esplicitamente). Non vi sembra sconcertante tutto questo ? Se qualcosa del genere fosse stato fatto in passato,non dico da Berlusconi,ma anche da Monti e persino da D’Alema vi sarebbero state le manifestazioni di piazza a Saxa Rubra,in via Teulada e in viale Mazzini ,dai sindacati e dall’Usigrai. E,invece,tutto tace. La Rai è stata beneficiata di un incremento delle entrate di ben 420 milioni di euro col canone obbligatorio inserito nella bolletta .E quindi perché lamentarsi ? Nessuno però ci ha ancora spiegato come sarà utilizzata questa gigantesca risorsa. Il silenzio è sovrano sulla qualità dei programmi e sulle finalità del “nuovo” servizio pubblico.In questi giorni la fibrillazione interessa solo la prossima nomina dei direttori. Il “negoziato” è in corso da tempo. Non vi preoccupate questa volta sarà sicuramente più facile,perché i candidati non saranno eletti in base ai meriti ,come tutti auspicano ,ma -come come suggerivano in passato i partiti- in base al tasso di fedeltà “ alla causa” o meglio al premier e ai suoi amici .In altre parole,la lottizzazione di un tempo è ormai un lontano ricordo,anche se certo non mancano i nostalgici,anche perché quella lottizzazione è diventata di fatto un “monocolore”.

Quali dirigenti sono più a rischio ? Quelli della radiofonia ( i più deboli ,anche politicamente),i capi del Tg1 e del Tg3 ,quelli delle tre reti ? Chi ancora persevera nel seguire la vecchia guardia del Pci-Pds ? Chi critica troppo il “nuovo corso” o quei pochi liberali e socialisti che resistono nel rappresentare quella marginale cultura laica nel nostro paese ?

Aldo Forbice

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