domenica, 17 Ottobre, 2021

Recupero del Pil. Franco: “Meglio delle attese”

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Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, intervenendo ieri all’assemblea dell’Associazione Bancaria Italiana, ha detto: “Un recupero del Pil pari o superiore al 5% appare oggi raggiungibile, così come il ritorno al livello del Pil trimestrale pre-crisi entro il terzo trimestre del 2022. Una previsione che si concilia con il fatto che per il secondo trimestre si stima una crescita congiunturale prossima al 2%”.
Con il ministro ha concordato anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che rivolgendosi alla stessa platea ha evidenziato: “Grazie al buon andamento della campagna di vaccinazione e al miglioramento del quadro sanitario, la ripresa economica si sta consolidando e secondo le valutazioni attuali, la crescita si rafforzerebbe con decisione nel secondo semestre; nella media dell’anno potrebbe toccare valori intorno al 5 per cento consentendo un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020. Previsioni ottimistiche che però devono fare i conti con una incertezza che resta elevata”.
Secondo il governatore: “Anche se la fase espansiva dovrebbe consolidarsi, restando sostenuta anche per il prossimo biennio, perché si realizzi questo scenario di ripresa è comunque necessario che prosegua ai ritmi attuali la campagna di vaccinazioni e si consolidi il contenimento dei contagi. Un’altra incognita è rappresentata dai ritardi nell’attuazione delle misure di rilancio previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che nel caso in cui avvenissero potrebbero indebolire, anche per gli effetti negativi sulla fiducia d’imprese e famiglie, le prospettive sulla domanda aggregata e sull’occupazione”.
Sul Pnrr, il Ministro dell’Economia ha precisato: “Il Piano di ripresa e resilienza rappresenta un’occasione importante per dare impulso al Paese, ma non deve essere considerato la panacea per tutti i ritardi della nostra economia ma va pensato piuttosto come una componente di una più ampia strategia di politica economica per rendere il paese più dinamico e inclusivo. Serve qui uno sforzo corale. La sfida principale per la politica economica resta quella di uscire dalla lunga stagnazione che ha preceduto la crisi pandemica, recuperando il ritardo accumulato rispetto alle altre grandi economie avanzate. Anche in quest’ottica, quindi, la politica di bilancio quest’anno è stata fortemente espansiva, resterà tale anche nel 2022 anche se con un disavanzo molto inferiore. Ma, con il consolidamento della ripresa il disavanzo verrà ridotto progressivamente, così da porre il debito su un sentiero di graduale e progressivo rientro. Nel medio termine le entrate dovranno finanziare strutturalmente le spese”.
Si cominciano a vedere nell’economia gli effetti positivi del governo Draghi. Ma l’attenzione va anche posta al lavoro ed all’occupazione con particolare riferimento a quella giovanile. Infatti, il tardivo inserimento dei giovani nel mercato del lavoro ha ripercussioni negative sulla pensione futura, tenuto conto dei meccanismi del sistema pensionistico contributivo. Inoltre, sarebbe opportuno commisurare la tassazione compatibilmente all’incremento del Pil, con possibile graduale riduzione della pressione fiscale. Tutto dipenderà, non solo dall’uscita della pandemia, ma anche dalle riforme della pubblica amministrazione che auspichiamo siano funzionali allo sviluppo economico con efficienza ed efficacia di tutti i comparti dello Stato dove scuola e giustizia sono di fondamentale importanza.

 

Salvatore Rondello

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