domenica, 28 Novembre, 2021

Reddito di cittadinanza, chiarezza sui controlli dell’Inps

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Pensioni
PAGAMENTO DI DICEMBRE ANCORA IN ANTICIPO

Come per il mese di novembre, anche per dicembre le pensioni verranno pagate in anticipo. Vista l’estensione al 31 dicembre 2021 dello stato di emergenza, la Protezione Civile ha confermato anche per le pensioni dell’ultimo mese dell’anno il pagamento anticipato presso Poste Italiane, così come sta avvenendo da inizio pandemia.
Le pensioni a dicembre saranno anche più alte, grazie alla tredicesima e allo speciale “bonus Natale” per coloro che ricevono la pensione minima. Si tratta di un importo aggiuntivo pari a 154,94 euro, introdotto dalla Legge finanziaria 2001, che è attribuito a chi percepisce una o più prestazioni pensionistiche con un importo complessivo non superiore al trattamento minimo e che si trovi in determinate condizioni reddituali.
Nel 2020 l’importo, introdotto dalla finanziaria del 2001, era di 154,94 euro, cifra intorno alla quale si dovrebbe aggirare anche il contributo di quest’anno.
Il bonus è accreditato dall’Inps, su voci distinte rispetto alla tredicesima, in modo provvisorio sulla pensione di dicembre, fino a quando l’Ente non verificherà i redditi del 2021 del beneficiario, che dovrà comunque appartenere a queste due categorie: soggetti titolari di pensione delle gestioni private; iscritti alla gestione ex Enpals.
Sono invece esclusi i soggetti titolari di: pensione di invalidità civile, di assegni sociali e pensioni sociali, pensioni supplementari, di indennizzi dei commercianti, di pensione e di assegni degli enti creditizi e dei dirigenti d’azienda, di pensioni internazionali non tassate in Italia.
Pensioni, pagamento anticipato
il pagamento delle pensioni di dicembre è anticipato solo per chi ritira la pensione in posta. A ricevere per primi la pensione di novembre saranno i titolari di: Libretto di Risparmio; Conto BancoPosta; Postepay Evolution. Potranno prelevare invece i contanti dagli oltre 8mila Atm Postamat collocati su tutto il territorio nazionale, senza bisogno di recarsi allo sportello, i titolari di:
carta Postamat; Carta Libretto; Postepay Evolution.
Il calendario dei pagamenti
Sempre per evitare assembramenti e ridurre il rischio contagio, il pagamento delle pensioni in contanti avviene secondo una apposita turnazione alfabetica, che può comunque variare in base al numero di giorni di apertura dell’Ufficio Postale di riferimento. Al momento in cui scriviamo, manca ancora il calendario ufficiale di Poste per il prossimo mese, ma sulla base dei mesi scorsi è possibile ipotizzare in quali giorni verranno pagati gli assegni pensionistici di dicembre:
A – B: giovedì 25 novembre
C – D: venerdì 26 novembre
E – K: sabato 27 novembre (solo mattina)
L – O: lunedì 29 novembre
P – R: martedì 30 novembre
S – Z: mercoledì 1 dicembre.
Tutti coloro che ricevono invece la pensione direttamente in banca devono come sempre attendere il primo giorno bancabile del mese: la pensione sarà disponibile, eventualmente anche per essere prelevata allo sportello bancario, esclusivamente a partire da mercoledì 1° dicembre 2021.
Delega pensione per gli over 75
Ricordiamo anche che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli uffici postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.
Il cedolino della pensione è sempre accessibile tramite servizio online dell’Inps e consente ai pensionati di verificare l’importo erogato ogni mese dall’Inps e di conoscere le ragioni per cui questo importo può variare. Per eventuali, ulteriori informazioni, è comunque possibile consultare il sito di Poste o contattare il numero verde 800 00 33 22.

 

Reddito di libertà
PUBBLICATA LA CIRCOLARE INPS

L’Inps ha pubblicato la circolare n. 166/2021 sul “Fondo per il reddito di libertà per le donne
vittime di violenza”.
Istituito per favorire percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di particolare vulnerabilità o di povertà attraverso l’indipendenza economica, il reddito di libertà è riconosciuto dall’Inps con un contributo nella misura massima di 400 euro mensili pro capite, in un’unica soluzione per massimo dodici mesi, entro il limite delle risorse assegnate a ciascuna Regione o Provincia autonoma.
Destinato alle donne seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, il contributo è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per l’autonomia abitativa e personale, nonché il percorso scolastico e formativo di eventuali figli e figlie minori.
I requisiti di accesso e le modalità di compilazione e presentazione della domanda sono descritte in dettaglio nella circolare 166/2021, come pure le funzionalità della procedura e le relative istruzioni operative per gli operatori.
Per facilitare la presentazione telematica delle domande all’Inps, è stata predisposta una specifica piattaforma di collegamento con i Comuni italiani che permetterà di inoltrare l’istanza redatta dalle interessate.
La circolare 166 è disponibile nella sezione “Inps comunica” del sito www.inps.it, al link
https://servizi2.inps.it/servizi/CircMessStd/VisualizzaDoc.aspx?tipologia=circmess&idunivoc
o=13584

 

Il reddito di cittadinanza
CHIAREZZA SUI CONTROLLI DELL’INPS

In merito alle recenti notizie di cronaca, riferisce l’Inps, è appena il caso di accennare che i controlli effettuati e previsti dalla normativa vigente sono relativi a: Requisiti anagrafici (cittadinanza e residenza). Questo tipo di controllo, di esclusiva competenza dei Comuni, viene effettuato con la collaborazione di Inps che mette a disposizione esclusiva dei Comuni una piattaforma dedicata
e implementata con i flussi informativi provenienti dall’Istituto (ovvero le domande inoltrate).
L’Ente, comunque, si è fatto promotore presso il Governo di una proposta di modifica normativa per rafforzare i propri poteri di controllo preventivo, soprattutto sui requisiti anagrafici, prima del pagamento della prestazione.
Requisiti reddituali
Tali requisiti sono controllati da Inps sulla base dei dati autocertificati in Isee e validati dall’Agenzia delle Entrate.
Requisiti patrimoniali
Anche la consistenza del patrimonio mobiliare è controllata da Inps sulla base delle autocertificazioni Isee, validate dall’Agenzia delle Entrate.
Beni durevoli
A seguito della predisposizione di tutte le procedure tecniche necessarie per lo scambio dati ed
il parere favorevole del Garante della privacy in base alla normativa in materia, è attiva la
convenzione con l’Aci per il controllo massivo e sincrono relativo al possesso di beni durevoli
nel rispetto delle indicazioni di legge. La convenzione ha, inoltre, permesso a Inps di controllare anche a ritroso le consistenze e sottoporre a verifica tutti i nuclei beneficiari nel 2019 e nel 2020. Inps, nel caso di mancato possesso dei requisiti, ha provveduto a revocare o porre in decadenza le relative prestazioni.
Si ricorda – prosegue l’Istituto – che hanno rilievo per legge solo gli autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o gli autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure i motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità).
Requisiti di compatibilità – Assenza di condanne
L’Inps effettua, su tutte le autocertificazioni rese in sede di domanda, controlli a campione, in
base alla normativa in materia, per il tramite di richieste agli Uffici locali del Casellario
giudiziale, salvo le indagini delle Forze dell’ordine con cui l’Istituto collabora costantemente.
Per uno scambio dati massivo è in corso di perfezionamento una convenzione con il Ministero
della Giustizia che richiede peraltro la previa modifica delle procedure informatiche esistenti del
Ministero stesso.
In aggiunta ai controlli ex ante praticati sulla base delle procedure di gestione, Inps opera anche controlli antifrode mirati a intercettare le istanze “a rischio” tramite incroci di dati e query, sulla base dei dati a propria disposizione che non richiedono interventi o verifiche demandate per legge ad altri soggetti e/o poteri ed indagini più specifici da parte delle Forze dell’ordine.
I controlli antifrode mensili sono strutturati in modo tale che le istanze “a rischio” siano intercettate prima della liquidazione della prestazione per evitare la creazione di indebiti che sarebbero di difficile recupero. I controlli sono disposti sull’insieme delle istanze presentate nel corso di un mese; quelle che non superano il check Antifrode sono comunicate, al momento, ai referenti della procedura di Gestione che le escludono dalla liquidazione, sospendono l’istruttoria e le mettono a disposizione delle sedi territoriali per gli approfondimenti.
I Numeri dicono che: su 4.359.359 domande pervenute dal mese di aprile 2019 al 15 settembre 2021, 1.215.251, pari al 27,87% del totale, sono state respinte, grazie ai controlli effettuati in fase di
istruttoria da Inps. Altre 605.277, e cioè il 13,88% del totale delle domande pervenute, sono le pratiche poste in decadenza da Inps per il venir meno dei requisiti in corso di fruizione.
Infine, 123.816, pari al 2,84% del totale, sono le pratiche revocate, per mancanza dei requisiti fin dall’origine, a seguito dei controlli interni disposti dall’Istituto o per effetto di segnalazione delle Forze dell’Ordine. L’Inps collabora con tutte le Forze dell’ordine, segnalando esso stesso le situazioni meritevoli di indagini che possono portare alla revoca della prestazione.

 

Carlo Pareto

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