mercoledì, 21 Aprile, 2021

Reddito di cittadinanza e reddito di emergenza, le nuove guide dell’Inps

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Dai Consulenti del lavoro
COVID-19: COME GESTIRE MALATTIA DIPEDENTI E CONTRIBUTI
Quali differenze ci sono tra quarantena e isolamento? E tra quarantena con sorveglianza attiva e isolamento fiduciario con sorveglianza attiva? E i contributi previdenziali continuano a essere versati? Sono solo alcune delle domande che, alla luce della normativa emergenziale vigente e della prassi Inps e Inail, trovano risposta nell’approfondimento della Fondazione studi consulenti del lavoro recentemente pubblicata sul sito dell’organizzazione. Il legislatore, infatti, spiegano i consulenti del lavoro, “al primo comma dell’articolo 26 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2020, ha disposto l’equiparazione della quarantena alla malattia, ai fini del trattamento economico previsto del quadro legislativo di riferimento, precisando che la tutela viene riconosciuta a fronte di un procedimento di natura sanitaria, stante l’equiparazione della cosiddetta quarantena alla malattia”.
Per cui, ribadiscono i consulenti del lavoro nel loro approfondimento, “ai lavoratori aventi titolo alla tutela previdenziale della malattia a carico dell’Inps, viene riconosciuta l’indennità economica previdenziale, sulla base del settore aziendale e della qualifica del lavoratore”.
Nel documento elaborato dagli esperti, inoltre, vengono opportunamente fornite precise “indicazioni in merito all’iter procedurale che deve essere seguito quando viene emesso un certificato legato alle casistiche riconducibili all’emergenza epidemiologica; sulla gestione dei certificati con codice di anomalia; sulle modalità per accedere alla tutela prefigurata per coloro che hanno patologie di particolare gravità e su cosa avviene nei casi accertati di infezione da Sars-Cov-2 in occasione di lavoro”, conclude il vademecum.

 

Cig
I DATI INPS AGGIORNATI AL 18 NOVEMBRE
L’Inps ha di recente comunicato l’aggiornamento quindicinale relativo ai pagamenti di Cassa integrazione (Cig) effettuati direttamente da parte dell’Istituto nel periodo di emergenza Covid-19. Al 18 novembre 2020, su 14.292.139 domande di pagamento (Sr41) sono 14.198.594 le prestazioni erogate direttamente dall’Istituto a 3.500.295 lavoratori, pari al 99,3% delle richieste. Tra il 3 e il 18 novembre sono state corrisposte direttamente 594.061 integrazioni salariali.
L’impegno dell’Istituto per l’accelerazione e la soluzione dei problemi legati alle erogazioni in sospeso ha portato a ridurre ulteriormente il numero di coloro che devono percepire un primo pagamento, oggi pari allo 0,3% dei lavoratori interessati, le cui domande hanno problematiche che impattano su processi esterni all’Istituto e su cui è concentrata l’azione della task force Inps per risolvere ciascun caso contattando le aziende. Su domande anteriori a ottobre, sono 3.448 lavoratori (erano oltre 6mila il 3 novembre) cui deve essere erogato un pagamento, mentre sono 2.626 su domande recenti, giunte tra ottobre e il 18 novembre.
Includendo anche le richieste di ulteriori mensilità per lavoratori che hanno già ricevuto precedenti corresponsioni di Cig, le domande di pagamento diretto che risultano oggi in lavorazione sono complessivamente 93.545, di cui 24.675 riferite al periodo maggio-settembre (26%), mentre 68.870 sono quelle più recenti e relative a ottobre-novembre (74%). Tali insiemi non corrispondono al numero dei lavoratori, essendoci più domande/trattamenti Cig per ognuno di essi.
Da inizio emergenza Covid-19, la Cassa integrazione ha coperto oltre 6,6 milioni di lavoratori (3,5 con pagamenti diretti e 3,1 a conguaglio su anticipo aziende) per 3,4 miliardi di ore e 24,8 milioni di indennità totali corrisposte. Nell’intero 2019 i lavoratori che avevano usufruito di Cig erano stati 577mila.
Giova a tale proposito rammentare infine che le prestazioni gestite dall’Inps non riguardano gli artigiani e i cosiddetti lavoratori “somministrati”, la cui platea potenziale è di circa 1,4-1,5 milioni di lavoratori in Italia. Come di consueto, l’Istituto riassume in un’apposita tabella, allegata al rapporto, tabelle e grafici relativi ai pagamenti diretti Cig aggiornati al 18.11.2020

 

Reddito di cittadinanza e Reddito di emergenza
DAL’INPS DUE NUOVE GUIDE AGGIORNATE
Il Reddito di cittadinanza e il Reddito di emergenza sono due tra le misure più rilevanti introdotte recentemente nel nostro ordinamento in materia di inclusione sociale e sostegno al reddito.
Rdc e Rem hanno assunto un’importanza ancora maggiore nell’attuale contesto emergenziale, che ha reso ancora più urgenti gli interventi a beneficio delle tante categorie rese più fragili dalla pandemia.
Per aiutare gli utenti interessati a conoscere nel dettaglio questi benefici, l’Inps ha comunicato che sono ora disponibili due nuove brochure (aggiornate all’ultimo decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137) che ne illustrano le procedure, i requisiti e le modalità di accesso.

 

Inps
REDDITO DI CITTADINANZA ANCHE AGLI STRANIERI
Il Reddito di cittadinanza spetta anche agli stranieri residenti in Italia, purché siano in possesso di specifici requisiti. Infatti l’art.2 del decreto che introduce il Reddito di cittadinanza sancisce con chiarezza che il componente del nucleo familiare richiedente il sussidio deve essere in possesso della cittadinanza italiana o di uno dei Paesi dell’Unione europea, oppure può essere un cittadino appartenente ad un Paese terzo purché: sia titolare di un permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo; oppure sia familiare di un cittadino italiano o di un cittadino di uno dei Paesi dell’Unione europea e in possesso di un titolo di soggiorno.
In ciascuno dei due casi citati, lo straniero richiedente il Reddito di cittadinanza deve inoltre risultare essere residente in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della richiesta, dei quali almeno gli ultimi 2 anni in maniera continuativa. Gli stranieri che hanno diritto, in presenza degli altri requisiti ed in particolare di quelli di tipo economico, di accedere all’erogazione del reddito di cittadinanza sono quindi: i soggetti aventi cittadinanza in uno dei Paesi dell’Unione Europea; i soggetti aventi cittadinanza in un Paese extra-Ue che sia in possesso di un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, e che sia residente in Italia dal almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo; oppure i soggetti aventi cittadinanza di un Paese extra-Ue se è familiare di un cittadino italiano o di un cittadino di un Paese dell’Unione europea ed è in possesso di titolo di soggiorno di lungo periodo o permanente, e che sia residente in Italia da almeno 10 anni, di cui almeno gli ultimi due in modo continuativo.
Requisiti economici
Tutti questi soggetti devono comunque ed ovviamente soddisfare le ulteriori condizioni poste che, al fine di poter accedere al Reddito di cittadinanza, sono del pari richieste anche ai cittadini italiani, in particolare: Isee inferiore a 9.360€; patrimonio immobiliare, oltre all’abitazione di residenza, inferiore ai 30.000€; patrimonio mobiliare inferiore ai 6.000€, aumentata di 2.000€ per ogni componente del nucleo familiare fino a 10.000€. 1.000€ di soglia in più per ogni figlio successivo al secondo e altri 5.000€ in più per ogni familiare affetto da disabilità grave; reddito familiare inferiore a 6.000€ da moltiplicare a un valore pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare, aumentato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne, aumentato a sua volta di un ulteriore 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino a un massimo di 2,1 o di 2,2, se in famiglia sono presenti disabili o persone non autosufficienti. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360€. È altresì necessario che nessun componente del nucleo familiare possieda autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti, con esclusione dei veicoli per i quali è prefigurata una agevolazione fiscale per le persone con disabilità, oppure navi e imbarcazioni da diporto.
Documenti richiesti agli stranieri
Ai fini di poter provare i suddetti requisiti di tipo economico e reddituale, è indispensabile accludere l’apposita documentazione alla domanda per il Reddito di cittadinanza. La legge che ha originariamente introdotto il sussidio aveva stabilito, in relazione ai cittadini extracomunitari, la necessità di acquisire documentazione aggiuntiva del Paese di provenienza. Per questo motivo, nei primi tempi dall’entrata in vigore del Reddito di cittadinanza, la possibilità di ottenerlo era di fatto bloccata per i cittadini stranieri, a causa della oggettiva impossibilità per molti di loro di poter ottenere ed allegare la documentazione richiesta, relativa al patrimonio immobiliare nel proprio Paese di origine. Un decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha poi disposto un elenco dei Paesi di provenienza per i quali è necessario che alla domanda per il Reddito di cittadinanza sia acclusa la documentazione patrimoniale citata, sancendo in tal modo che, per quanto riguarda tutti gli altri Paesi, tale documentazione non debba essere più allegata. Devono infatti produrre la documentazione i cittadini provenienti dai Paesi inclusi nel predetto elenco consultabile sul sito web dell’istituto di previdenza. Costoro devono fornire la documentazione, tradotta in italiano e legalizzata, relativa al patrimonio immobiliare posseduto all’estero e dichiarato ai fini Isee. Anche per i soggetti provenienti dai Paesi inclusi nell’elenco, è importante notare che deve essere ora integrata la sola documentazione relativa ai requisiti che riguardano il patrimonio immobiliare posseduto all’estero e dichiarato ai fini Isee. Il nuovo decreto solleva invece anche costoro dall’onere di certificare anche il patrimonio mobiliare e la composizione del nucleo familiare, come era invece originariamente richiesto. I cittadini provenienti dai Paesi non inclusi nell’elenco sono invece esentati, consentendo in questo modo lo sblocco di molte domande che erano di fatto bloccate. Questi ultimi non sono dunque tenuti a produrre alcuna documentazione aggiuntiva né alcuna ulteriore certificazione, oltre a quella ordinariamente prevista per l’accesso al Reddito di cittadinanza.

 

Carlo Pareto

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