sabato, 15 Maggio, 2021

Reddito di cittadinanza per un milione di famiglie. Covid, l’Inps risparmia 11,9 miliardi di euro

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Inps
ESONERO ASSUNZIONI DONNE LAVORATRICI: CHIARIMENTI

La legge di bilancio 2021 riconosce l’esonero dei contributi alle aziende che assumono donne nel biennio 2021-2022 nella misura del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di 6mila euro annui.
Dopo aver fornito, con la circolare Inps del 22 febbraio 2021, n. 32, le prime indicazioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi all’esonero, l’Istituto integra le precedenti istruzioni con il messaggio del 6 aprile scorso, n. 1421.
Nel messaggio l’Ente assicuratore specifica che il beneficio è applicato anche nel caso di trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine non agevolati e che, in questi casi, l’incentivo compete per 18 mesi a partire dalla data di trasformazione. Per ogni profilo in materia assicurativa, inoltre, occorre fare riferimento alle comunicazioni di competenza dell’Inail.
Possono accedere all’agevolazione tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, compresi quelli del settore agricolo che procedono con l’assunzione nel biennio 2021-2022 di donne disoccupate di lungo corso, lavoratrici svantaggiate, autonome o precarie a basso reddito.
Per poter essere ammessi al bonus donne, sono fondamentali le caratteristiche specifiche della lavoratrice assunta e la tipologia di contratto previsto. L’Inps ha chiarito proprio questi punti con il succitato messaggio numero 1421 del 6 aprile 2021.

 

I contratti di lavoro incentivati

L’incentivo spetta per: le assunzioni a tempo determinato; le assunzioni a tempo indeterminato; le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato.

 

I requisiti

Il requisito di svantaggio della lavoratrice (stato di disoccupazione da oltre 12 mesi o rispetto, in combinato con ulteriori previsioni, del requisito di “priva di impiego”) deve sussistere alla data dell’evento per il quale si intende richiedere il beneficio, ovvero alla data di assunzione e non a quella della eventuale proroga o trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.
Se, invece, si intende accedere all’agevolazione in questione per una trasformazione a tempo indeterminato, senza avere richiesto lo stesso per la precedente assunzione a termine, il rispetto del requisito è prescritto alla data della trasformazione.
L’Inps chiarisce inoltre che si ha diritto al beneficio anche:
nelle ipotesi di trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine non agevolati dalla legge di Bilancio 2021, e che, in tali fattispecie, l’incentivo compete per 18 mesi a decorrere dalla data di trasformazione;
oppure in caso di proroga del rapporto, effettuata in conformità alla disciplina del rapporto a tempo determinato, fino al limite complessivo di 12 mesi.

 

Customer Experience 2021
PARTITO IL QUESTIONARIO DELL’INPS

Ha preso il via il 6 aprile scorso la rilevazione di Customer Experience dell’Inps, predisposta in collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica e FormezPA.
Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha elaborato le linee guida sulla valutazione partecipativa per fornire alle amministrazioni pubbliche gli indirizzi metodologici che favoriscano la partecipazione degli utenti alla valutazione della performance organizzativa e ha istituito dei laboratori di sperimentazione supportati da FormezPA.
L’Inps, come indicato nel messaggio del 2 aprile 2021, n. 1405, aderisce all’iniziativa e partecipa con una campagna di rilevazione dedicata al servizio di accesso alle prestazioni pensionistiche rivolta a 300.000 utenti, relativa ai seguenti trattamenti: pensione di vecchiaia; pensione anticipata; pensione Quota 100; pensione in regime di cumulo; pensione in regime di totalizzazione
A tutti gli utenti percettori di prestazioni nel 2020 verrà inviata una email contenente il link per accedere e compilare il questionario.
I risultati saranno resi noti con successivo messaggio e, oltre a fornire indicazioni sul grado di soddisfazione di questa tipologia di utenti durante il periodo emergenziale, costituiranno le evidenze per il proseguimento dei laboratori sulla valutazione partecipativa.

 

Pensioni e morti Covid
INPS RISPARMIA 11,9 MILIARDI

Fin dall’inizio dell’epidemia di Covid-19, la popolazione anziana è stata quella più esposta al rischio dello sviluppo della malattia grave e di conseguenza ad eventuali esiti fatali. Esiti che a un anno di distanza dall’inizio dell’epidemia, inevitabilmente, cambiano il quadro dei conti pubblici soprattutto relativamente all’Inps, l’istituto previdenziale.
L’eccesso di mortalità nella popolazione anziana, si calcola, produrrà un bilancio positivo sui conti dell’Inps per circa 12 miliardi di euro nei prossimi dieci anni.

 

I numeri

A calcolare gli effetti del Covid sulle casse dell’Istituto nazionale della previdenza sociale è stato il Corriere della Sera su dati Istat e Istituto Superiore di Sanità, prendendo in considerazione il record di decessi nel 2020 rispetto alla media dei cinque anni precedenti, e la conseguente quantificazione della minor spesa dovuta alla riduzione della platea dei beneficiari (al netto delle reversibilità).
Si considerano circa centomila decessi in più nel 2020 in confronto ai cinque anni precedenti (+15,6% rispetto alla media). Di questi, circa ventimila avevano tra 65 e 79 anni, il resto (76.708) oltre gli 80 anni.
A ognuno dei due gruppi viene attribuito il reddito pensionistico medio. Quindi la proiezione attuariale che registra l’aspettativa di vita dei due gruppi nei prossimi dieci anni. 13 anni fino a 79 anni, 7 sopra gli 80.
Il risparmio annuale dell’Inps è stato di 1,11 miliardo di euro. Ma, appunto, calcolando quanto avrebbe dovuto prendere di pensione nei prossimi dieci anni il gruppo sfortunato dei deceduti Covid 2020, si arriva alla cifra di quasi 12 miliardi di euro di risparmi.

 

Reddito di cittadinanza
A FEBBRAIO EROGATO A PIU’ DI UN MILIONE DI FAMIGLIE

Oltre un milione di famiglie hanno percepito il Reddito di cittadinanza a febbraio, 2,3 milioni di persone coinvolte e 564 euro medi a nucleo. I dati arrivano dall’Osservatorio dell’Inps su Reddito e Pensione di cittadinanza. La diminuzione del numero dei nuclei rispetto al mese precedente risente dell’aggiornamento della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), indispensabile per poter proseguire con l’erogazione del beneficio, che può essere stata presentata in ritardo o aver provocato la decadenza del beneficio.
I dati Inps
Da aprile 2019 a febbraio 2021, rende noto l’Osservatorio, sono stati spesi per il Reddito e la Pensione di cittadinanza 12,28 miliardi. In totale sono state pagate dall’introduzione della misura più di 23 milioni di mensilità. Il mese nel quale si è speso di più è stato gennaio 2021 con oltre 691 milioni erogati.
Per quanto attiene la distribuzione geografica, su un milione di famiglie, 673.343 sono residenti al Sud, oltre i due terzi del totale.
Al Nord percepiscono il sussidio 192.880 famiglie, al Centro 143,735. La sola Campania con 229.024 famiglie con il reddito supera largamente i nuclei percettori dell’intero Nord del Paese con quasi un quarto dei sussidi totali e un importo medio di 628,89 euro.
Dl Sostegno, come cambia il Reddito di cittadinanza
Il ministro del lavoro Orlando ha recentemente dichiarato di voler rifinanziare il Reddito di cittadinanza con 1 miliardo di euro ma anche di consentire a chi percepisce il sussidio di lavorare senza perdere il diritto all’assegno e nemmeno la sua consistenza.  È infatti “allo studio una disposizione per permettere ai percettori di Reddito di cittadinanza di lavorare temporaneamente sospendendo il beneficio del Rdc senza subire la perdita o la riduzione dell’assegno. In tali casi l’assegno riprenderà a decorrere in via automatica al termine dell’attività lavorativa”.
Orlando ha anche spiegato che “cruciale è la piena attuazione del Piano straordinario di rafforzamento dei centri per l’impiego, già finanziato dal decreto legge istitutivo del Reddito di cittadinanza: dobbiamo accelerarne i processi ed essere più ambiziosi, ad esempio perseguendo l’obiettivo di fissare standard di prossimità e di migliorare l’integrazione con la rete dei servizi territoriali, in particolare servizi sociali e anche sanitari per i beneficiari con bisogni complessi, prevedendo anche specifiche azioni formative per gli operatori, la creazione della Rete nazionale degli Osservatori regionali del mercato del lavoro e il completamento dell’interoperabilità dei sistemi informativi con il sistema nazionale. In parte tali azioni sono collocate nel Pnrr, seppur già finanziate, per coerenza con la riforma complessiva”.
Sul Reddito di cittadinanza, il ministro del Lavoro ha annunciato che vanno rivisti i meccanismi burocratici. “Ho istituito un comitato, come era prefigurato nella legge, in cui sono stati messi dentro, oltre a esperti anche referenti di Inps, Anpal e Inap, ma intendo proporre una modifica che preveda di inserire anche un rappresentante dei Comuni. Perché ritengo importante vedere la cosiddetta messa a terra” delle misure.

 

Carlo Pareto

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